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La solidarietà e il sostegno del Prc al direttore di Liberazione
domenica 08 agosto 2010
 
di Paolo Ferrero

Intendo innanzitutto esprimere al direttore, Dino Greco, la solidarietà mia personale e di tutta la segreteria del Prc per l’attacco ingiurioso portatogli da una parte dei giornalisti di Liberazione, quello di avere messo in mora le loro prerogative sindacali. Non riesco a capire dove si possa rintracciare nello scritto del direttore un qualsiasi attacco al diritto di sciopero. Lascia l’amaro in bocca che la battaglia politica debba arrivare ad infamanti accuse di questo tipo, puntando alla distruzione della persona, alla denigrazione, alla riproposizione della logica “amico-nemico” che speravamo non albergasse più nemmeno nei paraggi del nostro partito e del suo giornale.
Nel suo editoriale di giovedì, Dino Greco ha invece posto un serio problema, quello della continuità delle pubblicazioni di Liberazione. Com’è noto la direzione di Sansonetti aveva portato il giornale in una situazione insostenibile, con oltre tre (3) milioni di euro di deficit in un anno. Con la direzione di Dino Greco abbiamo avviato una gigantesca opera di risparmio – per altro del tutto parallela a quanto abbiamo fatto come partito - per ridurre le perdite. Attraverso i risparmi siamo arrivati ad un passo dal pareggio di bilancio e abbiamo quindi lanciato una campagna di straordinaria di abbonamenti, diffusione e sottoscrizione per rilanciare il giornale.
A tale fine è stata progettata una capillare campagna che vede impegnate come non mai tutte le strutture del partito. In poche settimane i risultati iniziano a venire e abbiamo già realizzato un quinto degli abbonamenti che ci eravamo prefissi di fare. Di fronte ad un partito che in assenza del finanziamento pubblico fa tutto il possibile per salvare e rilanciare il suo giornale sarebbe stato lecito aspettarsi il consenso convinto di tutta la redazione. Di fronte ad un editore che decide di rilanciare il giornale, di trovare tra i suoi iscritti sottoscrittori, diffusori e abbonati, ci si aspetterebbe da parte di chi lavora al giornale un plauso. Così non è. Come mai? Come mai il rilancio del giornale invece di essere apprezzato viene denigrato? Perché Dino Greco che ha accettato la sfida di rimettere in piedi e rilanciare il giornale, invece di collaborazione deve subire attacchi quotidiani e accuse infamanti?
Questo è il problema. La vicenda di Liberazione non è spiegabile in termini sindacali, terreno su cui siamo disponibili a discutere e a trattare ogni giorno. Il punto, come si diceva un tempo, è politico e a questo riguardo voglio essere molto chiaro. Per lavorare a Liberazione non è necessario essere iscritti a Rifondazione Comunista. Non è necessario essere comunisti. Anzi, si può essere anticomunisti militanti e pregare ogni giorno per la scomparsa di Rifondazione Comunista.
Questo non mi fa piacere, ma i dipendenti di Liberazione non sono tenuti per contratto a compiacere il loro editore. Parallelamente è chiaro che il giornale Liberazione è il giornale di Rifondazione Comunista, che ha accesso al denaro pubblico in quanto giornale di Rifondazione Comunista e che il progetto politico di Liberazione è parte integrante del progetto di Rifondazione Comunista. Noi vogliamo riconoscere, raccontare e capire le soggettività sociali perché riteniamo che li si fondi la possibilità di superare il capitalismo. A partire da questo vogliamo rifondare un pensiero, una pratica, una antropologia comunista, perché pensiamo che il capitalismo sia una vera schifezza. Parimenti vogliamo aggregare una sinistra autonoma dal Pd e strategicamente alternativa alla socialdemocrazia, praticando fino in fondo la critica della politica come attività separata. Inoltre, pensiamo che la storia del movimento operaio non sia un mucchio di letame da gettare ma al contrario la parte migliore della storia del nostro paese. Piaccia o non piaccia a una parte dei giornalisti di Liberazione, questo è il nostro progetto politico, la ragione per cui il giornale viene rilanciato e per cui Dino Greco ha fatto, fa e continuerà a fare il direttore di Liberazione. Come recita lo slogan delle magliette stampate dai compagni del partito sociale, “gentili ma non fessi”.


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Commenti  

 
#51 janzizka 2010-09-14 20:50
Vivo in una provincia molto industrializzat a, Vicenza, dove PRC è praticamente scomparso. Gran parte dei commenti girano attorno a giornale ed elezioni. Cosa voglia fare il PRC io non l'ho capito anche se faccio politica dal'67. In parlamento abbiamo votato tante schifezze e abbiamo perso la credibilità (anche sul fronte del pacifismo). Non abbiamo alcun messaggio che possa almeno creare emozioni (redditi sopra 5 mila ? tassati al60%). Attenzione: ci può essere un governo peggiore di Berlusconi, anche se più "educato"!
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#50 Principe 2010-08-30 18:12
.. che tristezza vedere quella che era Rifondazione Comunista ridotta così com'è ora..
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#49 bobo 2010-08-13 10:26
Mi ricordano tanto uno...bassetto, ma con i tacchi...pelato ma con capelli finti e tinti...bruttino ma che vuole sempre fare il play boy...però non mi ricordo il nome...ha lo stesso atteggiamento verso i dissidenti del suo partito.
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#48 Spartakus 2010-08-13 08:36
Sono straordinari, la gente si allontana dal prc e loro accusano chi fa esercizio di critica. Per loro il partito deve essere un gregge scodinzolante di devoti alla linea. Dissenso? Zero. Dubbi? Zero. Non avete mai pensato che la base se ne va proprio per il clima asfittico generato da gente come comunisti belgio?
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#47 Bobo 2010-08-12 23:39
essere incazzati sempre, ecco cosa li appaga
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#46 Spartakus 2010-08-12 18:55
Comunisti Belgio, ma voi litigate proprio con tutti. Non vi è mai venuto in mente che il vostro atteggiamento dogmatico, livoroso e aggressivo non aiuti la causa? Un po' di autocritica suvvia. Ci sara una cosa nella vita che vi rende, non dico felici, ma almeno appagati?
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#45 Comunisti Belgio 2010-08-12 15:27
Compagno Roberto, grazie della difesa, ma noi non siamo "risentiti". Siamo proprio incazzati come iene e allo stesso tempo angosciati davanti a certi sfasci di spettacolo, e diciamo solo una cosa: non è un caso che tanti compagni e compagne, anche validissimi, abbiano mollato tutto e non vogliano più saperne non solo di militare o iscriversi, ma neanche di votarlo, questo Partito. E non certo per andare a seguire i deliri svendolini o neanche per qualche partitino più o meno comunista messo su da uno o l'altro, ma proprio mollano tutto. Perché davanti a tanta ottusità, tanta malafede, tanta impotenza, non può che sorgere la domanda finale: MA CHI ME LO FA FARE...?
Ecco... a questo punto siamo. Compagne e compagni di tutte le età, dagli anziani che ancora ricordano il grande comizio di Berlinguer a Liegi del 1984, ai più giovani qui di passaggio.
Questa è la realtà. Altro che chiacchiere. Purtroppo.
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#44 Comunisti Belgio 2010-08-12 15:23
"alice", cos'è che sei tu? "scientifica"? cioé? Quindi quando si fanno figuracce epocali basta dire che si è "scientifici"? Ma per carità...
Tu non sai nulla, non hai la più pallida idea di nulla, ma dici, accusi, fai spiritosità da asilo, offendi...
Ma non c'è problema, tu continua pure ad offendere, vai vai, tanto com'è noto offende solo chi può, non chi vuole, e quello che dici serve solo a qualificarti. Complimenti! Ti fai un bellissimo ritratto, "alice"!
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#43 roberto 2010-08-12 14:51
il che fare è una domanda che si poneva lenin; nelle condizioni attuali del nostro paese, e nelle condizioni date dei comunisti occorre lavorare con molta lena e pasienza; la pasienza è rivoluzionaria ci insegna gramsci; apriamo un dibattito confronto fra compagni sulle tante proposte che ognuno ha da fare, cosi da coinvolgere attivamente il partito; si facciamolo noi un programma per la fuoriuscita dal capitalismo!, senza che ci venga calato dall'alto; la base militante protagonista del cambiamento; in riferimento alla questione elettorale pur importante per il momento non è prioritaria; occorre tessere le fila per fare esplodere il conflitto di classe, nel prossimo autunno c'è ne sarà bisogno, e bisogna stare assieme ai lavoratori; il risultato elettorale se si è coerenti ai principi in cui crediamo verrà da se; spero che l'invito al dibattito fra compagni venga accolto, cosi facciamo del sito del partito un assemblea permanente; saluti comunisti.
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#42 Claudio 2010-08-12 14:29
Roberto, questo è ciò di cui si dovrebbe discutere. Queste proposte che dici sono valide e non fanno una piega, soprattuto la seconda che risponde bene al panorama economico attuale. Mi chiedo solo come si potrebero ottenere anche in un eventuale alleanza di governo con il PD e compagnia queste leggi, visto che anche questi partiti sono molto compromessi con delle lobbies e poteri forti.Oltre che a queste proposte di assistenza e di lotta alla disoccupazione( in cui io aggiungerei una legge contro il precariato), mi domando a in prospettiva che sbocco si vuole dare alla proposta anticapitalista ? Come si vuole andare oltre al paradigma economico e culturale capitalista? Va ripreso il ruolo dello Stato o vanno ricercate altre forme? Su questo andrebbe fatto chiarezza tra i compagni. Lo so che non sono domandine che si rispondono con due commenti sulla bacheca ma su QUESTO bisogna veramente discutere...le alleanze e roba varia sono questioni secondarie a mio avviso.
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