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«Saremo in piazza con la Fiom, deve parlare chi non ha voce»
giovedì 22 luglio 2010

Frida Nacinovich


Segretario Ferrero, perché proponi una manifestazione in autunno? Tutti dicono che le manifestazioni non vanno più di moda.
La straordinaria raccolta delle firme per la ripubblicizzazione dell’acqua - un milione e quattrocentomila - il dignitosissimo “no” dei lavoratori di Pomigliano dicono che c’è una parte di paese per nulla soddisfatta di come vanno le cose. Uomini e donne che vorrebbero cambiare le cose ma non sanno come fare. La loro è una domanda politica, l’espressione di un disagio sociale che però ha difficoltà ad emergere. La manifestazione può essere un luogo adatto, un catalizzatore, una prima risposta.

Segretario, l’idea non è molto originale. Negli ultimi mesi il popolo viola è sceso in piazza per difendere la legalità, i magistrati, la democrazia.
C’eravamo anche noi. Il punto è un altro, ed è la separazione della protesta per argomenti. La richiesta di legalità spesso non trova alcun legame con la questione sociale, parlo delle condizioni di vita dei giovani precari, dei cassintegrati, dei licenziati. Sono tanti, sempre di più in questi anni di crisi. Tante delle forze che si oppongono al governo Berlusconi chiedono di togliere il bavaglio ai giudici ma stanno zitti di fronte ai comportamenti di Sergio Marchionne, così facendo imbavagliano i lavoratori della Fiat. Tutto questo accade mentre Fincantieri denuncia i delegati Fiom solo perché fanno attività sindacale.

Intanto il governo Berlusconi sta per approvare una manovra economica da 25miliardi, che ridurrà ulteriormente le prospettive di crescita sul paese.
La destra è divisa quasi su tutto. Ma non sulla manovra economica. Da parte sua il leader del Pd Bersani contesta il come ma non la ratio della manovra. In Parlamento nessuno cerca di invertirne il segno, che è quello di Confindustria e delle politiche dell’Ue. In Europa centrosinistra e centrodestra fanno la stessa politica. Non per caso il socialista Zapatero ha proposto una riforma del mercato del lavoro simile a quella di Berlusconi, che distrugge il contratto nazionale. Il 29 settembre i lavoratori spagnoli sciopereranno, manifesteranno, scenderanno in piazza. Tenere insieme i temi della democrazia e la questione sociale è l’unico modo per battere Berlusconi e il berlusconismo.

Chi ci sarà in piazza? Senza girarci troppo intorno, è stata notata la risposta quantomeno tiepida di Sinistra ecologia e libertà.
Ad oggi è arrivata la risposta negativa di Vendola mentre ci sono state interlocuzioni positive con le forze alla nostra sinistra. Ma c’è una novità. C’è una manifestazione indetta dalla Fiom che tiene insieme democrazia e lavoro, va proprio nella direzione che auspichaimo. Bisogna lavorare perché sia una grande manifestazione, di massa, e metta insieme il popolo della sinistra, quella parte di società arrabbiata che soffre ma non trova una risposta al proprio disagio.

Ti ha sorpreso la risposta negativa di Vendola?
Sì, sono rimasto sorpreso. Infatti l’ho invitato a ripensarci. Penso che battere Berlusconi e mandarlo a casa non sia per niente facile. E credo che le primarie, senza un movimento di massa che protesti contro le politiche antidemocratiche ed antisociali, non sino efficaci per cacciare Berlusconi. Nel “no” all’accordo di Pomigliano c’è un pezzo di soggettività operaia che si esprime, dice “no” alla Fiat anche se sa che il padrone è più forte. Il punto è che questa soggettività deve esprimersi.
Altrimenti sul palcoscenico mediatico il popolo diventa un semplice spettatore. E vince Berlusconi.

Berlusconi sta vincendo da un bel po’.
L’immaginario della politica segue sempre più gli schemi della pubblicità. Un meccanismo di spoliazione. I soggetti si identificano in qualcun altro. A Genova dicevamo: voi G8 e noi sei miliardi, noi comitati, movimenti, sindacati, associazioni siamo più importanti di voi. In questi giorni cade il nono anniversario di quella straordinaria esperienza contro il sistema dominante neoliberista. E non possiamo non ricordare Carlo Giuliani, che a Genova fu ucciso.

Sei miliardi, appunto. Ma quando simo pochi tutto si complica.
Il punto è un altro. Il movimento di Genova aveva ragione sulla critica al neoliberismo che infatti ci ha portato alla crisi. In America latina la sinistra è riuscita a rappresentare politicamente quel movimento, senza far accordi con il centrosinistra liberista è riuscita a cambiare la faccia di un continente. Invece da noi il governo Berlusconi sta trasformando la crisi economica in crisi costituente. Il Cavaliere non è un ufo, è l’espressione estremizzata di una tendenza che attraversa tutta Europa.

Che fare allora?
Pensiamo a Marcos, il sub comandante, il non-volto che aiuta la costruzione di un protagonismo dal basso. Quella è la strada, la costruzione di un movimento di massa.

La strada della Federazione della sinistra?
La federazione ha come obiettivo la sinistra di alternativa, sull’esempio della linke in Germania. Penso all’esperienza latino-americana come ad una stella polare, una realtà politica antiliberista, che guardi ai beni pubblici, all’orario di lavoro, all’Europa sociale. Ho l’impressione che la proposta di Vendola sia una battaglia interna al centrosinistra e per certi versi al Pd. La nostra è quella di costruire una sinistra di alternativa, anticapitalista e antipatriarcale. Non vorrei ripercorrere errori già fatti negli anni passati. Il centrosinistra italiano è interno alle logiche monetariste dei poteri forti. Non siamo in presenza di una pagina bianca che può essere riempita in modo diverso a seconda di chi lo guida.

In altre parole, se e quando ci saranno le primarie dovesse vincere Vendola, non cambierebbe il segno politico del Pd e dei suoi alleati.
Non corriamo troppo altrimenti si rischia la fantapolitica. Il problema oggi è la gabbia del bipolarismo che imprigiona nella dimensione dell’Europa di Maasricht. Noi ci siamo rotti la testa con Prodi ogni qual volta non andavamo incontro agli interessi di Confindustria, Bakitalia, Vaticano.

Allora in autunno si manifesta.
Noi vogliamo aggregare forze politiche di alternativa in un polo della sinistra autonomo dal Pd. La costruzione della federazione parla di questo e la manifestazione deve essere un luogo per i senza voce. Non possiamo dimenticarci le ragioni della nostra cocente sconfitta del 2008, sarebbe una pericolosa illusione far finta di niente.


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Commenti  

 
#45 bobo 2010-07-31 18:50
Bravo Rosario!
Vaglielo a spiegare a Roberto e Lorenzo...
Loro sono attaccati ai loro partitini comunisti e come ci tengono a sottolinearne le differenze.(abissali) tra Diliberto e Ferrero, Ferrando e Cannavo', Rossi e Rizzo, Casarini e Caruso il mariuolo, tante tonalita' di rosso che si scannano tra loro.
I nostri avversari ci hanno un gran c... una gran fortuna ad avere degli idealisti puri ed incapaci totali di fare strategia e tattica politica.
Quando arrivera' a sinistra un Berlusca?
O un altro Berlinguer?(molto meglio ovvio)
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#44 Rosario 2010-07-30 10:33
Il problema è che sto partito non lo faranno mai: troppo impegnati a insultarsi e denigrarsi a vicenda. Se i tesserati dei vari partitini avessero coscienza della situazione dovrebbero prendere le loro belle tessere (me compreso naturalmente) e dargli fuoco in un rito collettivo e pubblico.
Cmq, nessuno mi ha ancora risposto rispetto all'idea di unificare le sedi della FdS. Questo mi dimostra che è solo una bufala. e che lo sanno tutti.....
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#43 laura 2010-07-29 21:59
Cara Stefy,
la sinistra riformista è nel PD alle prese con i loro coinquilini democristiani.
E, ad essere sincera, nonostante il loro 30% mi sembrano più bravi di noi a fare testimonianza.
Un partito di sinistra nriformista esisteva ed era il PDS, ve lo siete lasciati scappare.
Da parte mia penso che serva un grande soggetto plurale e unitario di massa, di sinistra alternativa, o meglio apertamente anticapitalista e, proprio per questo modernissimo. Dove i comunisti possno contribuire.
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#42 stefy 2010-07-29 17:27
Nessuno vuole passare sulla pelle dei comunisti, ma fondare un partito GRANDE e di sinistra, e' fondamentale.
Un partito di sinistra importante, che potrebbe arrivare anche a percentuali a due cifre, non puo' essere un partito comunista.
Il passo indietro lo dovete fare voi e capire che se insistete con la falce e martello non si andra' mai da nessuna parte.Sara' solo e sempre testimonianza, ma la sinistra non incidera' mai nelle decisioni che contano.
Grillo, Vendola,i verdi ed altre formazioni non radicali possono fare molto.
Ma ognuno deve fare la sua parte, rinunciare all'orgoglio comunista e diventare riformista di sinistra, che e' altra cosa.
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#41 laura 2010-07-29 14:32
Caro Bobo
ci fai o ci sei?
Certo che se si arriva alle elezioni per battere berlusconi è meglio votare per vendola che per la polibortone.
Ma per costruire un soggetto politico non basta un leader, ci vuole un progetto condiviso ed un insediamento sui territori.
Per quanto mi riguarda appartengo a quelle donne alle quali misuravano periodicamente il tasso di comunismo sul sangue (lascio a te la fantasia di pensare chi gli esami li faceva e ad immaginare dove si trovino oggi....).
Quindi lascia stare... i trinaricciuti si trovano in tutti i fronti.
lavoriamo ciascuno dove si trova per l'unità, per lotte comuni, per costruire nella società un punto di vista di sinistar che si è persa. Ma per piacere, evitiamo di pensare che per costruire un partito unico della sinistra buisogna passare sulla pelle delle comuniste e dei comunisti, eretici e non conformi compresi
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#40 bobo 2010-07-28 19:07
Per Laura.
Concordo con te, ma non mi sembra che Vendola sia stato pescato al Calciomercato, e' un politico a tuttotondo, capace di competere come ha dimostrato battendo il candidato PD alle primarie e poi il candidato PDL alle politiche.
Perche' è nella nostra natura farci sempre del male da soli?, Abbiamo uno capace di competere e lo ostacoliamo.
Oggi, (domani le cose potrebbero cabiare, ovvio) e' la persona piu' indicata a creare una nuova formazione politica di sinistra. Punto.
Poi, se come e' nostro (vostro) solito, cominciare a vedere se uno e' abbastanza comunista, piu' o meno antiamericano ecc ecc., allora finiremo come al solito con:
Rifo-com -Sinistra Critica - Part. Comunisti Italiano, Part. Comunista dei Lavoratori, Sinistra e Liberta'..ecc ecc che tutti insieme non fanno il 4%.
Vi rendete conto di quanto siamo stupidi ? Continuiamo a fare testimonianza e gli altri governano.
E' da irresponsabili.
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#39 Rosario 2010-07-28 12:39
scusa....anch'io sono di rif.com :-) .

e lo ero anche prima che i com.it. esistessero (per non dire sel, sinistra critica ecc.ecc.).

ciò non toglie che se devo pensare all'unità, non capisco perchè ancora c'è l'esigenza di avere due sedi in ogni città (e mi sto riferendo solo alla fds).
Non capisco perchè il simbolo della fds è un'accozzaglia di sigle. se si vuole fare l'unità... la si fa. senza se e senza ma. La verità secondo me è che i dirigenti non vogliono abbandonare i loro fortini...solo questo.
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#38 angela 2010-07-28 11:42
Caro Rosario
lascia stare i pastrocchi. Pensi che presentarsi alle regionali insieme ai socialisti sia stato un pastrocchio da meno?
Meno sacenza, meno settarismo, ovviamente reciproco.
Noi staiamo costruendo la federazione nei territori, lo facciamo come siamo capaci. Voi fate altrettanto , facendolo al meglio.
Poi si scelgono le cose che uniscono, i progetti comuni, senza pensare che l'unità cominci cancellando l'atro.
Io sono di Rifondazione e spero che nessuno possa pensare che la sinistra sarà più forte, se la forza che ancora gode del maggior insediamento organizzativo, verrà cancellata. Con migliaia di compagne e compagni che andranno a casa.
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#37 Rosario 2010-07-28 11:24
Care Angela e Laura, l'idea è proprio quella a cui fate riferimento voi. e le ultime due righe di Angela sarebbero proprio il massimo. Il mio timore è che la fds è solo un pastrocchio che non produce unità. Lancio una provocazione: chiudere tutte le sedi di rif.com e com.it, e aprire sedi di fds (o chiamatela come volete). A parte un gran bel risparmio di denaro, sarebbe un segnale (non solo simbolico) di grande importanza: luoghi dove veramente potrebbe prodursi un incontro fra diverse esperienze....
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#36 angela 2010-07-28 10:08
Concordo con laura
si deve ricercare il massimo di unità a sinistra, senza pensare che basti però un bel candidato che conquista l'opinione pubblica, dagli industriali di Vicenza, ai giovani dei centri sociali.
Ciò non sposterebbe nulla sul piano della società dove gli interessi invece divergono totalmente e non aiuterebbe per nulla alla ricostruzione di una idea partecipativa e di protagonismo popolare.
Quindi un grande accordo per Battere Berlusconi, magari Vendola candidato di tutti, con una sinistra di alternativa forte e organizzta nella Federazione della Sinistra.
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