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Fuori fascisti e polizia dai nostri Atenei PDF Stampa
lunedì 23 marzo 2009
 
 

Articolo di Fabio de Nardis su Liberazione del 17.09.09 PDF Stampa
mercoledì 16 settembre 2009

Scuola e Università unite nella lotta

Da luglio i precari della scuola sono in lotta contro i licenziamenti previsti dalla legge 133 che destruttura il mondo della conoscenza e della formazione pubblica. 57.000 insegnanti perderanno il posto di lavoro solo quest’anno e oltre 150.000 nei prossimi tre. Di fronte a questo scempio non si può rimanere inerti e per questa ragione sono state organizzate forme di lotta pacifiche e radicali in tutto il Paese. Occupazione di scuole, iniziative di massa creative che incontrano ovunque la solidarietà dei cittadini. I precari salgono sui tetti dei provveditorati prendendo esempio dalla lotta vittoriosa degli operai dell’Innse, perché uguale è la rabbia e identiche le ragioni della lotta. Si combatte contro chi umilia donne e uomini con gli strumenti propri di un governo autoritario che si fa beffa delle libertà fondamentali e dei diritti democratici, che continua a diffondere statistiche inventate e pensa di tacitare la protesta degli insegnanti proponendo misure del tutto inefficaci, come i contratti di disponibilità subito ribattezzati contratti elemosina.
Da settimane i precari di Roma sono accampati in condizioni igieniche e atmosferiche a dir poco ostiche di fronte al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, trasformando quel presidio permanente in base logistica per la elaborazione di proposte e la pianificazione delle lotte. I militanti di Rifondazione, dei giovani comunisti e i volontari delle Brigate di solidarietà attiva sono al loro fianco cercando di rendere più agevole una forma di lotta defaticante. Il presidio proseguirà a oltranza fino a quando il governo non ritirerà i tagli insostenibili ascoltando le ragioni della scuola in movimento.
L’obiettivo è quello di trasformare l’accampamento dei precari di fronte al Ministero in un luogo permanente di costruzione del conflitto e di elaborazione politica per tutto il mondo della conoscenza. Presto avranno inizio le mobilitazioni anche nelle università italiane altrettanto sfiancate da una politica di tagli irrazionale e da un disegno di legge sulla governance universitaria che completerà il progetto contro-riformatore del governo Berlusconi, così come il disegno di legge Aprea per quanto concerne il settore della scuola. Precarizzazione delle vite, privatizzazione, aziendalizzazione, strapotere dei dirigenti scolastici e dei rettori; così la destra al governo pensa di poter vincere la sfida posta dalla società della conoscenza.
Studenti e ricercatori universitari sono determinati a mobilitarsi con l’obiettivo di unire il fronte delle lotte, consci che la mobilitazione dei precari della scuola non è una battaglia corporativa ma una lotta ampia che riguarda tutto il mondo della conoscenza per un sistema di formazione pubblico, di massa e democratico. Per questa ragione il coordinamento dei collettivi universitari, insieme ad alcuni militanti di Rifondazione, dei giovani comunisti e agli insegnanti precari sono saliti sul tetto dell’Università di Roma La Sapienza montando tende in solidarietà con le proteste del mondo della scuola e issando striscioni in cui l’obiettivo della generalizzazione delle lotte è ben esplicitato. E non solo delle lotte nel mondo della scuola e dell’università, ma di tutte le lotte che si articolano in una società stanca dell’imbarbarimento civico prodotto dall’azione di questo governo. Per questa ragione una delegazione dei precari della scuola e degli universitari ha partecipato al corteo dell’11 settembre a Roma per il diritto all’abitare e contro la politica degli sgombri sostenuta dal sindaco Alemanno. Per questa ragione parteciperemo alla manifestazione del 19 per le libertà di stampa contro un sistema delle comunicazioni completamente asservito al sistema di potere costituito.
Iniziative analoghe verranno organizzate ovunque in Italia. Così come i precari della scuola e gli operai hanno occupato per giorni i tetti di fabbriche, scuole e provveditorati, così studenti e ricercatori universitari occuperanno i tetti delle università italiane contro la conoscenza precaria, contro il progetto governativo di superamento della crisi sulle spalle degli insegnati e dei ricercatori precari, che sono il corpo vivo della formazione e della conoscenza in Italia.
Per questa ragione Rifondazione comunista e i giovani comunisti sostengono e partecipano a tutte le iniziative messe in campo dai coordinamenti dei precari della scuola e lavoreranno per la buona riuscita della manifestazione nazionale indetta per il 3 ottobre a Roma su una piattaforma rivendicativa che, oltre a richiedere la salvaguardia dei posti di lavoro e dei livelli occupazionali, pone questioni essenziali per la difesa della formazione pubblica contro gli attacchi delle destre.

Fabio de Nardis           

Responsabile Nazionale Università e Ricerca Prc-Se
 

 
 

Laurea senza valore: pronta la riforma Gelmini PDF Stampa
mercoledì 03 giugno 2009
Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Stella Gelmini ha dichiarato che è «pronta» la riforma dell’università che eliminerà il valore legale al titolo di studio e permetterà di commissariare le Università.  Questa riforma però sarà presentata solo “dopo il 6 giugno per toglierla dalle dinamiche della campagna elettorale”. Il fatto stesso che questa legge venga presentata dopo le elezioni spiega chiaramente quanto i contenuti di questa riforma siano antipopolari: abolire il valore legale della laurea significa fare in modo che le lauree non siano più tutte uguali davanti alla legge ma che ci saranno università “di eccellenza” per i pochi che possono permettersele ed università di “serie B” tutti gli altri. Questo segnerà la fine dell’ unico strumento che ha garantito, nel nostro Paese, il principio costituzionale dell’eguaglianza sostanziale per tutti e la conseguente possibilità di un miglioramento della propria condizione attraverso gli studi. Non a caso, questa riforma recepisce l’ordine del giorno che, il 9 gennaio, la Lega Nord aveva presentato in Parlamento, sostenendo che l’attuale titolo di studio, legalmente riconosciuto, sarebbe alla base della «falsa concorrenza» agli atenei del nord da parte delle università meridionali che si sarebbero trasformate in «laureifici». E’ evidente uno stretto collegamento tra l’abolizione della valore legale della laurea e la privatizzazione delle università, così come è evidente che, se questa controriforma fosse approvata, si porranno gravissimi problemi: l’esercizio delle professioni libere, da quella di avvocato a quella di medico, sarà lasciata integralmente nelle mani corporative degli ordini professionali, la partecipazione ai concorsi pubblici in quelle una burocrazia autoreferenziale; i criteri di ammissione ai dottorati di ricerca ed ai diversi esami di stato in quelle di chi, nelle università “conta davvero”. Infine,  come potremmo chiedere all’Europa il riconoscimento dei titoli conseguiti in Italia se essi non vengono riconosciuti neppure in Patria? Ma c’è di più: il provvedimento prevede anche il commissariamento degli atenei che non si siano messi in regola con i conti, voluto dal senatore del Pdl Giuseppe Valditara. Considerati i tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario degli Atenei, è evidente che nel giro di tre anni nessuna università italiana, per “virtuosa” che sia, potrà avere i “conti in ordine”: ciò significa che tutte potranno essere (e, probabilmente, saranno) commissariate, mettendo così la parola fine all’autogoverno delle università, sancita dalla Costituzione.
La data della presentazione in consiglio dei ministri dovrebbe essere il 12 giugno, sette mesi dopo la presentazione delle linee guida della riforma. Purtroppo, in Parlamento non si potrà contare su di una opposizione parlamentare perché, come è stato sottolineato dalla stessa Gelmini, questa riforma “al suo interno recepisce alcune proposte che sono state avanzate proprio dalle opposizioni”. Essa potrà quindi essere fermata sola da una tempestiva e forte mobilitazione degli studenti, dei docenti, dei precari, di tutti quanti operano negli atenei italiani e di tutti coloro che sono interessati al futuro del Paese, perché una università libera e qualificata non è una necessità solo degli studenti e dei docenti, ma è un diritto dei cittadini.
 
 

Atenei in rivolta 02.03.09 PDF Stampa
lunedì 02 marzo 2009
Atenei in rivolta per la difesa dell’Università pubblica
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G8: Respingiamolo per un'università libera PDF Stampa
mercoledì 13 maggio 2009

Respingiamo il g8 sull’Università per la libertà dei saperi

Fabio de Nardis

 

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Costruiamo insieme l'università pubblica Napoli 8 - 9 maggio 2009 PDF Stampa
martedì 28 aprile 2009

Costruiamo insieme l'università pubblica

partecipa alla due giorni programmatica dei Comitati in difesa dell'Università Pubblica

Napoli Cappella Palatina - Castelnuovo

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Non ci ruberanno il nostro futuro PDF Stampa
mercoledì 15 aprile 2009

Non ci ruberanno il nostro futuro
 

dopo aver inginocchiato i nostri atenei con un taglio netto di 1,5 miliardi di euro, il governo sferra l’attacco definitivo all’università pubblica. E’ pronto il DdL che ridefinisce il sistema di governo degli atenei in senso autoritario completando la strategia di aziendalizzazione dell’università

• il rettore diventa un super-manager

• il CdA non sarà più elettivo ma di nomina rettorale e composto a maggioranza da personalità esterne all’ateneo scelte tra “esponenti significa¬tivi” del mondo imprenditoriale e finanziario che determineranno le strategie di sviluppo degli atenei

• le rappresentanze studentesche saranno ridotte ai minimi termini mentre l’universo dei lavoratori precari (dottorandi, tecnici, ricercatori) sarà escluso dagli organi decisionali

• il diritto allo studio sarà finanziato dagli studenti stessi che dopo la laurea saranno costretti a pagare all’università una somma pari fino al 100% delle tasse già versate negli anni di corso

Ribelliamoci!

difendiamo la Costituzione e costruiamo insieme i
Comitati in difesa dell’Università Pubblica
per una università democratica di massa e di qualità


per informazioni contattaci allo 06 44182257 o all’indirizzo email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
           
 

 
 

Attivo università 19 aprile Roma PDF Stampa
venerdì 03 aprile 2009

19 aprile 2009 ore 10,00
attivo Nazionale Università
Viale del policlinico, 129
Sala LIBRETINI - ROMA

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In evidenza
Comunicato stampa università Pisa 23 luglio 2009

Rifondazione: «Se l’Università di Pisa non ritira i bandi della vergogna, pronti alle vie legali»

 

 

 

Pisa, 23 luglio 2009

Fabio de Nardis, responsabile nazionale Università e Ricerca PRC

Federico Oliveri, Rersponsabile Università e Ricerca PRC - Pisa
 

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Laurea senza valore: pronta la riforma Gelmini
Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Stella Gelmini ha dichiarato che è «pronta» la riforma dell’università che eliminerà il valore legale al titolo di studio e permetterà di commissariare le Università.  Questa riforma però sarà presentata solo “dopo il 6 giugno per toglierla dalle dinamiche della campagna elettorale”. Il fatto stesso che questa legge venga presentata dopo le elezioni spiega chiaramente quanto i contenuti di questa riforma siano antipopolari: abolire il valore legale della laurea significa fare in modo che le lauree non siano più tutte uguali davanti alla legge ma che ci saranno università “di eccellenza” per i pochi che possono permettersele ed università di “serie B” tutti gli altri. Questo segnerà la fine dell’ unico strumento che ha garantito, nel nostro Paese, il principio costituzionale dell’eguaglianza sostanziale per tutti e la conseguente possibilità di un miglioramento della propria condizione attraverso gli studi. Non a caso, questa riforma recepisce l’ordine del giorno che, il 9 gennaio, la Lega Nord aveva presentato in Parlamento, sostenendo che l’attuale titolo di studio, legalmente riconosciuto, sarebbe alla base della «falsa concorrenza» agli atenei del nord da parte delle università meridionali che si sarebbero trasformate in «laureifici». E’ evidente uno stretto collegamento tra l’abolizione della valore legale della laurea e la privatizzazione delle università, così come è evidente che, se questa controriforma fosse approvata, si porranno gravissimi problemi: l’esercizio delle professioni libere, da quella di avvocato a quella di medico, sarà lasciata integralmente nelle mani corporative degli ordini professionali, la partecipazione ai concorsi pubblici in quelle una burocrazia autoreferenziale; i criteri di ammissione ai dottorati di ricerca ed ai diversi esami di stato in quelle di chi, nelle università “conta davvero”. Infine,  come potremmo chiedere all’Europa il riconoscimento dei titoli conseguiti in Italia se essi non vengono riconosciuti neppure in Patria? Ma c’è di più: il provvedimento prevede anche il commissariamento degli atenei che non si siano messi in regola con i conti, voluto dal senatore del Pdl Giuseppe Valditara. Considerati i tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario degli Atenei, è evidente che nel giro di tre anni nessuna università italiana, per “virtuosa” che sia, potrà avere i “conti in ordine”: ciò significa che tutte potranno essere (e, probabilmente, saranno) commissariate, mettendo così la parola fine all’autogoverno delle università, sancita dalla Costituzione.
La data della presentazione in consiglio dei ministri dovrebbe essere il 12 giugno, sette mesi dopo la presentazione delle linee guida della riforma. Purtroppo, in Parlamento non si potrà contare su di una opposizione parlamentare perché, come è stato sottolineato dalla stessa Gelmini, questa riforma “al suo interno recepisce alcune proposte che sono state avanzate proprio dalle opposizioni”. Essa potrà quindi essere fermata sola da una tempestiva e forte mobilitazione degli studenti, dei docenti, dei precari, di tutti quanti operano negli atenei italiani e di tutti coloro che sono interessati al futuro del Paese, perché una università libera e qualificata non è una necessità solo degli studenti e dei docenti, ma è un diritto dei cittadini.
 
17-19 maggio Torino controvertice

Dal 17 al 19 maggio a Torino le giornate di controvertice

Respingiamo il G8 sull'Università per la libertà dei saperi

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G8: Respingiamolo per un'università libera

Respingiamo il g8 sull’Università per la libertà dei saperi

Fabio de Nardis

 

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Costruiamo insieme l'università pubblica Napoli 8 - 9 maggio 2009

Costruiamo insieme l'università pubblica

partecipa alla due giorni programmatica dei Comitati in difesa dell'Università Pubblica

Napoli Cappella Palatina - Castelnuovo

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