|
L'istruzione in crisi
Il grande movimento di protesta che ha attraversato l'Europa nei settori dell' istruzione, dell’università e della ricerca negli ultimi anni, dimostra che la politica neoliberista sui temi della conoscenza è fallita. Non vi è solo un problema culturale riguardo alla funzionalizzazione dei contenuti e dei metodi alle necessità del mercato e di mancato adattamento alle odierne esigenze sociali, ma anche una crisi della democratizzazione di un sistema incapace di assicurare a tutte ed a tutti lo stesso accesso alla conoscenza, bene comune.
L'accordo generale sullo scambio dei servizi firmato nel 1994 in seno all'OMC, la strategia elaborata nel Summit Europeo di Lisbona nel 2000, le raccomandazioni dell'OCSE, le valutazioni PISA dei sistemi scolastici europei...hanno sostenuto che il sistema attuale é troppo costoso, che non risponde alle esigenze dell'economia e non é abbastanza competitivo. I processi di liberalizzazione hanno aperto uno spazio enorme alle multinazionali che producono materiale scolastico, e non solo, di vendere a caro prezzo servizi e moduli formativi. Il Processo di Bologna, pur rispondendo all’esigenza di determinare una forma di raccordo tra i sistemi universitari europei, si è poi tradotto nella riduzione delle università a luoghi di produzione di saperi parcellizzati ed iperspecialistici. Va invece affermata la necessità di una università pubblica come luogo di emancipazione sociale attraverso un libero accesso al sapere critico.
La politica neoliberista ha portato ad una regressione che mette in discussione tutti i risultati ottenuti faticosamente negli ultimi anni. Questa politica, infatti, ha creato un sistema educativo che avanza a diverse velocità frammentando i sistemi nazionali di istruzione pubblica per effetto della competizione tra gli istituti scolastici e distruggendo l'idea stessa di cultura. Ha provocato, infine, numerosi movimenti di protesta e di resistenza in tutta Europa.
1. Ristabilire il diritto all'istruzione pubblica e gratuita.
La rivendicazione del diritto all'istruzione pubblica implica in primo luogo la sua gratuità totale, dagli asili nido all'università. Ciò presuppone uno stanziamento di risorse da parte di ciascuno degli Stati membri dell’UE, pari ad almeno il 6% del PIL. Il Partito della Sinistra Europea si oppone all’intromissione delle istituzioni caritatevoli e religiose nei sistemi educativi statali a cominciare dall’educazione prescolastica.
Una politica che continua a ridurre il finanziamento pubblico nei settori della conoscenza, porta alla privatizzazione delle scuole, impedisce la ricerca di base, affida al mercato l’università.
Un'istruzione pubblica di qualità è possibile soltanto attraverso consistenti investimenti pubblici gestiti responsabilmente.
La Sinistra Europea si oppone ad ogni forma di gestione che prenda come modello l'impresa privata: dirigenti scolastici a cui si affida la possibilità di reclutare e licenziare le/gli insegnanti; competizione tra le scuole per la ripartizione delle risorse disponibili; controllo sul sapere scientifico. Il partito della Sinistra Europea chiede piani nazionali di reclutamento del personale da assumere con contratti di lavoro a tempo indeterminato. Il partito della Sinistra Europea difende la libertà di insegnamento e la laicità della scuola, dell’università e della ricerca.
2.Combattere tutte le forme di diseguaglianza e di esclusione
La condizione preliminare di una lotta efficace contro la disuguaglianza e l'esclusione consiste nell’avere, in ciascuno stato membro, un sistema nazionale di istruzione pubblica che garantisca a tutte ed a tutti il pieno diritto di accesso alla conoscenza. Tale scuola deve accogliere bambine e bambini a partire dai tre mesi di età attraverso un sistema gratuito di asili e di scuole dell’infanzia che copra tutto il territorio del rispettivo paese. L’obbligo di istruzione va garantito fino ai 18 anni e solo dopo attivare, per chi non può o non vuole frequentare l’università, corsi di studio di alta formazione. La scuola non può e non deve sfuggire alle proprie responsabilità accettando passivamente l'insuccesso di alunne e di alunni, abbandonandole/i a se stesse/i o indirizzandole/i verso una formazione professionale di bassa qualità. La Sinistra Europea vuole una scuola che riconosca e valorizzi le differenze, che permetta l'accesso di tutte e di tutti ai più alti livelli della conoscenza, che si opponga ad ogni forma di disuguaglianza, che si preoccupi e metta al centro di tutte le sue azioni il contrasto ai fenomeni di dispersione, selezione, abbandoni e fallimenti. La scuola deve promuovere tutte le culture contrastando ogni tendenza all’omologazione.
3.Garantire l'acceso al sapere a tutte e a tutti
La Sinistra Europea si batte per un sistema educativo che permetta a tutte ed a tutti di sviluppare un sapere critico. A livello universitario ciò presuppone uno stretto legame tra ricerca ed insegnamento; nonché l'indipendenza della ricerca dai condizionamenti del mercato. Va inoltre affermato che in democrazia la conoscenza non può essere a “numero chiuso”. Occorre a questo riguardo portare avanti una campagna europea per il libero accesso a tutti i corsi di studio. Gli Stati devono assumersi la responsabilità di garantire questo diritto.
Quanto alla formazione professionale, la Sinistra Europea ritiene che essa debba essere rilanciata sia nella qualità che negli obiettivi; e per fare ciò deve essere organizzata come sistema autonomo dalla scuola e finalizzata all’alta formazione di quadri tecnici e professionali pur necessari al rilancio dell’economia, non competitiva ma cooperativa, di cui l’Europa ha bisogno. Una formazione che prepari sia ad un inserimento lavorativo stabile e di qualità, sia agli studi universitari, sia alla possibilità di arricchire le proprie conoscenze per tutto l’arco della vita.
L’istruzione non deve essere finalizzata al lavoro. Occorre altresì potenziare nelle scuole un apprendimento laboratoriale e che favorisca ulteriormente momenti di sperimentazione ed elaborazione collettiva dei saperi. La scuola deve promuovere attività culturali ed artistiche senza marginalizzarne alcuna. In un sistema scolastico democratico, i diritti delle alunne e degli alunni devono essere tutelati e garantiti; così come va favorito il dialogo ed il confronto tra scuola e genitori. I titoli di studio universitari devono garantire l’accesso alla professione in ogni paese europeo.
La Sinistra Europea s'impegna a lottare contro tutte le politiche neoliberiste e chiede:
· La tutela e la garanzia del diritto allo studio attraverso un sistema nazionale di formazione pubblico, dall’asilo all’università, libero dal potere politico, religioso ed economico.
· Di impedire ogni forma di privatizzazione. Gli investimenti nel settore dell'istruzione sono insufficienti e vengono fortemente orientati verso strutture scolastiche ed universitarie gestite dai privati. E’ una tendenza che deve essere invertita.
· Di assicurare un'istruzione laica per tutte e per tutti, senza eccezioni, indipendentemente dall'origine sociale, di classe o etnica e dalle convinzioni religiose di ciascuna/o.
· Di combattere ogni discriminazione relativa alle condizioni di migrazione e di urbanizzazione; di integrare le alunne e gli alunni immigrati, di garantire il rispetto delle loro caratteristiche linguistiche e culturali.
· Di garantire un’effettiva integrazione scolastica per le alunne e gli alunni con disabilità, investendo anche sull’adeguamento delle strutture e dei servizi di assistenza.
· L'istruzione obbligatoria fino all'età di 18 anni.
· Di garantire l'accesso alle conoscenze necessarie per la comprensione del mondo, in modo da permettere a tutte ed a tutti di parteciparvi attivamente.
· La fine del lavoro precario del personale scolastico, universitario e della ricerca.
Lottiamo contro il progetto neoliberista
Lottiamo contro la crisi
Lottiamo per il diritto alla conoscenza |