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Il Prc al controvertice: ripensare il modello
lunedì 14 dicembre 2009
Parla Maria Campese, responsabile ambiente
Il Prc al controvertice: ripensare il modello

Stefano Galieni - Liberazione 13 dicembre 2009
Per Rifondazione Comunista, al controvertice in corso a Copenaghen sul clima, era presente Maria Campese, responsabile ambiente nella segreteria nazionale. «Il controforum si è articolato in otto momenti differenziati, a carattere tematico - racconta - nello stesso edificio. Tanti i temi sul tappeto, l'altro ieri abbiamo ritenuto opportuno organizzare un incontro al Municipio, fra i rappresentanti del GUE per definire una piattaforma comune di intervento». Una piattaforma che parte da alcuni presupposti fondamentali: una critica radicale al modello di sviluppo capitalista che non può essere mitigato: «E' inutile monetizzare l'inquinamento facendo pagare a chi deturpa l'ambiente lo rende invivibile se non cambia il modello di produzione, afferma Campese. Per noi comunisti non si tratta solo di battersi per la difesa dell'ambiente ma di ridefinire come produciamo, cosa produciamo e utilizzando quali risorse energetiche». In questo senso i vari gruppi di lavoro si sono rivelati come momenti fondamentali di approfondimento, sia per quanto riguarda le prospettive di utilizzo di energie rinnovabili - eoliche, geotermiche, solari, a bassa produzione- e sia perchè si è affermato un condiviso no alle centrali nucleari. «Come sinistra potremmo imparare molto anche da esempi come quello della municipalità di Copenaghen, dove si è inisistito sull'ambiente e su un sistema di mobilità che ha fatto crollare le emissioni di CO2. In Danimarca la sinistra ha poco più del 2% a Copenaghen l'11%», ricorda la dirigente del Prc. E negli incontri del controvertice che hanno preceduto la grande manifestazione di chiusura, a cui le delegazioni della sinistra europea hanno partecipato in un unico spezzone, si è ricordato più volte come solo attraverso inversioni così radicali si possano affrontare temi globali come quello connesso alla nutrizione, che vede alla fame i 3/4 dell'umanità o quello delle migrazioni dovute a catastrofi ambientali o alla scarsità dei beni primari.


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