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In che scuola torniamo ?
giovedì 09 settembre 2010

L'inizio del nuovo anno scolastico conferma drammaticamente la gravissima situazione in cui versa la scuola della Repubblica, colpita da tagli e controriforme che priveranno milioni di giovani del diritto ad una istruzione qualificata. Decine di migliaia di docenti e di personale ATA, inoltre, sono espulsi dalla scuola dopo anni di precariato.
Siamo di fronte ad un’emergenza sociale senza precedenti, per le dimensioni dell’attacco all’occupazione in questo settore e per le conseguenze sul futuro delle giovani generazioni. Perfino le analisi internazionali ormai dimostrano il grave arretramento cui è sottoposto il sistema scolastico italiano.
Tutto questo richiede una mobilitazione attiva dell’intera società civile, insieme con le realtà scolastiche in lotta per la difesa della scuola della Costituzione. Le iniziative che in questi giorni si stanno diffondendo in tutto il territorio nazionale costituiscono occasioni di aggregazione ed espressione del conflitto che possono coinvolgere anche altri settori della conoscenza, come si è già verificato nello scorso autunno. Può nascere un grande movimento di massa capace di sconfiggere il governo e imporre il ritiro di tagli e delle controriforme.
Sostegno alle lotte in corso, organizzazione di manifestazioni e di controinformazione, partecipazione alle mobilitazioni e a tutto ciò che sarà individuato come utile a fronteggiare l’emergenza “diritto allo studio”, rappresentano l’impegno della Federazione della Sinistra per difendere l’accesso al bene comune della conoscenza.

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Commenti  

 
#1 Eduardo Revolo 2010-09-09 20:53
Credo che sia necessario avviare queste operazioni di informazione pubblica,affinc hè nei diretti interessati alla vicenda "Riforma Gelmini" ovvero noi adolescenti ed attuali studenti, si risvegli un senso di coscienza che per troppo tempo è stato sostituito dagli orrori che propone come modelli la società capitalistica in cui ci troviamo: calciatori, modelle, veline e truffatori.E' il momento che i giovani aprano gli occhi e dicano NO!! a questo teatro che per troppo tempo dietro le quinte ha sporcato il nostro presente di ipocrisia.La scuola pubblica è la scuola di tutti indistintamente .Per questo dobbiamo opporci con tutti i mezzi non violenti per salvare la nostra cultura il nostro presente e costruire un futuro libero dall'ipocrisia e dalla differenzazioni di classe, che questa riforma opera mettendo in ginocchio la scuola pubblica per esaltare la privata.Io dico no e chiunque lo pensi mi contatti per e-mail.Ogni voce è utile al movimento ideologico di massa.
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