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Requiem per la cultura e lo spettacolo italiani

“Requiem per la cultura e lo spettacolo italiani”. È il titolo della manifestazione organizzata dall’Associazione per il teatro italiano  che si è svolta lunedì 30 marzo a Roma. Una manifestazione importante, allegra e battagliera, che ha visto una piazza Farnese piena di gente e di “spettacoli”, fino al funerale – con tanto di bara della cultura e dello spettacolo - e la lettura del “requiem” da parte di Ascanio Celestini.
Importante perché nella solitudine in cui è stato lasciato e nel silenzio delle forze politiche parlamentari di fronte all’attacco alla cultura del governo Berlusconi, il mondo del teatro con le sole proprie forze è riuscito ad organizzare tanta partecipazione e ad unire tutti i settori della produzione culturale in una battaglia in difesa di un diritto fondamentale come quello alla cultura.
Rifondazione comunista ha dato tutto il proprio sostegno politico e organizzativo a questa manifestazione perché oltretutto ne condivide non solo le ragioni ma l’analisi di fondo, così come viene esplicitata nel bellissimo intervento di Benedetta Buccellato, che pubblichiamo per intero.
E cioè che i tagli alla produzione culturale, alla scuola, all’università e alla ricerca altro non sono se non uno degli strumenti per privatizzare la conoscenza e mercificare la cultura e quindi “portare a termine” una profonda ristrutturazione sociale e culturale del nostro paese.
E insieme a questo il tentativo di impedire alla cultura e alla produzione artistica di raccontare il paese reale e le vite reali,  la sua storia passata e presente, le sue aspirazioni, le sue contraddizioni, la conflittualità diffusa del suo tessuto sociale, le storie di lotta e di rifiuto della fine.

Stefania Brai

 
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