|
MANIFESTO EUROPEO DELL’ISTRUZIONE
Per un’istruzione pubblica di qualità
per tutte e per tutti
La profonda crisi attuale del capitalismo non sembra essere una crisi esclusivamente di natura finanziaria, ma una crisi di natura molto più complessa, che avrà importanti conseguenze anche a livello sociale, politico ed ideologico sulla vita di molte donne e di molti uomini nel mondo intero.
Al fine di porre rimedio alle contraddizioni emergenti, il capitalismo distrugge tutto ciò che abbiamo acquisito attraverso difficili lotte in Europa e nel mondo. I popoli europei devono opporsi a questo attacco, imporre le loro scelte politiche e sostenere la lotta contro le forze del capitale e contro ogni forma di egemonia.
I differenti sistemi di istruzione costituiscono non soltanto una base per il presente, ma anche per l’avvenire di tutte e tutti noi e delle generazioni future. I drammatici cambiamenti determinati dalla crisi conferiscono all’istruzione un ruolo di fondamentale importanza. Nonostante la rivoluzione dell’informazione abbia aperto la strada a nuove opportunità per lo sviluppo delle capacità umane, assistiamo ad una divisione sociale senza precedenti: la maggior parte della popolazione viene privata dell’opportunità di accesso all’istruzione e di poter sviluppare il proprio potenziale intellettuale per poter condurre una vita dignitosa.
L’ampia ristrutturazione capitalista, determinata dalla mondializzazione, ha determinato l’emergere di un nuovo modello di impiego di tipo flessibile, basato su impieghi precari, che si deve adattare facilmente a differenti contesti. Di conseguenza, il ruolo dell’istruzione non é più quello di diffondere il sapere, ma di diffondere il know-how, un sapere orientato e piegato alle esigenze del mercato. Perfino l’eccellenza accademica sembra essere ridiventata appannaggio delle future élites governative. La conoscenza, come numerosi altri beni comuni, deve essere sottratta alle logiche di mercato ed il diritto allo studio deve rappresentare uno dei diritti inviolabili, come già previsto in alcuni degli stati membri. Indebolire questi pilastri ed insieme distruggere il Welfare State sono obiettivi fondamentali della politica neo-liberale. Per questa ragione i governi riducono i finanziamenti destinati all’istruzione pubblica peggiorando, di conseguenza, la sua qualità.
In tutta Europa le disparità sociali si acuiscono, la precarietà e la povertà diventano sempre più gravi. Certamente sarebbe assurdo pensare che i differenti sistemi educativi siano direttamente responsabili di questa dinamica, ma é lecito affermare che problemi come la difficoltà di inserimento professionale, la distruzione del tessuto sociale, la violenza, etc… sono indirettamente legati al ruolo e al peso che l’istruzione (soprattutto quella pubblica) ha nella società. Nei paesi dell’Unione Europea le politiche neo-liberali sviluppatesi in tema di istruzione, hanno costituito parte integrante dello sviluppo del capitalismo e di tutte le sue contraddizioni, nonostante le differenti caratteristiche che queste hanno assunto nei vari paesi che ne fanno parte; la logica che le sottende é rimasta invariata. La violenza delle politiche neo-liberali e la diminuzione dei fondi pubblici destinati all’insegnamento e alla ricerca fanno sì che l’esclusione sociale, l’abbandono scolastico e la flessibilità nel mercato del lavoro a tutti i livelli rappresentino ormai la norma in tutti i paesi europei. A tutto ciò si aggiunga la progressiva privatizzazione del sistema, sia all’interno (concorrenza tra le università per studenti-clienti, ricerca scientifica orientata alla logica di profitto etc…) che all’esterno (diffusione dell’insegnamento privato…). Si assiste dunque ad un ritorno al passato e ad una devalorizzazione e perdita di prestigio dell’istruzione pubblica.
La maggior parte delle politiche europee é fondata sulla logica predominante secondo la quale l’appropriazione delle conoscenze serve principalmente a produrre profitti a breve termine e a favorire la speculazione capitalista. Logica che ha trasformato il sapere in merce. In tale contesto, la funzione della ricerca viene completamenta rimessa in discussione, così come l’indipendenza intellettuale degli insegnanti e dei ricercatori. L’obiettivo della logica del processo di Lisbona, definita in occasione del vertice del Consiglio Europeo del 2000, prevede di “fare dell’Europa l’economia della conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, capace di una crescita economica durevole, accompagnata da un miglioramento di carattere quantitativo e qualitativo dell’impiego e di una grande coesione sociale nel rispetto dell’ambiente.”
La sfida che si prefigura per i prossimi anni sarà quella di creare un’economia sempre più “fondata sulla conoscenza”. In realtà la strategia di Lisbona non ha fatto altro che subordinare l’insegnamento e la ricerca ai criteri ed alle esigenze del mercato capitalista. L’istruzione pubblica che, per sua natura, dovrebbe rappresentare l’unica istituzione capace di accogliere tutti gli studenti, viene “accusata” di essere inefficace ed arretrata.
Mentre occorrerebbe una vera e propria rivoluzione pedagogica a tutti i livelli del sistema di istruzione, la logica neoliberale continua invece a frammentare il sapere in numerosi segmenti, prevalentemente di carattere pratico, e sta letteramente distruggendo la cultura.
Questa logica confina i giovani, soprattutto quelli meno abbienti, in una cultura impoverita, consumistica, una cultura fatta di gadget, da consumare in fretta. Essa li priva di una cittadinanza completa e socialmente attiva che permetterebbe loro di poter comprendere e controllare la complessità del mondo, di lottare contro le discriminazioni sociali e contro lo sfruttamento. In breve, la scuola di oggi non permette ai giovani di acquisire un livello di conoscenza ed uno spirito critico tali da poter sviluppare pienamente la propria personalità. L’insegnamento neoliberale punta unicamente a creare delle donne e degli uomini sottomessi e docili, piuttosto che cittadini emancipati.
L’Europa di domani perde, dunque, tutto il suo potenziale creativo umano, un potenziale profondamente necessario ad uno sviluppo autentico, non fondato unicamente su parametri economici. Di conseguenza, possiamo affermare che le riforme nell’ambito dell’istruzione ispirate alla strategia di Lisbona impediscono una vera e piena democratizzazione del sistema di istruzione pubblica.
Tutto ciò deve cessare! La SE si batte per:
• un insegnamento pubblico, laico, gratuito ed accessibile a tutte e a tutti;
• un accesso al sapere uguale per tutte e per tutti e di maggior qualità;
• il diritto per tutte e per tutti - indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza, dal sesso, dall’etnia, dall’orientamento sessuale, dalla razza, dalla religione - di sviluppare pienamente le proprie capacità intellettuali e di avere accesso ad un insegnamento e ad una formazione di qualità per tutta la vita.
La SE lotta per:
1. un’istruzione pubblica e gratuita che, dalla scuola dell’infanzia all’università si opponga alla logica del mercato. Un’istruzione che affermi l’importanza dell’essere umano e che fa dell’integrazione il suo obiettivo primario.
2. Un’istruzione pubblica e gratuita che, dalla scuola dell’infanzia all’università, permetta ai giovani di sviluppare uno spirito critico e di poter trarre beneficio dalle acquisizioni scientifiche, sociali e politiche più qualificanti delle generazioni passate.
3. Un’istruzione pubblica e gratuita che, dalla scuola dell’infanzia all’università, lotti contro gli stereotipi legati alla differenza di genere, che promuova la pace, la cooperazione tra i popoli e lo sviluppo in equilibrio con la natura e l’ambiente. Un’istruzione che miri a sviluppare un pensiero libero, uno spirito critico, creativo ed emancipato.
4. Un’istruzione pubblica e gratuita che, dalla scuola dell’infanzia all’università, permetta a tutte/i ed a ciascuna/o di acquisire, non soltanto delle conoscenze di base, ma un sapere in continua evoluzione.
5. Un’istruzione pubblica e gratuita in cui il personale educativo abbia diritto ad una formazione continua e alla riflessione sulle pratiche pedagogiche legate alla ricerca scientifica.
Tale progetto e’ possibile e si realizzera’ attraverso la nostra lotta politica contro la strategia di Lisbona e i pricipi di una falsa libera concorrenza.
Tale progetto e’ possibile e si realizzera’ attraverso lo sforzo comune di tutti i partiti che aderiscono alla Sinistra Europea in favore di un sistema educativo di qualità in tutta Europa salvaguardando le differenze culturali ed eliminando le disuguaglianze territoriali. Le forze del capitale non sono imbattibili. Al contrario, esse devono essere messe in seria difficoltà da tutte/i coloro che lottano per un insegnamento ed un sistema formativo di qualità orientato al pieno sviluppo della persona, alla lotta all’esclusione e teso a creare i presupposti per una vita ed un mondo migliori per tutte e per tutti.
|