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Carlo Cartocci
Premessa
Il Cpn ha segnato un importante punto fermo nella vita del partito. Infatti si è formalmente definita, almeno a livello nazionale, l’entità della scissione e si sono risolti i rapporti con tutti i compagni dirigenti che hanno lasciato il partito. Di conseguenza si è potuta operare la cancellazione dal CPN e dalla Direzione dei compagni usciti e votare l’ingresso dei nuovi membri in rappresentanza dei componenti la seconda mozione congressuale che hanno deciso di restare nel partito (nella misura concordata del 31% ). Ora i due organismi sono di nuovo completi e risultano complessivamente meno numerosi di quanto non fossero dopo il congresso.
La dolorosa vicenda della scissione si avvia dunque alla sua conclusione, anche se restano ancora da risolvere numerosi casi regionali e locali che verranno via via affrontati (si è deciso di commissariare la fed. di Napoli e di nominare commissario il comp. Giusto Catania; si è deciso di invitare i compagni responsabili della Sardegna a convocare l’organismo regionale, immobilizzato dagli scontri interni, alla presenza della segreteria nazionale).
La questione del simbolo per le europee
I compagni Mantovani, Pegolo e Caporossi hanno svolto gli incontri con le altre forze politiche e con le associazioni per la definizione degli accordi in vista di una lista unitaria, lo hanno fatto rispettando - a mio parere - il mandato ricevuto, che era di raccogliere più forze possibili dichiaratamente anticapitaliste e di concordare un simbolo “a partire dal simbolo di Rifondazione”.
I contatti sono stati avviati con i partiti PCdI e Sinistra Critica (il comp. Ferrando non ha ritenuto utile partecipare all’incontro), con il gruppo di “Socialismo 2000” , con l’associazione nazionale “Consumatori uniti” e con numerose associazioni, gruppi di lotta e realtà della società civile. Già dopo i primi incontri, Sinistra Critica ha lasciato il tavolo di trattativa: avrebbe voluto un simbolo del tutto nuovo (una bandiera rossa con la scritta “lista anticapitalista” e sotto i tre simboli del PRC, PCdI e SC) negando nei fatti il legame con i movimenti e caratterizzando la lista come un cartello elettorale.
Si è trovato, faticosamente, l’accordo con le altre forze con il risultato che conoscete: il simbolo è molto simile a quello di Rifondazione (nella versione di 2cm. di diametro della scheda elettorale è quasi indistinguibile) è costituito da un cerchio bianco con al centro una bandiera rossa con falce e martello sovrapposta a quella tricolore, sopra in nero c’è la scritta Rifondazione e sotto Comunisti Italiani, attorno al cerchio una fascia rossa con scritto in bianco Sinistra europea, Socialismo 2000, GUE-NGL, Consumatori Uniti.
Questo simbolo dice alcune cose importanti:
- che tutte le forze si riconoscono nel GUE
- che non si tratta della semplice sommatoria del PRC e del PCdI (il progetto dell’unità di tutti i comunisti non è negato, ma è considerato un processo che richiede tempo ed elaborazione)
- che si vuole avviare un progetto con forze associazioni e movimenti che siano esplicitamente anticapitaliste e non costruire un semplice cartello elettorale o chiudersi in un recinto identitario.
Il Programma : Un’altra Europa è possibile
A partire dal programma unitario della Sinistra Europea, si è steso un programma di lista più sintetico (5 cartelle) articolato su sei punti:
La crisi e come uscirne
Per una Europa delle lavoratrici e dei lavoratori, della piena e buona occupazione
Per un’Europa della pace e del disarmo
Per un’Europa dell’ambiente, della sovranità alimentare e delle generazioni future
Per un’Europa dei diritti, delle libertà e della laicità
Un’altra Europa per un altro mondo
Troverete il programma sul sito del partito, io mi limito a citare il primo e l’ultimo capoverso:
- Diamo vita ad una lista anticapitalista che unisce in una proposta politica per l’Europa il PRC, il PCdI, Socialismo 2000 e i Consumatori Uniti. Lo facciamo insieme ad esponenti della sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del movimento femminista e ambientalista, del movimento Igbtq e pacifista. La lista lavora per una uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economica, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà.
- Il voto a questa lista è un voto contro la destra italiana, alternativo al PD. Il voto a questa lista è un voto per un’altra Europa: dell’eguaglianza e del lavoro, della pace, della giustizia sociale e ambientale, dei diritti e delle libertà.
Per quanto riguarda i contenuti elaborati da* compagn* emigrati e da me sintetizzati e consegnati alla Direzione, devo rilevare che i temi più generali: di Maastricht e di Lisbona, della Bolkestein, dell’orario di lavoro, dei diritti sociali, del salario minimo per i disoccupati e delle pensioni minime, delle basi militari, dei diritti dei migranti e di Frontex e della libera circolazione, sono tutti trattati negli stessi termini con cui sono affrontati da* compagn* esteri. Mancano, invece, quelli più strettamente legati alle questioni della cultura e della lingua madre. Mi si dice che si è voluto far riferimento ai problemi comuni a tutti i paesi europei, evitando le specificità dei singoli paesi. Nel mio intervento al CPN ho chiesto che il contributo dei compagni all’estero venga comunque pubblicato come contributo alla stesura del programma.
Formazione delle liste elettorali
Nel CPN non sono stati fatti nomi relativi alla scelta dei candidati delle cinque liste circoscrizionali europee, è stato chiesto di delegare le decisioni alla Direzione. Si è sostenuto che occorreva stabilire con le altre forze alcuni parametri comuni, la percentuale di candidati spettante a ciascuna forza, la possibilità di scegliere di comune accordo alcune personalità indipendenti, ecc.
Personalmente ho sostenuto che, proprio perché si chiedeva una delega, era necessario che il Cpn indicasse con chiarezza gli orientamenti, i criteri di scelta e le caratteristiche dei candidati, in mancanza di tali criteri, ho annunciato voto contrario.
Alla fine il dispositivo di delega messo in votazione indica i seguenti criteri: “autorevolezza e rappresentatività” dei candidati, “incandidabilità oltre i due mandati e rappresentanza di genere (alternanza nelle liste uomo-donna e viceversa)”, “Lista fortemente caratterizzata dalla presenza di realtà operaie, di lotta, di movimento, rappresentative dei conflitti che attraversano il nostro paese dalle mobilitazioni contro le crisi industriali e per la sicurezza nei luoghi di lavoro, al movimento in difesa della scuola e dell’università pubbliche, dell’ambiente, della laicità, dei diritti delle donne a partire dalla battaglia contro l’aumento dell’età pensionabile.” “… una lista non caratterizzata come mera unione di gruppi dirigenti in funzione difensiva contro lo sbarramento, ma che possa rappresentare il conflitto sociale in tutte le sue articolazioni” “Proponiamo che tale impostazione venga assunta da tutte le forze che concorreranno alla formazione delle liste. Coerentemente con questa impostazione proponiamo che la lista non debba vedere la candidatura dei segretari nazionali di partito.”
Debbo aggiungere che prima del voto il Segretario è intervenuto per ribadire personalmente i criteri sopra esposti.
La delega è stata approvata quasi all’unanimità, io ho fatto una dichiarazione di voto di astensione.
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