|
Pagina 1 di 2
Una campagna elettorale è sempre un evento "speciale", che modifica l'attività quotidiana di un partito. Questo cambiamento può assumere vari aspetti:
- può mobilitare tutte le energie, a volte "latenti", del partito, rivelando potenzialità inaspettate;
- può concentrare tutte le energie del partito sugli aspetti strettamente elettorali, interrompendo altre attività importanti di lavoro di massa ;
- può far venire a galla gli aspetti deteriori del partito, ad es. assorbendo le energie in lotte interne per le candidature;
- può offrire un'occasione nuova di "rapporto con la gente", migliorando le nostre conoscenze della realtà e il nostro rapporto con essa;
- può essere una prima occasione di lavoro unitario con altre forze della sinistra;
- o può essere un terreno di competizione e di settarismi reciproci tra noi e queste altre forze della sinistra, e così via.
Cosa succede nella vostra situazione, di circolo e/o di federazione?
...Quali di questi (o di altri) aspetti si manifestano?
Questo per quanto riguarda l'impatto della scadenza elettorale sulla vita del partito. Ma una campagna elettorale è anche, e soprattutto, un momento di incontro con le persone, con tante persone che normalmente non si incontrano nell'attività di partito.
Quali sono le vostre esperienze in proposito?
Come veniamo percepiti dalle persone che incontrate? (noi come Rifondazione, e noi come Sinistra Arcobaleno).
Cosa vi sembra si aspetti la gente da queste elezioni?
Come valuta le diverse forze in campo?
Quali sono i problemi più sentiti?
Non vi chiediamo un resoconto sistematico, ma di raccontare brevemente episodi, impressioni, ecc.
riferendovi sempre alla vostra esperienza diretta (non ci interessano, in questa sede, valutazioni politico-ideologiche generali, ma dati ed esperienze concrete, anche limitate e circoscritte) Visualizzazioni: 2317
1. Scritto da
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
, il 06-02-2009 20:07 Buona sera sono Claudio di Lucca,circa due anni fà mi sono lamentato con voi del vostro menefreghismo nel confronto di noi OPERAI,a riguardo dei salari,delle pensioni,dei trattamenti di abusi nei nostri confronti,e dei privilegi rivolti ai datori di lavoro(PADRONI).Avvisandovi che non avrei più votato x voi (ne x altri). Voi mi avete risposto che si doveva lottare personalmente all'interno delle fabbriche,che voi facendo parte di un governo di coalizione avevate le mani legate.Ora le avete sciolte!Ma non avete più il mio voto. BUONA FORTUNA. Claudio Lucca
|
2. critica e proposta Scritto da
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
, il 06-05-2008 16:33 Alla luce dello sciagurato risultato delle elezioni, la Sinistra d'alternativa è fuori dal Parlamento ma rimane dentro la realtà e dentro la Società. Questo è un punto da considerare con attenzione. Si possono, senza dubbio, in una logica di democrazia partecipativa, muovere critiche anche aspre ed accese ma poi, al contempo,è una necessità storica e di credibilità progettuale proporre ed indicare pregnanti alternative. La Sinistra L'Arcobaleno ha indicato un modello di Sinistra nuova, unita e plurale, forse non erano maturi ancora i tempi per la sua piena realizzazione ma, personalmente, ci credo ancora. Ringrazio, pertanto, Fausto Bertinotti, Franco Giordano e Gennaro Migliore per la passione e l'impegno che hanno trasmesso in questi mesi difficili. saluti extraparlamentari e sentimentalmente di Sinistra. giovanni corallo (milano)
|
3. attesa Scritto da
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
, il 01-05-2008 13:02 cari campagni, non bisogna aver paura delle sconfitte. Va bene che abbia vinto la destra e che questa sinistra abbia perso, è doloroso ma giusto. Di una sinistra senza identità culturale non sappiamo che farcene: pensiamo alle agenzie interinali, alla riforma universitaria, alle privatizzazioni (tutte iniziative degli anni 90 e che abbiamo aspramente pagato). Pensiamo ai provvedimenti di Bologna e Firenze verso gli svantaggiati, a Prodi che non riceve il Dalai Lama, all\'incapacità generale di scommettere sul welfare. Questa sinistra deve andare a casa e riflettere seriamente. Mi dispiace tanto per Rifondazione che ha pagato il prezzo più alto ma non possiamo accettare ancora questa classe dirigente che ci ha solo umiliati. Siamo un popolo intelligente e pieno di ricchezza in idee e competenza, sapremo rilanciare un\'idea di Paese più civile. Per adesso il tempo di attesa è utile, toccare il fondo è utile, per mandare a casa i peggiori cicorioni...salottieri e scansafatiche! Hasta siempre
|
4. Cerchiamo ancora Scritto da
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
, il 26-04-2008 13:48 Solo una riflessione seria sulle cause della sconfitta di tutta la sinistra di alternativa, in particolare de lasinistral’arcobaleno, può dare forza alla ripresa di un percorso politico che abbia come obiettivo la ricomposizione sociale per arginare l’individualismo proprietario e riaprire alla ripresa della conflittualità diffusa. Lo strutturale spostamento a destra dell’asse politico ci impone tempi che non possono essere troppo lunghi. Le difficoltà economiche crescenti, le incerte condizioni di vita quotidiane, il rischio che corrono le “minoranze” (sotto qualsiasi forma), l’attacco alle agibilità politiche e alle libertà individuali ci impongono di riflettere, scegliere e agire rapidamente anche se con rigore e profondità! La discussione avviata dentro il partito mi pare del tutto inadeguata. Ancor più le soluzioni che si stanno prospettando per il Congresso di luglio. Almeno che si pensi che la sconfitta elettorale sia determinata esclusivamente della nostra partecipazione al governo o dalla scelta de La Sinistra l’Arcobaleno (che pure sono concause) penso che occorra uno sforzo più coraggioso di analisi. Credo che si debba riconoscere che questa sconfitta viene da più lontano e da più in fondo: è il risultato di una crisi della nostra strategia, del fallimentare percorso di radicamento sociale, del non risolto nodo del rapporto tra movimenti e istituzioni e della ostinata ricerca di una forma partito del tutto inadeguata. Per questo “ricominciare dal Prc” mi pare insufficiente: perché ritrova, forse vago, un contenitore in assenza di contenuti; non individua gli elementi di crisi della società; rischia di nascondere gli errori del partito, adagiandosi sulla facile ricerca dei responsabili interni; non apre alla necessaria messa in discussione dei parametri politici usati finora; non coglie la portata della situazione; non ci dice per fare cosa dovremmo “partire da noi”. In Rifondazione siamo tutti responsabili, perché le scelte sono state condivise (anche i vantaggi personali della presenza in Parlamento e negli Enti locali); dobbiamo cercare strade, non coprirle di cadaveri: tutti i gruppi dirigenti sono “dimissionati”, i fatti lo hanno già deciso! Appare evidente il rischio che una esperienza politica che è giunta a meno del 4%, elettorale, si presenti al Congresso divisa in 4 o 5 posizioni che assumeranno le forme della “guerra per bande” (un film già visto!), incapaci di cogliere l’urgenza della messa in discussione di se stessa, fino in fondo senza reticenze! L’imperativo diventa ri-costruire il rapporto con i bisogni concreti, la loro condivisione e l’uscita definitiva da velleità idealiste (e ideologiche): § dobbiamo capire come è cambiata la società, come sono cambiati i bisogni e la percezione degli stessi, come è cambiato il rapporto tra condizione e coscienza di classe, …cioè dobbiamo fare inchiesta; § dobbiamo favorire ora, subito, ed insieme ad altri, l’apertura di spazi di aggregazione secondo bisogni ed esigenze diversi; spazi di elaborazione collettiva di piattaforme rivendicative; spazi per offrire strumenti organizzativi per azioni di lotta locali; § dobbiamo favorire ora, subito, ed insieme ad altri, la costruzione di spazi per l’elaborazione e la diffusione della critica dell’economia politica, dell’organizzazione del lavoro, della democrazia rappresentativa, delle forme del controllo sociale, del pensiero scientifico, della cultura di massa, ecc...; § contribuire con altri alla costruzione di “aree liberate” nelle quali sia possibile dare vita ad azioni alternative sul piano della gestione dei servizi e dei consumi, della gestione della risorse e del territorio, delle pratiche educative e artistiche, ecc… § predisporre strumenti di “difesa e soccorso” per le persone “senza voce”, senza diritti, precari e/o marginali ed emarginate. Per tutto ciò indispensabile non è tratteggiare la forma dell’organizzazione di partito, ma definire la pratica concreta dell’agire politico: le modalità di incontro con le persone, i soggetti sociali e i loro bisogni, le associazioni, ecc. Indispensabile è condividere con altri, con pezzi della società, l’elaborazione delle scelte e la costruzione delle azioni da intraprendere. Dei Comunisti si può fare a meno, la storia l’aveva già detto! Ora l’abbiamo scoperto tutti! Da qui si può ripartire: ri-costruire una comunità che metta “in comune” non un progetto vago di società, ma ora, subito, la condivisione dei bisogni e dell’azione politica collettiva atta a soddisfarli. Non può essere questo il comunismo oggi? biella, 25/4/2008 Marco Sansoé
|
5. L'Inchiesta dimenticata Scritto da
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
, il 22-04-2008 08:57 Sono dispiaciuto per quanto successo, ovviamente. Penso che tutti i nostri appelli di ripartire dai circoli e dall'inchiesta sono stati disattesi. Eppure era evidente, almeno a noi, lo scollamento. Mai avremmo pensato a questo risultato ma, avendo avuto più mezzi, forse lo avremmo potuto intuire. Un partito comunista senza gli strumenti di base: il circolo, la teoria e l'inchiesta è un centro anziani (con tutto il rispetto per i centri anziani).
|
6. dico la mia Scritto da
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
, il 18-04-2008 11:24 Cari compagni dopo questa immensa sconitta non è facile ragionare e come se avessimo preso un colpo in testa e siamo rimasti storditi. Io dico che il tempo ci darà ragione di esserci come partito. Le ragioni della sconfitta ci sono e sono vicino a noi,basta volerle vedere e prenderne atto, in famglia sul luogo di lavoro in paese o città dove si vive. In primo luogo tanti che avevano votato rifondazione nelle scorse votazioni ,questa volta hanno scelto il PD perchè a naso era l\'unico partito che poteva contrastare Berlusconi visto che in TV erano gli unici due partiti che ti offrivano ,non c\'era programma o telegiornale il cui rapporto di tempo era di 1/10 con i partiti minori. Se esiste la Lega ,DiPetro e UDC per noi sono una garanzia vuol dire che col 6% si può contare un minimo ,quel tanto che basta almeno per avere un minuto sul sipario della comunicazione per far conoscere le nostre idee e cercare di lottare. Quindi noi dobbiamo essere alternativi,si, a Berlusconi e al PD ma soprattutto alla Lega e riconquistare i nostri EX elettori. Ricompattiamoci lasciamo stare i simboli (per la gente comune il simbolo conta nulla)e portiamo avanti le idee.Cerchiamo di parlare dei problemi attuali e quelli che toccano di più i cittadini in questo momento (mentre noi portavamo avanti la lotta contro la liberazione dell\'acqua la lega parlava di sicurezza e il PDL di ici). Per essere alternativi alla Lega basta contrastarla su i suoi stessi argomenti(la Lega alla base prima crea il problema e poi lo contrasta vedi il problema stranieri ,in tutti i cantieri edili del nord la manodopera è straniera e i titolari delle ditte leghisti,così come tutte le cooperative di pulizia ,così come tutti gli autisti delle ditte di trasporto.) La lega sfrutta queste persone sia umanamente e sia politicamente. La Lega sta cementificando tutto il nord e anche di questo presto ne farà un cavallo di battaglia dando la colpa ad altri e proclamandosi contro la cementificazione del Nord. Compagni lasciamo guarire le ferite,prendiamoci un po di convalescenza e ripartiamo ,perchè tanta gente presto avrà bisogno di un partito come il nostro,se oggi noi ci sentiamo orfani chissà domani che fine potrebbero fare altri visto che non hanno idee e contano solo su una persona .
|
7. Ke FALSI! Scritto da
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
, il 17-04-2008 18:06 credete ancora che qualcuno non si aspettasse quello che è successo alle elezioni? Niente di più falso... Lo sapevano i dirigenti a tutti i livelli ma sopratutto lo sapevano i militanti"quelli che stanno in mezzo alla gente" tutti i giorni,quelli che vivono i circoli;lo sapevamo tutti,anzi da tantissimo tempo che lo gridavamo,ma i dirigenti erano troppo impegnati ad ascoltare l'allarme che veniva dalla base. Oggi siate onesti e dimettetevi tutti a tutti i livelli.
|
8. Scritto da coccinella, il 16-04-2008 12:27 abbiamo perso una battaglia? Siamo spariti, ci siamo disintegrati, non siamo pù in parlamento, siamo diventatti extraparlamentari. Ma vi rensete conto di questo? 
|
9. Scritto da max, il 17-03-2008 14:06 Dire che un voto alla Sinistra Arcobaleno aiuta Berlusconi non è solo sbagliato politicamente, ma anche matematicamente. Nelle regioni in cui la Sinistra è vicina all'8% al senato, se questa soglia non venisse superata 3 senatori andrebbero al PDL e uno al PD. Dove questa soglia viene superata, invece, vengono eletti quattro senatori della Sinistra Arcobaleno. Allora, qual'è il modo migliore per sconfiggere Berlusconi se non votare Sinistra Arcobaleno?
|
10. voi avete detto la vostra... Io dico la Scritto da
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
, il 17-03-2008 09:31 A quanto pare per diversi problemi i commenti sono comparsi tutti assieme... Non è proprio il massimo per discutere, ma insomma possiamo provarci!! Arrigo e Donato, l'attuale legge elettorale prevede che i voti al senato, su base regionale, delle liste che non raggiungano l'8% vengano redistribuiti in termini di seggi alle liste che invece superano quella quota (o le altre soglie in base alle configurazioni di coalizione). Sostenere che il voto alla Sinistra l'Arcobaleno al Senato sia una strategia che possa aiutare il PDL è solo un modo per giustificare il voto al PD. Se la strategia del voto utile non mi è mai piaciuta, stavolta è del tutto irrazionale, non solo perchè ci porterebbe ad avere una sostanziale incoerenza tra la composizione della Camera dei Deputati e il Senato, che potrebbe portare al congelamento dello status quo, ma soprattutto non è motivata dalle scelte politiche del PD (eventuale beneficiario del voto utile). Il perchè è molto semplice ed è davanti agli occhi di tutti: PD e PDL non rappresentano due alternative politiche, ma due modi alternativi di portare avanti la stessa politica. Quindi se proprio dobbiamo pensare in termini di utilità, facciamolo in modo che anche al Senato ci siano voci alternative... Il rapporto che lega il PD al PDL è a mio parere di monopolio delle idee e per quanto assurdo, nel quadro che si è delineato noi siamo l'unica forza in grado di garantire il bipolarismo. @Simone, il punto in realtà è un altro. Dire che a Sinistra si vogliano mantenere i ghetti mi pare un po' una forzatura, a me sembra piuttosto che si stia tentando di buttare giù i confini dei ghetti culturali, quelli sì complicati da smantellare. In secondo luogo su Bertinotti a Porta a Porta... Non ho visto la trasmissione, ma capisco che sia poco televisivo non rispondere ad una domanda. Tuttavia penso che sia un buon atteggiamento politico quello di evitare di dichiarare cose non ancora discusse con la propria base da un lato e con gli altri gruppi della Sinistra l'Arcobaleno dall'altro... Se avesse risposto avrebbe dato una sua opinione, che avrebbe gettato lo scompiglio nella già complessa situazione della Campagna elettorale. @ Mery, grazie per il sostegno e l'entusiasmo! @ Gianni, grazie per il tuo contributo!! è esattamente questo lo spirito del blog del dip inchiesta. L'opportunità che vogliamo avere/dare è quella di un punto di vista focalizzato sui territori, che butti giù le barriere della distanza e che faccia emergere le situazioni come questa. Nono conosco la tua situazione, ma l'invito è a non abbandonare l'idea che Rifondazione possa essere anche altro... @ tutti scusate se l'ho fatta lunga... Ma non ho resistito!! 
|
<< Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >> |