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E ora prepariamo il 16 ottobre
lunedì 06 settembre 2010
 
di Claudio Grassi

Le ferie sono finite, ma l’incertezza del quadro politico che si era determinata prima di agosto non si è affatto chiarita. La frattura determinatasi nello schieramento di centro-destra non si è ricomposta e, a mio parere, non si ricomporrà. Si scontrano due progetti diversi rispetto a come  organizzare e concepire la destra in questo Paese. Da un lato Berlusconi e Bossi che convergono su un impianto populista, xenofobo, apertamente reazionario, dall’altro Fini e Casini che pensano ad una destra nazionale, europea, attenta al rispetto dei ruoli e delle istituzioni. Ma, nonostante ciò, non è scontato che la situazione precipiti in una crisi di governo e ad elezioni in autunno o in primavera. Fini e Berlusconi capiscono di non poter più stare assieme, ma entrambi non hanno interesse a far precipitare la situazione. L’ex leader di An non ha una propria forza politica pronta. In ogni caso, ammesso che riesca a costituirla rapidamente, rischierebbe, se si dovesse andare a votare con questa legge elettorale (cosa che io giudico sicura), di doversi coalizzare con Berlusconi, con tutte le conseguenze del caso. Potrebbe anche costituirsi un terzo polo (Fini, Casini, Rutelli, magari con la benedizione di Montezemolo) ma, anche questa, è una ipotesi che presenta non pochi problemi: di leadership (Fini o Casini?) e di profilo politico (basta pensare al tema della laicità dello Stato).
 
La situazione non è meno ingarbugliata nello schieramento di centro-sinistra. Su questo versante la gran parte dei problemi è dentro il Pd. Le lettere pubblicate in agosto da Veltroni prima e da Bersani poi alludono a due ipotesi di costruzione del Pd e della coalizione di centro-sinistra completamente diverse. Da una parte abbiamo la riproposizione di un modello bipolare con tendenze forti al bipartitismo. Infatti Veltroni non solo non critica l’impostazione da lui data alla campagna elettorale del 2008 (che ha riportato le destre al governo e ha escluso le sinistre, anche per loro responsabilità, dal Parlamento), ma considera quell’evento il punto più avanzato del Pd e del centro-sinistra. Viceversa Bersani, partendo dal fatto che il Paese vive in una situazione di emergenza democratica, propone la costruzione di una alleanza a due livelli. Un livello di governo – il “nuovo Ulivo” – che, presumibilmente, potrebbe comprendere Pd, Idv, SeL e Verdi e un secondo livello che non parteciperebbe direttamente al governo – la coalizione democratica – e che potrebbe allargarsi a sinistra alla Federazione e al centro all’Udc e all’Api. Non è un caso che i sostenitori di queste due ipotesi sostengano anche due proposte di legge elettorale diverse se non opposte: maggioritario la prima, tendenzialmente proporzionale la seconda.
Per Rifondazione Comunista, che avanza da diversi mesi (basta rileggere tutti i documenti approvati dal comitato politico nazionale) la proposta di costruire una vasta coalizione per battere Berlusconi, si tratta di un fatto positivo e importante. Sarebbe un errore politico madornale non coglierlo.Bene hanno fatto, quindi, Ferrero a nome del Prc e Salvi a nome della FdS, ad apprezzare e appoggiare la proposta di Bersani.In questa cornice politica, nella quale abbiamo definito la nostra collocazione qualora la crisi di governo dovesse precipitare, per le considerazioni che facevo all’inizio, penso sia inutile continuare a concentrare tutto il nostro dibattito sulle elezioni, sulla legge elettorale e sulle primarie; cose importanti, ma che interessano poco a chi oggi vive sulla propria pelle la durezza della crisi economica.Penso sia utile, invece, partendo dall’ottimo documento approvato dall’ultimo comitato politico nazionale del Prc e dall’altrettanto ottimo documento congressuale della Federazione della Sinistra, sviluppare il massimo di iniziativa politica nei territori. Lo farei in due direzioni.La strategia di Marchionne non è un fatto isolato a Pomigliano. Indica una traiettoria sulla quale si posizionerà Confindustria, con il benestare dei sindacati compiacenti (Cisl e Uil), di quasi tutte le forze politiche e con il supporto dei grandi mezzi di informazione. Organizzare la risposta a questo attacco è la prima questione su cui mobilitarsi, da subito. La resistenza messa in campo dalla Fiom è il fatto socialmente e politicamente più rilevante di questa fase. La manifestazione del 16 ottobre non va quindi vissuta come una cosa tra le altre, ma il fatto più significativo dell’autunno. Organizziamo quindi da subito, in tutte le province, con tutte le forze politiche e sociali che ne condividono i contenuti, iniziative comuni che favoriscano il massimo della partecipazione. Costituiamo i comitati unitari per il 16 ottobre chiedendo coerenza anche a quelle forze che si sono giustamente mobilitate in difesa della Costituzione attaccata dal governo. Coerenza vuole che la Carta Costituzionale si difenda sempre, quando la attacca Berlusconi, ma anche quando la attacca Marchionne.La seconda direzione nella quale muoversi è quella dell’unità. L’unità politica con le forze che con noi stanno costituendo la Federazione della Sinistra. Utilizziamo il congresso per valorizzare questo aspetto: dopo tante anni di divisioni i comunisti e le forze di sinistra socialista e anticapitalista ritrovano le ragioni dell’unità e della ricomposizione. E l’unità d’azione – oltre ai comitati per il 16 ottobre potremmo fare i comitati per il si al referendum sull’acqua – con le altre forze politiche e movimenti che si collocano a sinistra del Pd. In questo modo, collegando questo lavoro con l’obiettivo che ci accomuna a tutte le forze democratiche di unirci per battere Berlusconi potremmo essere percepiti non solo come un partito che dice delle cose giuste ma che  non riesce a metterle in pratica, ma anche, finalmente, come una forza politica in grado di incidere, sia politicamente sia socialmente.

su Liberazione (04/09/2010)


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Commenti  

 
#22 Luca 2010-09-10 11:28
Infatti, secondo me si dovrebbe puntare decisi sul progetto del Partito Sociale e della Federazione della sinistra. Questa, parliamoci chiaro, non sta decollando, ma il problema è che la si è snaturata in corso d'opera, non dobbiamo inseguire nessuno che professi politiche ambigue e che per di più non ci appartengono, la gente la si riconquista facendoci vedere decisi e uniti(ovviament e solo con chi è dalla nostra parte e gli altri via).
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#21 roberto 2010-09-09 20:33
caro luca l'avevo detto a mirko che prima o poi il professore che dà voti a tutti, avrebbe perso le staffe e si sarebbe dileguato; parla di rispetto fra gli uomini, ma del rispetto ha una concezione tutta particolare, ci vorrebbe col cappello in mano a pietire i diritti; vedrai andrà con la coda fra le gambe a seguire ale89 dal vanesio niki, comunicando che la missione è incompiuta; l'amico di marchionne adesso si renderà conto che i comunisti hanno il fiato lungo, e sono abituati a resistere sempre un minuto più del nemico di classe; per gli anticomunisti chi si oppone in mamiera intransigente al capitalismo, viene considerato terrorista; lo scriveva gramsci in difesa degli operai in lotta per migliori condizioni di vita; come vedi la storia si ripete, gli amici del capitalismo ci vorrebbero tutti schiavi e servi, come bonanni ed angeletti e come marchionne che in fin dei conti è servo degli agnelli; p.s.: il professore non parlerà con me?; e adesso come farò a vivere?; che sciagura!
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#20 Luca 2010-09-09 13:33
Bobo è l'ennesima volta che offendi da dietro la tastiera. Sei un buffone, ci vediamo per le strade...scemo
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#19 bobo 2010-09-08 21:56
Roberto, tu farnetichi, deliri, vaneggi.Il tuo lessico è da brigatista.
Temo non ci sia niente da fare con te. Sei ermetico ed impermeabile a qualsiasi ragionamento logico. Politicamente non rappresenti una minaccia per nessuno, il tuo stereotipo è in via di estinzione. Immagino che quando parli tra i tuoi amici e conoscenti, vieni assecondato mentre loro si guardano e si fanno l'occhietto sorridendo sotto i baffi.
Parlare con te è tempo perso. Ciao
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#18 roberto 2010-09-08 20:41
non ho parlato di unità della sinistra, ma di unire la diaspora comunista che è un concetto completamente differente; lenin a suo tempo diede indicazioni per l'unità dei comunisti in inghilterra per poi fare fronte comune ai progressisti di allora per sconfiggere alle elezioni i conservatori; ma precisando che i comunisti si riservassero piena libertà di agitazione e propaganda, nel mentre sostenevano i cosìdetti liberal "come la corda sostiene l'impiccato"; la differenza sostanziale sta tutta quì; e non mi sembra una precisazione irrilevante; quando si parla di unità a sinistra le condizioni le devono valutare i comunisti, per non essere subalterni come lo sono stati nel governo prodi; da quì le cause del disfacimento del prc; speriamo che la lezione sia stata ben capita altrimenti davvero sarà la fine del prc, ma non dei comunisti, perchè la lotta di classe finchè impera il capitale proseguirà comunque, fino alla sconfitta della borghesia; e ciò non avverrà in maniera indolore.
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#17 bobo 2010-09-08 15:19
roberto lo vedi che quando ti ci metti dici cose molto intelligenti?
Te ne do atto anche se con questo post ti contraddici rispetto ad altri post dove in pratica chiami "traditori" gli scissionisti. Questa volta mi hai dato ragione nel chiedere l'unita' della sinistra(non c'era bisogno di scomodare Lenin che evidentemente era come frate indovino e sapeva che nel 2010 avremmo avuto 4 partiti comunisti da zero virgola ciascuno)
Ciao compagno
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#16 roberto 2010-09-08 14:13
caro walter secondo me dovremmo fare qualcosa per l'unificazione delle tante sigle dei comunisti, come ci indica il compagno lenin, il cui pensiero razionale e rivoluzionario è tutt'altro che inattuale; nel prc, nel pcl, in sinistra critica, ed altro ancora che proviene dalla rifondazione comunista persistono posizioni troppo elitarie e verticali; occorre che vengano fatti dai gruppi dirigenti sollecitati dai militanti di base, tutti i tentativi per porre fine alla diaspora, per costruire un grande partito comunista indipendente come è nella tradizione italiana gramsciana; un partito che sia punto di riferimento politico della sinistra anticapitalista diffusa nel nostro paese; un area molto vasta che non si reca alle urne; ciò è più importante della partecipazione alle elezioni del parlamento borghese che viene rinnovato ogni cinque anni per decidere come truffare il popolo lavoratore; ma chi avrà il coraggio e l'onestà intellettuale di fare il primo passo?
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#15 Waltercpf Genova 2010-09-08 10:00
Sono d'accordo con te roberto purtroppo non possiamo dire "tutto è perduto tranne l'onore", ma come mai ciò è accaduto? Io penso che se il PRC fosse stato composto prevalentemente da lavoratori coscientemente e intelligentemen te anticapitalisti e comunisti ciò non sarebbe avvenuto, le iscrizioni dovrebbero essere subordinate all'accettazione e condivisione dello statuto del partito !
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#14 Waltercpf Genova 2010-09-08 09:44
Occorre costruire una struttura incontaminata dalle pastoie borghesi e piccoloborghesi , per intanto se vogliamo essere un partito di alternativa di sistema dobbiamo rifiutarci di cogestire a tutti i livelli questo sistema essere presenti nelle istituzioni può essere utile ma sempre all'opposizione , tra l'altro ricordiamoci che più saremo forti più ci offrirebbero poltrone, cosa che per l'appunto hanno fatto quando eravamo forti riuscendo a disintegrarci!
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#13 Waltercpf Genova 2010-09-08 09:43
Occorre l'analisi della situazione reale, la proposta politica (Quale tipo di società vogliamo costruire), l'aggregazione della forza organizzata per realizzarla, penso che siamo carenti su tutti questi punti , ribadisco che il rigetto di parte dell'esperienza storica del movimento proletario (Sintetizzata da Marx e altri), non ci abbia affatto andare avanti ma fatto regredire ad una situazione confusionale che definirei premarxista,in realtà c'è una forza enorme anticapitalista che cova sotto le ceneri(!), ne vediamo un piccolo esempio nelle manifestazioni sfogo che ogni tanto
si verificano.
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