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L'ARIA SPRIGIONATA PDF Stampa

Il CARCERE IN BIBLIOTECA 

Pesaro, 7.8.2009
dI Marcello Pesarini

I penitenziari marchigiani ospitano oltre 1100 detenuti, su una capienza regolamentare di 755; alle proteste che si susseguono da mesi da parte degli agenti di polizia penitenziaria del SAPPE, che si erano anche consegnati in caserma a fine turno, si è aggiunta proprio ieri ad Ancona (391 detenuti presenti su 172 di capienza regolare) la battitura delle posate contro le sbarre da parte dei detenuti stessi. In questo clima i consiglieri regionali di Rifondazione Comunista, sempre attivi dalla ricognizione post-indulto del 2007 a quella contro l’ergastolo nel 2008, visiteranno il 14 agosto il carcere di Ascoli Piceno aderendo alla campagna del Partito Radicale.

 

Le carceri sono piene, e chiedono di potere entrare nelle città.
La serata organizzata dalla casa circondariale di Villa Fastiggi  in collaborazione con la Biblioteca San Giovanni a Pesaro  il 6 agosto è frutto di anni di lavoro, ed intende gettare dei semi in un campo dove urgono idee, volontà per uscire dal corto circuito che rischia di collassare il sistema della giustizia in Italia.
Le Marche hanno anche una nuova legge quadro dal 2008 ma, come ha evidenziato Christian De Vito nella presentazione del libro “Camosci e girachiavi – Storia del carcere in Italia 1943-2007” durante la serata anche le migliori riforme, come la Gozzini, scaturita dalla necessità di uscita dal ciclo di lotte operaie degli anni 70 ed i seguenti anni di piombo, usando il filtro dell’articolo 27 della Costituzione, hanno impattato contro un sistema che “ingoia” l’individuo. Il rischio che, vista l’inutilità dei provvedimenti studiati per una popolazione che non è più così, si sfoci in proteste disperate e dolorose per tutti, è stato denunciato dall’autore stesso del libro.
Gli attori della serata, ospitata nel fresco giardino della biblioteca nel centro storico della città, hanno recitato il loro quotidiano, fatto di avvicinamento della città al carcere, e di tentativi dei detenuti e delle detenute di riappropriarsi del luogo in cui vivevano, contraddistinto dalla libertà di muoversi. I prodotti agricoli della Fattoria Pitinum, azienda agricola della casa mandamentale di Macerata Feltria, i manufatti artigianali della falegnameria, del laboratorio di ceramica e di quello del riuso di Villa Fastiggi, venduti dall’Osservatorio permanente sulle carceri, che gestisce assieme alla Biblioteca una convenzione di riutilizzo di libri e denari, l’audiolibro delle detenute che leggono poesie e fiabe assieme agli studenti medi, sono il terreno sul quale la compagnia “Lo spacco”, nata fra le mura del penitenziario può presentare i giovani attori Barbara e Salvatore, e chiedere loro di raccontare le loro emozioni quando vengono scortati dal cellulare degli agenti di polizia penitenziaria  sul luogo del loro spettacolo.
Anche le domande rivolte all’autore del libro ed agli attori hanno superato qualsiasi formalità celebrativa, evidenziando la necessità di ricerche sul campo dove la nuove generazioni  possono dare molto, partendo dalla materialità del luogo di detenzione ed in essa accentuando le loro motivazioni verso la giustizia fondata su uno stato di diritto.

Marcello Pesarini

Pesaro, 7.8.2009
 

 
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