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Rifondazione, la politica fatta “pancia a terra”
mercoledì 11 novembre 2009

di Ettore Colombo

Così dicevamo dando notizia del seminario “Su la testa!” organizzato dal Prc a Caserta. Per fortuna sua e di tutti noi, però, Rifondazione non è affatto ‘sola’. Anzi, è vero l’esatto contrario. Lo si capiva facilmente, a Caserta, sia per la quantità (buona) del dibattito intercorso tra dirigenti e militanti nella sessione del primo giorno, sia per la proposta della Federazione della Sinistra, sia per la qualità di alcune delle relazioni della domenica, provenienti anche da importanti e qualificati ospiti ‘esterni’. Manca, purtroppo, il necessario spazio per darne il dovuto conto, ma certo è che le relazioni di intellettuali come Monica Lanfranco (
), Loris Caruso ( ) e Roberto Biorcio (la Lega Nord>) si sono alternate con sapienza a quelle di dirigenti del partito che hanno parlato, con dovizia d’esempi, di punti di forza veri e innovativi del Prc del post-Chianciano. Dal tanto discusso (e mai, come in questi mesi, ricco di esperienze positive, dai Gap alle Brigate di solidarietà attiva) (Francesco Piobbichi), a una rete di relazioni e rapporti da far invidia al Pd, quella che il Prc mantiene e rinsalda, di giorno in giorno, in Europa, con i (Fabio Amato) fino a un punto che può essere giudicato un azzardo – ricostruire una parziale ma ‘necessaria’ storia di Rifondazione comunista - ma che certo sarà di stimolo al dibattito per tutti, come ha dimostrato la relazione di Bianca Bracci Torsi, tra i pochi ‘fondatori’ (correva il 1991) ancora attivi, dentro il Prc. 

 

Infine, da notare anche come, nella relazione tenuta dalla responsabile Comunicazione Rosa Rinaldi (), sono anche state messe a punto tutta una questioni che ‘ci’ riguardano - tutti e da ‘vicino’ - a noi operatori del media del e per il Prc: non a caso, il prossimo sabato 14 novembre si farà un seminario su partito e ‘media-attivisti’, ma in cantiere ci sono pure la rivista del partito e domani, forse, pure una radio.

Stimolato dal dibattito e dalle relazioni, anche Paolo Ferrero tenta, nelle conclusioni, di tracciare un ‘bilancio’ del partito nel post-Chianciano, cioè dell’abbondante anno di attività politica fatta, letteralmente, ‘pancia a terra’. Pancia a terra ha voluto dire non farsi più percepire come un partito di , si è modulato attraverso uno slogan tanto criticato quanto efficace (), ha innervato le pratiche e le relazioni di un partito che si è pensato (e, soprattutto, s’è attivato) sotto forma di ‘partito sociale”. Ha permesso, cioè, al Prc di rilanciarsi e ritrovare la sua credibilità davanti ai lavoratori e nelle (tante) lotte operaie e sociali di questi quasi due anni e, anche (dato nient’affatto scontato), di farsi promotore e cuore di una vera e propria . Prima con la lista comunista e anticapitalista alle Europee, poi – e cioè oggi, e domani – con il lancio della Federazione della sinistra d’alternativa. Federazione di cui sono già manifesto politico e regolamento, che vedrà a dicembre svolgere una prima, grande, assemblea nazionale. La Federazione, spiega Ferrero, sarà

 




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