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Nucleare, Campese (Prc): “Invece di puntare sulle energie pulite, il governo conferma scelta pericolosa e costosa”
mercoledì 10 febbraio 2010


ROMA – 10 feb.  “Un ritorno al nucleare è scientificamente inconsistente, molto costoso e contraddice il referendum popolare del 1987. Purtroppo la decisione di oggi è l’ennesima dimostrazione che il governo fa sul serio e si avvia a prendere questa strada carica di conseguenze nefaste per la collettività”. Lo ha affermato Maria Campese, della segreteria nazionale del Prc e responsabile del Dipartimento Ambiente, territorio e beni comuni, alla luce del via libera dato stamattina dal Consiglio dei ministri al decreto legislativo che comprende i criteri per la scelta dei luoghi in cui nasceranno, le centrali nucleari. Si tratta – spiega Campese – di una violazione dei principi minimi di democrazia (si calpesta il referendum del 1987) e di un ritorno ad un passato carico di insicurezza per i cittadini (gli incidenti sono all’ordine del giorno, il problema delle scorie non è stato mai risolto). “Invece di puntare sulle energie pulite, sulle fonti rinnovabili, che potrebbero essere il fulcro di nuova occupazione si continua a giocare sulla pelle di cittadini e lavoratori.  Per questi motivi, come Federazione della Sinistra, insieme ai cittadini, ai comitati ed altre forze politiche e sociali, costruiremo quel percorso referendario che ci porterà a sconfiggere i progetti del governo e di chi sta dietro questa operazione”.

Maria Campese
Segreteria nazionale Prc
(Resp. Dipartimento Territorio/Ambiente)


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