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Ordine del giorno per Consiglio Provinciale
venerdì 18 giugno 2010
ODG PER I CONSIGLI PROVINCIALI
  
Il Consiglio Provinciale di …………………..
 

PRESO ATTO

 

Che la manovra finanziaria correttiva varata dal Governo si configura come vera e propria contro-riforma degli EELL: i tagli poderosi dei trasferimenti -oltre 14 miliardi- mettono infatti profondamente in discussione l’autonomia finanziaria di Comuni, Province e Regioni ed i diritti dei cittadini a partire dai più deboli.

TENUTO CONTO

Che nella manovra si definisce un inasprimento del "patto di stabilità" che prevede sia il taglio di trasferimenti sia una serie di norme che inaspriscono le sanzioni per gli enti inadempienti; per le Regioni a statuto ordinario si prevede un taglio di 4000 milioni di euro per il 2011 e 4500 per il 2012; per le Regioni a statuto speciale (e le province di Bolzano e Trento) meno 500 milioni per il 2011 e meno 1000 per il 2012; per i Comuni meno 1500 per il 2011 e meno 2500 per il 2012; per le

Province meno 300 milioni per il 2011 e meno 500 per il 2012.

A questa cifra di ben 14,8 miliardi nel prossimo biennio vanno aggiunti gli effetti del taglio già deciso con la precedente finanziaria triennale (ddl 112/98 sempre di Tremonti):per il 2011, infatti, alle cifre prima richiamate vanno sommati 1800 milioni per i Comuni, 98 per le province, 1500 per le Regioni.

PRESO ATTO

Che con questi numeri gli EELL non sono in grado di chiudere i bilanci, a meno di non dover subire un ricatto: o si tagliano i servizi sociali per i cittadini magari diminuendone la qualità ed estensione universalistica o si aumentano le tariffe dei servizi(tassa rifiuti, trasporti ecc.) magari tentando di privatizzarli (l’esatto opposto di quello che chiedono le centinaia di migliaia di cittadini che hanno firmato il referendum per l’acqua pubblica) ,o si è costretti a sforare il patto di stabilità subendone le sanzioni successive.

TENUTO CONTO

Che la stessa problematica dell'abolizione delle Province più piccole prima annunciata e poi ritirata per essere riproposta alla Camera come emendamento parlamentare al ddl sulle Autonomie è emblematica di questa confusione di chi vuole affrontare il problema dei costi per motivi propagandistici senza discutere di un ridisegno strategico del ruolo delle Autonomie. Riteniamo,infatti, superato il dibattito sull'inutilità delle Province e lavoriamo per definire per le stesse una funzione fondamentale nella pianificazione economica e territoriale di area vasta anche per permettere un livello di coordinamento dei 5600 piccoli Comuni italiani inferiori a 5000 abitanti una caratteristica peculiare e una ricchezza dell'Italia.

Per questo pretendiamo che le Regioni conferiscano alle Province tutte le deleghe previste in materia urbanistica, ambientale, di assetto idrogeologico, di edilizia scolastica e di politiche per la formazione e per il lavoro.

Riteniamo utile invece discutere sul superamento delle Province nei territori dove si prevede la creazione di un' Area Metropolitana e di prevedere l'abolizione di molti enti di secondo grado sovra-comunali (Consorzi di bonifica, ambiti territoriali ecc. non espressione di democrazia diretta) costosi ed inutili le cui funzioni possono essere accorpate nelle Province stesse che sono le uniche che possono rispondere politicamente agli elettori del loro operato.

 PRESO ATTO

Che i tagli della manovra affermano un federalismo non solo non solidale, ma apertamente in contrasto con il Titolo V della Costituzione e che diritti e servizi rischiano di non esser garantiti "in maniera appropriata ed universale" in tutti i territori in maniera uniforme

TENUTO CONTO

che il comparto degli EELL,in questi anni ,ha migliorato i suoi saldi a differenza dello Stato e che sarebbe sbagliato che la finanza locale sia subordinata alla finanza nazionale nel quadro di un rapporto costituzionalmente paritario fra i vari livelli dello stato

CONSIDERATO

che appare demagogica ed inefficace la propagandata sforbiciata ai costi della politica a livello di enti locali: riduzione dei compensi per i Presidenti e gli Assessori, indennità per i Consiglieri che passa come tetto massimo da un terzo ad un quinto di quella prevista per i Presidenti e che la manovra attuale non si configura affatto come taglio ai costi impropri della politica a livello locale, visto che nella relazione tecnica non si prevede economia per i saldi nazionali e quindi si evidenzia esclusivamene un attacco alla risorsa della democrazia elettiva dei Consigli.

PRENDE ATTO

che non è certo credibile una manovra che in nome del rigore taglia gli spiccioli dei compensi dei Consiglieri ma non taglia il numero dei parlamentari, limitandosi ad una piccolissima riduzione del compenso e rimandando lo sbandierato taglio dei rimborsi elettorali dei partiti alle prossime elezioni politiche, presumibilmente nel 2013, e quindi senza incidenza sui saldi della manovra oggi in discussione

PRENDE ATTO

Che esiste un nesso forte fra i tagli agli enti locali che ridurranno la loro capacità di erogare servizi ai cittadini e l'attacco indiscriminato ai pubblici dipendenti e alla dirigenza pubblica contenuta nella manovra attraverso la sospensione dei diritti contrattuali collettivi ed il licenziamento di oltre il 50% dei precari che lavorano nella pubblica amministrazione.

TUTTO CIO’ PREMESSO IL CONSIGLIO PROVINCIALE di …..

DECIDE DI MOBILITARSI AL FINE DI

 1) costruire un'iniziativa unitaria dei Consigli comunali e provinciali che contrasti la manovra sul versante dell'autonomia, dei bisogni e dei diritti dei cittadini chiedendo alle associazioni- ANCI, UPI ,LEGAUTONOMIE- un ruolo incisivo nei confronti del Governo e del Parlamento nella direzione di ridurre i tagli ed allentare i vincoli del patto di stabilità,prevedendo anche una campagna informativa nei confronti dei cittadini.

 2) Sostenere la campagna contro la privatizzazione dei servizi pubblici ,valorizzando gli effetti positivi a livello di consenso popolare indotti dalla massiccia partecipazione alla raccolta di firme per l'acqua pubblica, dimostrando che gestire pubblicamente i servizi come acqua, elettricità, trasporti non solo è più giusto ma anche più conveniente.

 
 
 
 


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