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Contributi
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mercoledì 18 maggio 2011 |
Mariastella Gelmini L’ultimo affronto
Vito Meloni *
Se si dovesse giudicare dai comunicati della ministra Gelmini, le prove Invalsi nelle seconde classi delle scuole superiori si sarebbero svolte senza intoppi. La realtà, come sempre accade quando si parla di scuola, è ben diversa. I casi di insegnanti che si sono rifiutati di collaborare alla somministrazione dei test non si contano, numerosi studenti hanno scelto di non compilarli e molti genitori, organizzati in comitati di scuola, hanno preso nettamente posizione arrivando a non mandare i propri figli a scuola nel giorno delle prove. Un rifiuto significativo, anche se non generalizzato come sarebbe stato auspicabile, che avrebbe avuto ben altra consistenza se nelle settimane che hanno preceduto la scadenza del 10 maggio non si fosse scatenata la campagna fatta di intimidazioni, minacce di sanzioni (poi effettivamente applicate ad alcuni studenti), scavalcamento delle competenze dei collegi dei docenti, tentativi di imposizione di obblighi non previsti dai contratti e dalle leggi.
Da qualche parte si è puntato il dito contro gli insegnanti, accusati di volersi sottrarre a qualunque verifica della propria professionalità. A me sembra, invece, che le ragioni della protesta degli insegnanti vadano ricercate essenzialmente in tre elementi: la difesa gelosa dell'autonomia professionale quale componente essenziale della libertà di insegnamento, la fondata sfiducia nella pretesa oggettività dei test e, infine, la consapevolezza che l'apparente neutralità dell'operazione nascondeva l'intento di penalizzare o premiare le scuole e gli insegnanti sulla base dei risultati.
Chi insegna sa quanto sia delicato il tema della valutazione degli apprendimenti, così denso di implicazioni pedagogiche e didattiche, anche quando questa si riduce ad una fredda espressione numerica come ha preteso la Gelmini. Pensare che un processo così complesso possa essere assorbito da un test, per giunta lo stesso per tutte le tipologie di istituti, senza tenere conto dei contesti, sociali e di apprendimento, e delle condizioni di partenza dei singoli alunni è pura follia pedagogica (ammesso che questo termine significhi qualcosa per la Gelmini). Su questo la dice lunga l'esclusione dalle prove dei ragazzi con disabilità. Quanto all'oggettività dei test non serve spendere parole, basterebbe un minimo di attenzione al dibattito scientifico sull'argomento.
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giovedì 15 luglio 2010 |
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mercoledì 01 aprile 2009 |
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Resoconto riunione regionale Prc Friuli Venezia Giulia del 30 marzo 2009
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mercoledì 26 novembre 2008 |
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di Vincenzo Pillai
Con l’assemblea generale del movimento il 29 ottobre e la manifestazione sindacale del 30 si è chiusa una fase che ha visto il governo approvare, in Agosto, la manovra dei tagli (non solo all’università) e il 29 ottobre la legge Gelmini sulla scuola.
Questa fase è stata caratterizzata, a Cagliari, da un avvio lento del movimento con la prima grande assemblea indetta dai lavoratori precari di alcune facoltà (metà settembre) e nei giorni successivi dalla formazione di gruppi di studenti in tutte le facoltà con la scesa in campo progressiva di quasi tutti gli istituti. |
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giovedì 20 novembre 2008 |
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di Gennaro Loffredo (16/05/08) Non era per nulla scontato che l’attivo nazionale dei dipartimenti scuola, università e ricerca di domenica scorsa avrebbe avuto una partecipazione così soddisfacente. Era forte il rischio, da tutti/e avvertito, che i compagni e le compagne subissero quel ripiegamento su se stesso cui il partito può essere indotto dalla vicenda congressuale. Non era facile nemmeno tenere il dibattito al riparo dalle dinamiche congressuali, sviluppando una discussione tutta di merito, come invece siamo riusciti a fare. |
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giovedì 20 novembre 2008 |
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di Gennaro Loffredo (18/05/08) Quello che ci consegna l’ultima tornata elettorale può essere considerata la fine di un percorso; ed é normale che tutti noi, ciascuno con una determinata accentuazione, provi a spiegare, a sé e agli altri, quello che è accaduto. Ma spiegare è un’azione complessa. La nostra casa, quella che abbiamo costruito in tutti questi anni, dal principio degli anni ’90 ad oggi, quella che i giornali chiamano la Sinistra antagonista, è terremotata. E sotto le sue macerie ci sono corpi veri. E con questo non intendiamo dire che senza rappresentanza istituzionale non c’è più un partito, un soggetto che possa coltivare l’orizzonte della trasformazione. |
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giovedì 20 novembre 2008 |
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di Loredana Fraleone (16/01/07) Forse l'assidua frequentazione di scuole paritarie ed il solido legame con settori rilevanti della formazione professionale stanno facendo perdere al Ministro Fioroni il senso di una realtà più complessa e vasta. Per la verità, le scuole paritarie fanno registrare una certa crescita, pompate come sono da finanziamenti di tutte le risme, ma la loro entità, rispetto a quelle statali, rimane tutto sommato marginale. E' anche vero che le risorse destinate alla formazione professionale, in rapporto a quelle della scuola, sono percentualmente più elevate. Tuttavia le iscrizioni di ragazze e ragazzi, che escono dalla terza media, continuano a riversarsi in massa nel sistema dell'istruzione. |
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giovedì 20 novembre 2008 |
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di Loredana Fraleone (10/01/07) Per ragioni non innocenti, ma finalizzate alla totale liberalizzazione e mercificazione di ogni bene esistente, da almeno vent'anni, di fronte al problema degli "sprechi" nel settore pubblico si spara nel mucchio, si colpisce alla cieca. ( Ma a proposito di sprechi, non se ne parla mai rispetto alle attività del privato, ne è del tutto immune? O quando riguardano il processo di accumulazione capitalistica si pensa non abbiano valore sociale?). |
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