Newsletter n. 10 dell’ Area Ambiente, Territorio, Beni comuni del 22 maggio 2009
a cura di Francesca D’Elia
Responsabile Dipartimento Ambiente: Tommaso Sodano
Responsabile Dipartimento Aree metropolitane: Franco Nappo
Responsabile Dipartimento Assetto del territorio: Veronica Albertini
Responsabile Dipartimento Vertenze territoriali: Sandro Targetti
- “Le regioni contro il nucleare” Gli assessori all'ambiente delle regioni italiane anticipano la loro avversione al pacchetto energetico messo a punto dal governo e approvato, lo scorso 14 maggio al Senato
- Eco-compatibilita' a 7 progettidel 19 maggio 2009
- Iniziative
LE REGIONI CONTRO IL NUCLEARE
del 20 maggio 2009
I nodi vengono al pettine. In un documento, gli assessori all'ambiente delle regioni italiane anticipano la loro avversione al pacchetto energetico messo a punto dal governo e approvato, lo scorso 14 maggio al Senato. La bocciatura è unanime sul nucleare: le disposizioni del Ddl "degradano e vanificano il potere e la volontà delle regioni in ordine ai procedimenti autorizzatori degli impianti", e lasciano irrisolti i problemi della sicurezza, delle scorie e delle passività pregresse
Il Ddl Sviluppo approvato dal Senato lo scorso 14 maggio, contiene norme che incidono profondamente, irragionevolmente e illegittimamente sulle competenze delle Regioni in maniera evidente per quel che riguarda il ritorno al nucleare. E' quanto si legge nel documento degli assessori all'ambiente delle regioni italiane che discusso nel corso della Conferenza Stato- regioni del 21.5.09.
Gli assessori lamentano una "brusca inversione di rotta" nello sviluppo della cooperazione tra Stato e Regioni che "aveva portato all'estensione dell'applicazione di strumenti di condivisione e codecisione, come l'Intesa, anche in ambiti e casi nei quali vi era una competenza esclusiva o preminente dello Stato. Un'inversione di rotta quella segnata dal Ddl sviluppo che rischia di marginalizzare accentrando nelle amministrazioni o in enti statali competenze e procedure.
"A prescindere dalla valutazione sull'opzione del Governo di riaprire il capitolo della produzione di energia nucleare in Italia, nonostante il pronunciamento popolare contrario col referendum del 1987, scelta sulla quale molte regioni confermano una decisa avversione quanto meno per gli irrisolti problemi in ordine alla sicurezza, alle scorie ed alla definitiva risoluzione delle passività lasciate dalla precedente stagione nucleare, destano sicura e unanime contrarietà quelle disposizioni che degradano e vanificano il potere e la volontà delle regioni in ordine ai procedimenti autorizzatori degli impianti", scrivono gli assessori all'Ambiente.
"In particolare, non è condivisibile e va riesaminato e riformulato l'articolo 25 (del Ddl Sviluppo), che affida a procedimenti unici di competenza statale la valutazione di compatibilità ambientale e l'autorizzazione unica all'esercizio degli impianti di produzione di energia nucleare nonché dei siti di stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Le regioni, già in relazione ai criteri di individuazione e scelta del sito unico per i rifiuti radioattivi, hanno ribadito la netta e irrinunciabile volontà di subordinare ogni valutazione e decisione relative all'allocazione di impianti ed opere correlate al nucleare al preventivo assenso della regione interessata, che non può essere surrogato dal parere della Conferenza Unificata, che ha diversa e non coincidente funzione".
Incondivisibile per gli assessori "l'espropriazione l'espropriazione delle competenze regionali in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi.
Nel mirino l'attribuzione allo Stato in maniera esclusiva dell'autorizzazione sia per i permessi di ricerca che per la coltivazione dei giacimenti di idrocarburi attraverso un procedimento unico "azzerando - scrivono gli assessori - l'accordo del 2001 in sede di Conferenza Unificata, che aveva sancito lo strumento dell'Intesa Stato/Regioni in materia".
Impostazioni e previsioni come quelle del Ddl Sviluppo "tendono a divaricare responsabilità e impegni, mettendo a rischio i successivi percorsi attuativi e alimentando la conflittualità istituzionale. E' pertanto auspicabile un ripensamento che favorisca ed esalti un processo di condivisione, che metta le Regioni nelle condizioni di sostenere con forza il potenziamento della capacità di produzione energetica del Paese secondo principi di sostenibilità" concludono nella nota gli assessori regionali all'Ambiente.
ECO-COMPATIBILITA' A 7 PROGETTI
del 19 maggio 2009
Il Ministero firma sette decreti di compatibilità ambientale su opere strategiche.
Cinque centrali termoelettriche, un metanodotto e una zona portuale: questi i progetti che hanno ricevuto la pronuncia di compatibilità ambientale con la firma odierna dei sette rispettivi decreti da parte del Ministero dell'Ambiente. Le opere in questione, definite "strategiche per lo sviluppo economico e ambientale" dell'Italia riguardano gli impianti termoelettrici nel comune di Loreo, di Teverola, Salandra, Pisticci e Gorizia, il gas dotto Massafra-Biccari-Campochiaro e il porto Mediceo e la darsena Nuova nel porto di Livorno. Progetti che coinvolgono importanti investimenti - si parla di circa un miliardo e mezzo di euro - e Tempi di realizzazione differenti variabili fino ad un massimo di 33 mesi. Il personale impiegato nei lavori - si legge in una nota stampa del Ministero - è di circa 2600 unità.
Iniziative
SABATO 23 MAGGIO ORE 9.00
BOLOGNA dalle 9.00 alle 13.00, banchetti elettorali presso la Pam di via Bellaria e la Coop S. Ruffillo. Sarà presente Maria Campese, Responsabile Nazionale Ambiente, territorio, Beni comuni del PRC
MARTEDÌ 26 MAGGIOORE 19.30
CORATO (BA), ore 19.30, Dibattito pubblico su “No al nucleare, sì alle rinnovabili”, presso la sede del circolo in Largo del Plebiscito. Interverrà Maria Campese, Responsabile Nazionale Ambiente, Territorio, Beni comuni del PRC
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MERCOLEDÌ 27 MAGGIO ORE 20.45
COMUNE DI TORRI DI QUARTESOLO (VICENZA), ore 20.45, Iniziativa di campagna elettorale con il candidato sindaco Prc-Pdci Guido Zentile