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Campese (Prc): “Molti Parchi a rischio chiusura. Per salvarli serve regolamento di riordino” |
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martedì 13 ottobre 2009 |
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Non bastavano gli enormi tagli delle risorse destinate al ministero dell’Ambiente per il 2009, un ulteriore elemento fa crescere l’incertezza per il futuro delle aree protette nel nostro Paese. L’abbandono dei parchi nazionali da parte del governo passa infatti anche attraverso il termine del 31 ottobre, data entro la quale, in base alla legge n. 133 del 6 agosto 2008 si prevede la soppressione degli enti pubblici non economici con una dotazione organica inferiore alle 50 unità. In realtà la normativa esclude dall’abolizione alcune tipologie di enti e tra questi gli enti parco, ma la stessa legge prevede anche la soppressione di tutti gli enti pubblici non economici per i quali non siano stati emanati i regolamenti di riordino. E’ urgente quindi provvedere all’emanazione del regolamento di riordino dei parchi. La scadenza del 31 ottobre è vicina. Continuare a perdere altro tempo, comporterebbe la fine del sistema parchi in Italia. Gli enti dei parchi nazionali rischiano di essere spazzati via e soppressi perché annoverati dal governo tra gli enti inutili. Rifondazione comunista considera invece strategico il sistema delle aree protette e reputa i parchi utili presidi sul territorio, anche per prevenire gli effetti del dissesto idrogeologico. Il Prc si pone inoltre l’obiettivo di fare delle aree protette un tentativo di rappresentare una società altra, un diverso modello, puntando tutto sulla riduzione energetica e sulla riduzione dei rifiuti, cercando di farne i protagonisti di un nuovo modo di agire, costruire rapporti, fare comunità.
Maria Campese
Segreteria nazionale Prc
Resp.Area Territorio e Ambiente
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