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Cisis - Centro Interregionale per i Sistemi Informatici, Geografici e Statistici Coordinamento Tecnico Interregionale per le Politiche Sociali Nomenclatore interregionale degli interventi e dei servizi sociali (2009) |
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Appoggiamo la decisione della Fish e della Fand, le due maggiori federazioni italiane per la disabilità, di abbandonare i lavori dell'Osservatorio sull'integrazione scolastica per le continue e vergognose assenze della ministra Gelmini e di indire una manifestazione di protesta durante la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità che si terrà il 3 dicembre. È evidente che alla Gelmini e al governo non interessi il tema dell’inclusione sociale delle persone con disabilità, dalla scuola al lavoro. Disinteresse dimostrato non solo dal rifiuto al confronto con chi si batte per i diritti fondamentali delle persone, ma anche e soprattutto dalle politiche e dai tagli di questi mesi finalizzati a smantellare l’intero Stato sociale. Infatti, un governo che ha tagliato i fondi alla scuola pubblica, al fondo nazionale per le politiche sociali, alla sanità ed ha introdotto la carità di Stato con la Social card, perché mai dovrebbe essere interessato ad ascoltare le richieste delle persone con disabilità che vanno in tutt’altra direzione? Antonio Ferraro - responsabile nazionale Politiche sociali Prc-Se |
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È con questo slogan ironico che il Coordinamento Romano Cooperative Sociali ha iniziato una mobilitazione contro la scellerata scelta della Giunta Alemanno di lasciare fuori dalla manutenzione del verde cittadino le coop sociali, interrompendo di fatto, dopo 15 anni di collaborazione proficua che ha permesso lo sviluppo delle coop sociali a Roma, i percorsi di inserimento socio-lavorativo in favore di persone svantaggiate. La Giunta Alemanno il 14/10/09 ha rappresentato i criteri per le gare d’appalto per la manutenzione del verde a partire dal 01/01/10. Nel documento non vi è alcuna riserva a favore delle coop sociali, neanche il minimo garantito dalla Del. di Giunta del 23/04/09 con la quale vengono riservati appalti di servizi e forniture alle coop sociali nella misura di almeno il 5% dell’importo complessivo degli affidamenti del comune. Attualmente le coop sociali effettuano il 60% delle manutenzioni delle aree verdi del Comune, occupando 400 persone, di cui 267 svantaggiate. Ma qual è il costo collettivo che l’uscita di questi lavoratori dal mondo del lavoro provocherà? Basti pensare alle rette penitenziarie per i soci detenuti, alle pensioni per i soci con disabilità, ecc.. E quale perdita per i territori? Le coop sociali nell’ottica dell’incremento del capitale sociale dei territori hanno spesso reinvestito margini e utili sui loro territori d’intervento! Un enorme patrimonio che la Giunta Alemanno vuole perdere. Dopo gli infruttuosi incontri con l’Amministrazione Comunale che dimostrano lo scarso interesse a risolvere una vertenza che non è solo lavorativa ma ha risvolti che entrano appieno nel diritto di cittadinanza delle persone le coop sono pronte ad una serie di iniziative. La prima iniziativa si è svolta lo scorso 5/11 con i lavoratori delle coop sociali che hanno manifestato in Campidoglio per incontrare il Sindaco, una delegazione è stata accolta in Consiglio Comunale ed ha assistito alla brutale bocciatura della mozione presentata dal centrosinistra a difesa delle coop, con momenti di tensione tra vigili urbani e lavoratori. Il 12/11 in concomitanza con la Commissione congiunta Ambiente e Sociale del Comune di Roma, 15 gazebo promuoveranno le iniziative denunciando il comportamento dell’Amministrazione e raccogliendo firme per la petizione. Il 16/11 ore 16 in Campidoglio, una nuova manifestazione dei lavoratori delle coop sociali a difesa del loro lavoro, della loro libertà e della loro capacità ad autodeterminarsi. A tali manifestazioni è invitata la cittadinanza. Sappiamo che questa azione potrebbe rappresentare soltanto il primo precedente ed uno dei primi attacchi al sistema della cooperazione sociale romana che da anni si occupa delle fasce deboli della popolazione sia attraverso interventi di assistenza, sia attraverso l’inserimento socio-lavorativo di persone svantaggiate svolgendo una funzione pubblica in forma privata con alta qualità del servizio e bassi costi per la collettività. Coordinamento romano cooperative sociali (pubblicato su Liberazione del 12/11/2009) |
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Care compagne, cari compagni, la Commissione nazionale Politiche sociali del Partito ha elaborato un documento contenente le linee di indirizzo per il programma regionale sulle politiche sociali (scarica qui). Il documento fornisce una base su cui articolare a livello regionale i punti programmatici in materia. È stato costituito, a tal proposito, un gruppo di compagne e compagni disponili ad offrirvi collaborazione per la stesura delle specifiche proposte regionali. I programmi regionali andrebbero condivisi con i diversi soggetti interessati (associazioni, cooperative, sindacati, etc.) così come avvenuto a livello nazionale. Per questo sarebbe opportuno organizzare da subito delle iniziative su questo tema, prevedendo anche la presentazione dei risultati dell’inchiesta sul lavoro sociale “Voci e volti del welfare invisibile”, che rappresenta un punto avanzato di conoscenze e di orientamento politico sul mondo degli operatori e delle operatrici dei servizi sociali. Un caro saluto, Roberta Fantozzi - Segreteria nazionale - Area Lavoro e Welfare Prc-Se Antonio Ferraro - responsabile nazionale Politiche sociali Prc-Se Cell. 3346883165 - email:
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Comunicato stampa. Roma, 23 settembre 2009. Dichiarazione di Roberta Fantozzi, Segreteria nazionale Prc-Se e di Antonio Ferraro, responsabile nazionale Politiche sociali Prc-Se: "I tagli già decisi causeranno la chiusura dei servizi sociali e l’aumento dei bisogni. Condividiamo l’allarme lanciato dal rappresentante delle Regioni, il presidente della regione Emilia-Romagna Vasco Errani, sui tagli pesanti apportati dal Governo alle Politiche sociali. Tagli che Rifondazione comunista ha denunciato più volte e che determineranno la chiusura di diversi servizi sociali nel pieno della crisi economica e sociale che stiamo vivendo. Nel 2010 la parte destinata alle Regioni del Fondo nazionale per le politiche sociali si riduce a 205 milioni di euro, un taglio di oltre due terzi in due anni. Infatti, nel 2007, tale parte ammontava a 975 milioni, nel 2008 a 650 e nel 2009 a 519. A questi tagli, come ricorda anche Errani, si aggiunge l’azzeramento, disposto sempre per il 2010, del Fondo nazionale sulla non autosufficienza, taglio che ammonta a 400 milioni di euro già nel 2009. La verità è che il Governo sta smantellando lo Stato sociale e pensa di poter rispondere ai bisogni solo con interventi caritatevoli ed umilianti come la social card. Un’irresponsabilità che causerà un ulteriore aumento di bisogni e disuguaglianze nel nostro Paese. Errani, nella sua veste di massimo rappresentante di tutte le regioni italiane, fa bene ad attaccare il Governo perché questa politica di tagli indiscriminati è una questione primaria da affrontare e da contrastare se si vuole davvero lavorare per il superamento della crisi". |
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di Antonio Ferraro* (Liberazione 23/09/09) L’abbiamo denunciato in tutte le lingue. L’hanno fatto anche organizzazioni come Cgil, Sbilanciamoci, Cnca e Fish. L’hanno fatto le regioni, che lunedì scorso per protesta hanno deciso di disertare il tavolo sulla “finanziaria light” del Governo. Parliamo dei tagli pesanti del Governo alle politiche sociali. Tagli, ricordiamolo, attuati in una fase di crisi economica e sociale che colpisce le fasce più deboli della popolazione, aumentando disuguaglianze e bisogni. Spesso questo dato viene trascurato dalle stesse forze della sinistra, alcune delle quali non hanno colto la portata devastante dei tagli o comunque non si sono opposte con adeguata durezza. Basti pensare che nel 2010, da (quasi) tutti definito l’anno peggiore della crisi, in cui avremo più di un milione di disoccupati, la parte destinata alle Regioni del Fondo nazionale per le politiche sociali si riduce a 205 milioni di euro, un taglio di oltre due terzi in due anni. |
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