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Sintesi intervento al CPN |
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Carlo Cartocci
La commissione che ha seguito le trattative ha ben lavorato seguendo il mandato avuto, il simbolo non è il migliore, ma è il migliore possibile, date le circostanze. Il programma sintetico ha un ottimo preambolo, credo però che andrebbe ampliato sui punti relativi all’emigrazione, se non sarà possibile propongo che vengano pubblicate sul sito del partito tutte le proposte dei dipartimenti, come contributo alla discussione. Sulla formazione delle liste sono convinto che vadano discussi i criteri per la scelta dei nomi, più di quanto non si sia fatto sino ad ora. Quella della formazione delle liste deve costituire una occasione per riproporre il concetto di “rifondazione”: nell’ultimo anno il partito ha guardato l’ombelico della propria crisi, della scissione, della ricomposizione interna degli organismi dirigenti. Ora dobbiamo/possiamo dare un segnale di cambiamento. Gli altri partiti e associazioni facciano quello che ritengono opportuno, noi dobbiamo distinguerci senza lasciarci condizionare dai comportamenti altrui. Se gli altri candidano segretari, dirigenti e soliti noti, noi distinguiamoci mettendo capolista persone che rappresentino il partito sociale. Per esempio, vorrei che la donna del Sulcis, intervenuta nella trasmissione di Santoro, che ha detto di vergognarsi di guardare in faccia i propri figli in quanto disoccupata, fosse la nostra capolista, lei o un altro che la rappresenti; così come vorrei candidare i rappresentanti dei movimenti anticapitalistici o dei comitati di lotta. Dare il segnale che abbiamo presente la questione morale e che non abbiamo dimenticato Carrara, è più importante dell’affermazione in Europa di uno o più componenti del ceto politico del partito, a prescindere dal valore dei singoli compagni. Anche sulla formazione delle liste per le elezioni amministrative dovremmo far valere questi stessi principi. |