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“Assunzioni subito contro la privatizzazione”. Ferrero incontra i precari del Policlinico di Roma
martedì 26 maggio 2009
policlinico3.jpg“Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e daremo voce alla vostra lotta attraverso Liberazione”. E’ il primo atto con cui Paolo Ferrero, incontrando i precari del Policlinico in lotta per la stabilizzazione del loro posto di lavoro, ha immediatamente appoggiato la protesta. Al nono giorno di sciopero della fame, oggi alle due del pomeriggio, nella sala stampa del Policlinico Umberto I di Roma, i rappresentanti del coordinamento precari esternalizzati dei Cobas del Policlinico, hanno trovato ancora la forza di spiegare a Ferrero e ai rappresentanti della stampa presenti la loro situazione.
 
 
di Anna Maria Bruni


Una questione che si protrae ormai da troppo tempo, e che rimbalza dal governo alla Regione Lazio senza che né l’uno né l’altro prendano provvedimenti per scrivere la parola fine su questa vertenza. Sono 1.150 i lavoratori, infermieri e ausiliari, che aspettano la stabilizzazione, battendosi, cifre alla mano, contro le esternalizzazioni “che sono un costo ben superiore alla spesa prevista se i lavoratori venissero stabilizzati”, dice Tonino, uno dei delegati.

E in effetti nelle tabelle presentate si legge una spesa, al 2007, di 12.467.105,28 euro. La cifra ad oggi “è arrivata ad oltre 16 milioni”, a fronte di ben magri stipendi, 800 euro mensili, mai aumentati mentre gli introiti della cooperativa continuano a crescere. Si tratta della cooperativa OSA, che dal 2000 opera all’interno del Policlinico, percependo 13 milioni di euro l’anno ed ora è in attesa di altri 700 euro per adeguamento Istat.

Una spesa che foraggia l’intermediazione di mano d’opera senza alcun aumento sulle buste paga dei lavoratori e senza alcun rispetto dei contratti di riferimento e su cui, con le assunzioni dirette, sarebbe possibile risparmiare 3.399.798,64 euro, regolarizzando contratti e stipendi. “Marrazzo (presidente della giunta regionale, ndr), nell’ultimo incontro – spiega Tonino – avvenuto pochi giorni fa, ci ha detto che intende fare contratti a tempo indeterminato ai lavoratori che hanno un contratto precario, e agli esternalizzati dare un contratto precario. Ma così non se ne esce”, perché il punto vero è la delibera del governo che blocca le stabilizzazioni.

Benché in alcuni casi le Regioni si stiano adoperando per evitare che al primo luglio si perdano i tanti posti di lavoro previsti, cominciando proprio dalla sanità, “noi non fermeremo la nostra lotta”, dice il coordinamento precari, contro il provvedimento del governo. “Lo urliamo ancora una volta – dicono - queste reinternalizzazioni determinano meno spesa, più qualità per l’assistenza ed un trattamento dignitoso per i lavoratori” contro l’unico interesse che la delibera del governo sostiene: “l’interesse degli intermediatori di manodopera”. “Affamati da sempre”, in sciopero della fame, decisi a non mollare. Con il sostegno concreto, in tutte le sedi possibili, di Rifondazione comunista.

 


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