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Inchiesta II fase - uno primo sguardo generale I PDF Stampa

Che partito è Rifondazione comunista nel 2007? In un anno di lavoro, l’inchiesta fa il punto sul PRC per tracciarne un identikit ai tempi della crisi della rappresentanza e della sfiducia dilagante verso la politica. Qui diamo conto in forma assai ridotta dei primi elementi emersi.

 

 

 

 

classi_eta.jpg

La seconda fase dell’inchiesta si basa su 1761 questionari (per i dati relativi alla prima fase dell’inchiesta consultare le pagine dell’area organizzazione-inchiesta su www.rifondazione.it), raccolti tra gli iscritti del PRC in tutta Italia. Se confrontati con quelli del tesseramento 2006, i dati confermano che la disparità di genere caratterizza il partito: 29,6 % donne a fronte di 70,4 % uomini. L’età media è di 41,7 anni. I giovani con meno di  29 anni sono il 22,7 %, gli iscritti tra i 30 e i 44 anni e tra i 45 e 64 sono rispettivamente il 29,1 % e il 39,5 %. Gli ultrasessantacinquenni sono l’8,8 %.

L’inchiesta conferma e quantifica l’esistenza di un forte turn-over degli iscritti nel PRC: Il 41,6% di essi ha preso la tessera dopo il 2001 (cioè, dopo Genova). Il dato incoraggiante è che tra gli iscritti più recenti c’è una quota maggiore di donne e giovani. Tra quanti si sono iscritti dopo il 2001 le donne sono il 34,5%, e i giovani al di sotto i 29 anni sono ben il 42,8%.

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Quanto al titolo di studio, la maggioranza si attesta su un livello medio (diploma) nel il 48 % dei casi, mentre il 28 % è caratterizzato da un basso livello (elementare o media inferiore). I laureati sono il  22 % .

 

Il rapporto con il lavoro e il sindacato.

 tpologia_contratt_intervistati.jpg

Tra le occupazioni svolte dagli iscritti emergono per lo più quelle di impiegato (18,7 %) e operaio (13,8 %). Molti sono tuttavia gli iscritti che non svolgono attività professionali, come gli studenti (13,9%), pensionati (15,3%) e disoccupati (7,2%).

Quanto alla posizione contrattuale, la situazione interna al PRC è in linea con quanto accade nella società italiana (in riferimento ai dati ISFOL 2007), visto che tra chi ha un contratto il 62,5 % lo ha a tempo indeterminato, il 24,1 % è nella “fascia grigia” del precariato, ed il 10,8% si dichiara lavoratore in nero.

 

 

iscrizione_sindacato.jpgSeppure buona parte degli intervistati siano iscritti ad un sindacato  (il 45,7 %, ben il 40% alla CGIL), di questi solo il 26,3 % dichiara di partecipare direttamente alle sue attività. Percentuale che scende al 19,5 % per i lavoratori precari. Nel caso dei precari invece sembra che si richieda al PRC di svolgere un ruolo che il sindacato non è in grado di svolgere: essi dichiarano che è il proprio circolo del PRC ad aver promosso lotte e vertenze sul lavoro (73,4 % a fronte del 61 % dei garantiti). Resta però un atteggiamento critico anche verso lo stesso PRC: per il 20,5 % dei precari “il partito è lontano dai problemi del lavoro” (contro il 14 % dei lavoratori garantiti).

 

Tra i temi cui gli iscritti del PRC dichiarano di interessarsi il lavoro resta quello più citato (dal 46 % degli intervistati), ma nonostante questo sul lavoro si pratica iniziativa politica non più che su altri temi. A dichiarare di aver praticato vertenze sui posti di lavoro, infatti, è il 23,2% degli intervistati. Si praticano di più vertenze territoriali (il 28,8%), ma le attività politiche più diffuse sono quelle che attengono alla “tradizione” propria del partito: attacchinaggi e volantinaggi (62,6%), manifestazioni di piazza (72,6%), feste di Liberazione (57%).


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  Commenti (4)
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1. Dupe thias website
Scritto da Mabel website, il 29-11-2008 03:02
I was crying your website and I can say it is perfect is also good. http://1234.dupa.warszawa.cn,
2. d'accordo con Free Man
Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 21-03-2008 14:03
mi pare che Free Man sollevi un problema importante. non è solo il problema della posizione soggettiva dei nostri eletti nelle istituzioni (accanto agli atteggiamenti che lui giustamente critica vi sono casi in cui questo "capovolgimento di fronte" non c'è stato). è un problema più generale del modo di operare del partito (e della Sinistra Arcobaleno). di fronte alle elezioni, la prima priorità sembra essere stata la composizione delle liste; poi, l'elaborazione di un "programma elettorale" - certo importante, ma fatta come se ci fosse una "continuità istituzionale" con la fase precedente, mentre c'è stata una rottura, e la priorità dovrebbe essere come costruire nella società quella nuova forza di sinistra che auspichiamo, e che non può limitarsi a una raccolta di (sia pur dignitosi) "residui" programmatici od organizzativi od istituzionali.
3. pensare globalmente agire localmente ?
Scritto da Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , il 11-03-2008 11:20
le campagne elettorali perchè dove c\'è l\' election day ,si sommano i profili generali dei poli e delle coalizioni con le campagne e i programmi :sigh dei governi di prossimità e ciò confonde inquina l\' agire localmente e pensare globalmente,è difficile fare una campagna \" che parta dai territori \" e sveli il pensiero unico nella versione aggiornata dall\' azzurro al verde speranza ..... tutti e due presentati come il \" nuovo \".infatti siciamo no ai termovalorizzatori si alla differenziata e poi il businesss di termovalorizzatori ha lo stessso effetto dellla legge obbiettivo di qualche anno fà . infatti le emergenze ambientali sommate alle emergenze sociali \" producono \" risposte irrazionali che non fanno sistema ma servono come momenti catalizzatori di di processsi economici che non danno valore all\' ambiente non lo rispettano e lo usano come base di altri operazioni tese a ottenere il max profitto.nel trasporto pubblico locale è lo stessso nelle giunte dobbiamo starci e convivere con il decreto lanzillotta , mentre a livello nazionale ci opponiamo è difficile
4. Importanti i numeri-determinante la coer
Scritto da Free Man, il 20-02-2008 10:04
Carissimi, 
auguri per il nuovo strumento messo in piedi e a disposizione di simpatizzanti, iscritti e cittadini. 
Che l'organizzazione faccia inchiesta, studi numeri, penso che sia importante. Ma credetemi, l'elemento da indagare, cosa più delicata e complicata, è la coerenza tra quanto hanno sostenuto e quanto realmente rappresentano nelle sedi istituzionali, gli eletti, e non solo. Nella mia militanza ho sempre avuto un gran rispetto per le controparti leali e coerenti, impegnate a tutelare i propri interessi e profitti, molto meno per compagne e compagni che quando erano all'opposizione cavalcavano le più significative battaglie civili e per i diritti e una volta elette/i, magari entrati in maggioranza, si sono adagiati e appiattiti e subordinati sulle posizioni politiche dei gruppi di maggioranza più rappresentativi. Questa una delle cause per cui dovrò riflettere se alle prossime elezioni riporre ancora la mia fiducia alla nascitura Sinistra Arcobaleno. La cosa mi rattrista, ma oggi in Italia è possibile dare militanza ed impegnarsi in battaglie civili anche stando fuori dalle formazioni tradizionali di rappresentanza. 
Un buon lavoro e che la nobiltà della politica, a servizio dei più deboli, possa trovare uomini e donne giuste/i. 
Free Man

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