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IL BOLLETTINO D'INCHIESTA VA ON LINE PDF Stampa
"Bollettino d’Inchiesta"  dopo 45 numeri 1 arrivederci..

C’è uno strano e diffuso atteggiamento mentale nei confronti di una delle più citate frasi gramsciane - “il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà” – che assegna alla seconda parte un compito puramente consolatorio e poco convincente nelle contrapposizioni fra buone intenzioni inermi e la forza di un evento la cui energia deriva dal riconoscimento della sua ineluttabilità.. la ragione appunto. 
E’ un pensiero che mi pare utile per introdurre la presentazione dell’ultimo numero cartaceo del “Bollettino d’Inchiesta”, dopo 13 anni e 45 numeri di vita e il suo passaggio all’edizione on line.
Un passaggio obbligato dalla necessità di un drastico taglio delle spese del nostro partito – la ragione – che la volontà collettiva dei comunisti e delle comuniste deve e può affrontare come opportunità di “superare radicalmente il lavoro d’inchiesta come lavoro di chi si occupa dell’inchiesta per far diventare l’inchiesta il modo di essere del Partito”, come scrive il Segretario Paolo Ferrero nell’editoriale.
Un impegno quindi, di tutti noi a realizzare nei giusti termini dell’appello di Gramsci come richiamo di quella volontà fatta di passione non meno che di convinzione profonda che ha mobilitato tante coscienze nei periodi più bui della nostra storia, vittoriosamente superati.
In questo numero abbiamo voluto dare ai nostri lettori alcuni elementi di analisi e di riflessioni sull’inquietante diffusione e penetrazione delle teorie e delle pratiche di una nuova destra sempre più identificabile in un “nuovo fascismo” alle quali stenta ad opporsi un nuovo antifascismo militante.
Dalle copertine alle inedite foto agli interventi di alcuni dei più impegnati studiosi del negazionismo e del revisionismo storico (Aldo  Giannulli e Francesco Germinario, dell’evoluzioni dei gruppi neo fascisti e neonazisti come Saverio Ferrari, degli apparati “securitari” (Salvatore Palidda) al razzismo strutturale della lega trattato da Annamaria Rivera, al berlusconismo analizzato da Alberto Burgio e Guido Caldiron, al rapporto delle destre col patriarcato e col corpo e l’immagine della donna oggetto dell’appassionata polemica di Imma Barbarossa e Daniela Frascati.
Pagine tutte da leggere e da conservare in attesa di rivederci appena realizzato il passaggio dalla carta al Web.

Il Direttore del “Bollettino d’Inchiesta”
Bianca Bracci Torsi 
E’ un pensiero che mi pare utile per introdurre la presentazione dell’ultimo numero cartaceo del “Bollettino d’Inchiesta”, dopo 13 anni e 45 numeri di vita e il suo passaggio all’edizione on line.
Un passaggio obbligato dalla necessità di un drastico taglio delle spese del nostro partito – la ragione – che la volontà collettiva dei comunisti e delle comuniste deve e può affrontare come opportunità di “superare radicalmente il lavoro d’inchiesta come lavoro di chi si occupa dell’inchiesta per far diventare l’inchiesta il modo di essere del Partito”, come scrive il Segretario Paolo Ferrero nell’editoriale.
Un impegno quindi, di tutti noi a realizzare nei giusti termini dell’appello di Gramsci come richiamo di quella volontà fatta di passione non meno che di convinzione profonda che ha mobilitato tante coscienze nei periodi più bui della nostra storia, vittoriosamente superati.
In questo numero abbiamo voluto dare ai nostri lettori alcuni elementi di analisi e di riflessioni sull’inquietante diffusione e penetrazione delle teorie e delle pratiche di una nuova destra sempre più identificabile in un “nuovo fascismo” alle quali stenta ad opporsi un nuovo antifascismo militante.
Dalle copertine alle inedite foto agli interventi di alcuni dei più impegnati studiosi del negazionismo e del revisionismo storico (Aldo  Giannulli e Francesco Germinario, dell’evoluzioni dei gruppi neo fascisti e neonazisti come Saverio Ferrari, degli apparati “securitari” (Salvatore Palidda) al razzismo strutturale della lega trattato da Annamaria Rivera, al berlusconismo analizzato da Alberto Burgio e Guido Caldiron, al rapporto delle destre col patriarcato e col corpo e l’immagine della donna oggetto dell’appassionata polemica di Imma Barbarossa e Daniela Frascati.
Pagine tutte da leggere e da conservare in attesa di rivederci appena realizzato il passaggio dalla carta al web.
 
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