|
Car* compagn*
come certamente saprai, la Legge Costituzionale n° 3/2001 riconosce alle Regioni una competenza concorrente e/o esclusiva nelle politiche educative e formative.
Ai sensi degli artt. 138 e 139 del D.L.vo n. 112/98 è riservato alle Regioni l'esercizio delle funzioni e dei compiti delegati dallo Stato concernenti la programmazione della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali, assicurandone il coordinamento con il piano regionale.
Le Regioni, pertanto, in collaborazione con gli Enti Locali, gli Uffici Scolastici Regionali e le istituzioni scolastiche autonome, operano al fine di offrire agli studenti e alle loro famiglie una pluralità di scelte, articolate sul territorio regionale, che garantiscano l’esercizio incondizionato del diritto all’istruzione e alla formazione.
Il confronto a livello locale, diventa elemento indispensabile per realizzare una programmazione territoriale dell’offerta formativa che tenga conto dei flussi abitativi, delle esigenze del territorio, della coerenza con le dotazioni organiche definite dagli organi competenti.
L’attenzione va posta nell’elaborazione dei Piani Provinciali. Le Province dovranno acquisire, valutare e recepire, le indicazioni provenienti dai Sindaci, che avranno provveduto ad acquisire i pareri dei Consigli d’Istituto delle scuole interessate alle proposte di modifica, individuando in questa forma di collaborazione istituzionale il percorso corretto, di cui le Regioni dovranno tener conto rispettando i diversi livelli e ruoli istituzionali.
Il rinnovato quadro normativo nazionale nell’ambito dell’istruzione impone un riesame attento della distribuzione delle Istituzioni scolastiche nei territori regionali e dell’organizzazione complessiva dell’offerta formativa. Si dovrà tener conto quindi dell’innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni (Legge finanziaria 2007); dell’attivazione dei Centri Territoriali per l’istruzione degli adulti (D.M.. 25.10.2007); di quanto stabilito dal D.P.R. n.233/98 per quanto attiene i parametri numerici necessari per mantenere o acquisire l’autonomia scolastica.
Sarei molto grato ai compagni e alle compagne che seguono il settore scuola nelle segreterie e/o nei comitati politici regionali, o nei gruppi regionali, di prestare particolare attenzione alle linee guida che sono state o verranno nei prossimi giorni emanate dalle rispettive giunte regionali; ma soprattutto assicuratevi che i Piani Provinciali vengano elaborati con il coinvolgimento di tutti i soggetti previsti dalla normativa nazionale. Troppo spesso sono arbitrari e si tende ad accontentare gli amici dell’assessore provinciale di turno. Partecipazione e condivisione devono essere le pratiche da far rispettare.
So che la difficile campagna elettorale ci vede impegnati tutti e tutte a vari livelli; pur tuttavia, data l’importanza dell’argomento, vi chiederei di monitorare quello che avviene in materia. Se vi è possibile, fateci avere gli atti di cui riuscirete ad entrare in possesso. Avremo così la possibilità di costruirci un quadro nazionale di quanto, Regione per Regione, avviene.
Certo di incontrarvi sensibili, porgo i più cordiali saluti
Roma, 13 marzo 2008 Gennaro Loffredo
|