Punti di programma
I seguenti punti sono stati dedotti e riassunti dalle comunicazioni pervenute dai circoli e dalle federazioni europee. Come si potrà facilmente evincere, si tratta di punti che fanno riferimento sia a questioni generali di politica comunitaria, sia a problemi più direttamente concernenti le problematiche dei migranti
- Ritiro della Bolkestein e direttiva sull’orario di lavoro:
L’Europa deve essere un continente sociale in cui il lavoro e/i lavoratori/trici siano al centro della politica comune, in cui i diritti del lavoro siano ampliati e estesi a tutti i paesi, con orario di lavoro settimanale massimo di 40 ore settimanali e con l’introduzione di forti restrizioni alla politica della concorrenza “al ribasso” nel settore dei servizi.
- Chiusura dell’agenzia Frontex e diritto di voto dei migranti:
La questione migratoria non si risolve con il progetto della “fortezza Europa”, ma con una politica seria di cooperazione allo sviluppo, uno sviluppo non solo economico ma anche sociale e dei diritti. In questo ambito occorre garantire il diritto di voto a tutti i livelli, anche per i migranti non comunitari, dopo una residenza nello stesso paese di 5 anni. Le migrazioni, interne o esterne, vanno considerate una ricchezza ed una opportunità, nessun essere umano è “illegale” o “clandestino”, la libera circolazione delle persone è un diritto umano inalienabile e illimitabile: le persone e i popoli devono avere il primato rispetto a qualsiasi considerazione economico-finanziaria e produttiva, lottando contro sfruttamento, dumping sociale e “guerra tra i poveri”.
- Rifiuto del trattato di Lisbona:
Occorre indire un referendum per affondare il trattato di Lisbona che disegna una Europa liberista, militarmente aggressiva e fondamentalmente razzista. All’Europa dei governi va contrapposta una Europa dei popoli in cui il ruolo del parlamento europeo, espressione della volontà popolare, sia rafforzato.
- Ridefinizione dei sistemi di finanziamento pubblico europeo e sostegno garantito allo strato sociale più debole:
Vanno ridefiniti i criteri di finanziamento pubblico europeo potenziando i controlli di impatto ambientale e di reale utilità sociale per le grandi opere, vanno attivati controlli di contenuto e di modalità di gestione dei progetti e dei corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo e, soprattutto nell’attuale crisi, va lanciata una campagna per lo stipendio minimo e per il sostegno garantito agli strati sociali più deboli, piuttosto che alle banche.
- Rilancio della cultura e della ricerca:
Va sostenuta la costruzione di una cultura meticcia dell’Europa che coniughi e contamini le culture dei paesi membri di prima e successive adesioni e quelle delle varie comunità migranti che in Europa vivono e lavorano. L’Europa va vista come spazio sociale di scambio fra studenti, ricercatori e lavoratori (per es. progetti come Socrates/Erasmo e Leonardo vanno pensati anche per lo scambio di lavoratori fra aziende per unificare la cultura sindacale e i diritti). La tutela e la diffusione delle lingue e delle culture d’origine va considerata una risorsa dell’EU e quindi vanno istituiti uffici scuola pubblici che sostengano l’insegnamento di lingua e cultura mediante assunzione di insegnanti in loco e facciano applicare l’accordo europeo che impone alle Regioni dei paesi di accoglienza di farsi carico dei corsi di madre lingua. L’informazione e la comunicazione sono elementi decisivi per la conoscenza e l’integrazione mutua fra tutti i cittadini europei, le istituzioni europee devono assicurare servizi pubblici giornalistico-radiotelevisivi e telematici aperti, fruibili liberamente e indipendenti da condizionamenti del capitale e del mercato. |