Newsletter n. 9 dell’ Area Ambiente, Territorio, Beni comuni del 15 maggio 2009
a cura di Francesca D’Elia
Responsabile Dipartimento Ambiente: Tommaso Sodano
Responsabile Dipartimento Aree metropolitane: Franco Nappo
Responsabile Dipartimento Assetto del territorio: Veronica Albertini
Responsabile Dipartimento Vertenze territoriali: Sandro Targetti
- Comunicato stampa 13.5.09 Campese (PRC): “Il Prc torinese ha difeso i beni pubblici”
- Ambiente:bonifiche;in Europa 500mila siti con rischio salute (Ansa, 13.5.09)
- La questione di Carovigno
- Iniziative
NUCLEARE, SCELTA SBAGLIATA, COSTOSA E PERICOLOSA
di Maria Campese, Responsabile Nazionale Area Ambiente, Territorio, Beni comuni del PRC ,Liberazione del 15 maggio 2009
La follia del ritorno al nucleare è scientificamente inconsistente, molto costosa e contraddice gli impegni europei e il referendum popolare del 1987. Il via libera del Senato agli articoli 14-15 e 16 del disegno di legge “Sviluppo ed energia” e i primi “rumors” sui siti sono estremamente pericolosi. L’esecutivo targato Berlusconi ancora una volta non si preoccupa delle conseguenze per l’ambiente, i lavoratori e la popolazione e propone ricette vecchie e antidemocratiche. Già si parla anche di luoghi incontaminati, delle spiagge della Sardegna o della Puglia, del Piemonte, come siti per i nuovi impianti nucleari. Aree in cui tra l’altro si è moltiplicata la densità abitativa negli ultimi anni.
Ricordiamoci inoltre che l’Italia è un territorio altamente sismico. La tragedia dell’Abruzzo dovrebbe servire almeno da monito. In Abruzzo sono crollati edifici pubblici come la prefettura, la casa dello studente, o ancora l’ospedale, che dovrebbe essere in teoria uno dei luoghi più sicuri visto che serve a tutelare la salute del cittadino.
Siamo certi che un nuovo “No, grazie” verrà pronunciato in Italia. Lo dimostrano le mobilitazioni che, dopo l’annuncio del governo, si sono susseguite nei mesi scorsi e che troveranno nuovo vigore oggi.
Ma occorre dare qualche elemento in più di valutazione sulla questione. Le scelte del governo si inseriscono purtroppo in un quadro devastante dal punto di vista sociale, nella notte dell’informazione, con un governo che utilizza tutto il fuoco mediatico di cui dispone (ed è tanto, tantissimo) per bombardare le coscienze di false notizie, per mistificare la realtà, anche per sospingere il paese verso un ritorno al nucleare, producendo una sfilza di menzogne.
Oggi, mentre il governo italiano lavora alacremente ad un ritorno al nucleare e continua a pensare di risolvere la questione energetica con soluzioni pericolose per la salute di cittadini e lavoratori ed in contrasto con diverse comunità locali, alcuni paesi europei hanno intrapreso invece con coraggio, lungimiranza e determinazione la strada delle rinnovabili.
Come Partito abbiamo ritenuto da tempo prioritario di puntare sulle fonti rinnovabili e reputiamo importante avviare da subito un consistente programma di sviluppo di tali energie, anche per evitare di essere costretti ad acquistare da altri Paesi le tecnologie necessarie ad ogni innovazione introdotta.
Le rinnovabili richiedono comunque un approccio totalmente diverso da quanto fatto con i combustibili convenzionali: data la loro limitata concentrazione di potenza, ma elevata diffusione, è fondamentale che il loro sfruttamento avvenga con la maggior distribuzione possibile, aderente alle esigenze del territorio, e quindi con il minor spreco possibile. Questo richiede uno stretto rapporto con le Comunità locali.
Il governo invece oggi vuole introdurre il nucleare ad ogni costo, imponendolo alle popolazioni, ai Comuni, alle Regioni, prevedendo per legge una gestione autoritaria delle procedure, militarizzando la localizzazione delle strutture nucleari.
Noi diciamo No al nucleare perché non è vero che sarà l’energia del futuro, che è economicamente competitivo, che serve a ridurre le emissioni di gas serra e che non ci siano alternative.
Un ritorno al nucleare è scientificamente inconsistente, molto pericoloso e parecchio costoso perché l’energia nucleare non è né abbondante né pulita, perché dosi comunque piccole di radiazioni, sommandosi al fondo naturale di radioattività, possono causare eventi sanitari gravi (tumori, leucemie, effetti sulle generazioni future) ai lavoratori e alle popolazioni.
Il governo dimentica inoltre di dire come eventualmente risolverà il problema delle scorie radioattive e mente quando parla di risparmi, perché l’energia nucleare non è a basso costo: la complessità del ciclo del combustibile, i dispositivi sempre più impegnativi per mitigare l’impatto sanitario degli impianti, sono alla base della lievitazione del costo dell’energia prodotta e della situazione di stallo nei Paesi più avanzati, che pure avevano perseguito con decisione nel passato questa produzione di energia anche per l’intreccio essenziale con la produzione degli armamenti nucleari.
Venti anni fa un forte movimento sconfisse la follia nucleare, ma non riuscì a costruire un altro modello energetico e di società. Oggi, un nuovo movimento antinucleare dovrà nascere nei territori e nelle piazze di questo Paese.
Per questo il Prc aderisce ai comitati di lotta e si impegna ad avviare una campagna informativa e di mobilitazione nel Paese.
Serve infatti una mobilitazione di massa per il rispetto della democrazia e della salute dei cittadini e per promuovere una politica energetica che si fondi sulle rinnovabili, energie pulite da cui potranno scaturire anche nuove possibilità occupazionali. Rifondazione è e sarà in prima linea in questa battaglia.
NUCLEARE, CAMPESE (PRC): “SCELTA SBAGLIATA, COSTOSA E PERICOLOSA”
ROMA – 13 mag. “La follia del ritorno al nucleare è scientificamente inconsistente, molto costosa e contraddice gli impegni europei e il referendum popolare del 1987”. Lo afferma Maria Campese, della segreteria nazionale del Prc e responsabile dell’area Ambiente, territorio e beni comuni, dopo il via libera del Senato agli articoli 14-15 e 16 del disegno di legge “Sviluppo ed energia” sul ritorno del nucleare in Italia. Per l’esponente del Prc l’energia nucleare non è né abbondante né pulita perché dosi comunque piccole di radiazioni, sommandosi al fondo naturale di radioattività, possono causare eventi sanitari gravi (tumori, leucemie, effetti sulle generazioni future) ai lavoratori e alle popolazioni. Il governo dimentica inoltre di dire come eventualmente risolverà il problema delle scorie radioattive e “mente quando parla di risparmi, perché l’energia nucleare non è a basso costo: la complessità del ciclo del combustibile, i dispositivi sempre più impegnativi per mitigare l’impatto sanitario degli impianti, sono alla base della lievitazione del costo dell’energia prodotta e della situazione di stallo nei Paesi più avanzati, che pure avevano perseguito con decisione nel passato questa produzione di energia anche per l’intreccio essenziale con la produzione degli armamenti nucleari”. “Serve invece – conclude Campese – il rispetto della democrazia (si pensi alla scelta del 1987) e della salute dei cittadini ed è necessario optare per una politica energetica che si fondi sulle rinnovabili, energie pulite da cui potranno scaturire anche nuove possibilità occupazionali”.
Maria Campese
Responsabile nazionale Prc
Area Ambiente, Territorio e Beni comuni
CAMPESE (PRC): “IL PRC TORINESE HA DIFESO I BENI PUBBLICI”
ROMA – 13 mag. Rifondazione comunista baluardo contro la privatizzazione dei beni pubblici. Lo conferma la vicenda dell’amministrazione comunale torinese, col ritiro delle deleghe al Prc da parte del sindaco Chiamparino. Il Pd con la delibera Iride-Enìa decide di spostarsi ancora di più al centro, attuando la precisa strategia di sbarazzarsi di un alleato leale ma scomodo come Rifondazione comunista per aprire le porte dell’amministrazione all’Udc. Un plauso alla fermezza del Prc torinese, che in questi tre anni di amministrazione ha rispettato gli accordi del 2006, ma che si è opposto alla privatizzazione di società municipali che amministrano beni e servizi pubblici come acqua, rifiuti, trasporti, luce e gas. La delibera Iride-Enìa va invece oltre l’intesa tracciata tre anni fa ed è dunque il sindaco Chiamparino a rompere il patto di governo cittadino.
Maria Campese
Responsabile nazionale Prc
Area Ambiente, Territorio e Beni comuni
AMBIENTE:BONIFICHE;IN EUROPA 500MILA SITI CON RISCHIO SALUTE
(ANSA) - ROMA, 13 MAG - In Europa sono stati censiti ''3,5 milioni di siti potenzialmente contaminati e oltre 500.000 con rischi significativi per la salute e l'ambiente''. Lo ha affermato Claudia Olazabal della direzione generale per l'ambiente della commissione Ue ricordando la proposta di Direttiva quadro per la protezione del suolo, nel corso del simposio internazionale sulle bonifiche dei siti inquinati organizzato da Carlo Merli, direttore del Centro interuniversitario (Roma-L'Aquila) di tecnologia e chimica dell' ambiente all'universita' di Roma La Sapienza. ''Quello che perdiamo - aggiunge Olazabal - sono 38 miliardi di euro all'anno per il degrado del suolo a livello di societa'''. In particolare all'interno della proposta di direttiva viene fornita una lista dove gli stati membri devono rivolgere l' attenzione per effettuare le indagini. In lista, oltre ad
aeroporti, benzinai e altre attivita' ci sono anche le lavanderie. Ma si prevede una riduzione dei siti da indagare per ridurre costi e facilitare il lavoro. La proposta di Direttiva, che ha impiegato 8 anni per venir messa a punto, e' impostata su tre processi: ''Obiettivi di prevenzione, identificazione dei suoli degradati e bonifica''. Il punto di partenza e' ''l'inventario dei siti inquinati che gli Stati membri hanno 25 anni di tempo per fare, con dei passaggi intermedi: entro 5 anni devono essere state svolte il 10% delle indagini, entro 15 anni il 60% e entro 25 anni il 100%''. Ovviamente, si guarda ''sia all'uso attuale che a quello futuro dei siti: questo nel caso si volesse costruire una scuola
materna dove prima c'era un'industria''. (ANSA).
LA QUESTIONE DI CAROVIGNO
Il Circolo del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea di Carovigno
del 12.05.2009
Perchè le Marine di Carovigno sono state private della Bandiera Blu per gli anni 2008 - 2009 ?
Nel 2007 Carovigno ottenne la Bandiera Blu. Negli anni 2008 e 2009 le nostre Marine hanno perso la Bandiera Blu. Rispetto al fatto che le nostre marine non vengono più insignite di riconoscimento della FEE-Italia una ragione ci sarà. Il Comune di Carovigno perde perchè non ha migliorato l'ambiente e non ha promosso un turismo sostenibile.
E' vergognoso non aver raggiunto i risultati di risanamento ambientale nelle marine anche per l'anno in corso. Carovigno viene cancellata dall'assegnazione della Bandiera Blu nonostante la presenza della Riserva Naturale dello Stato e del Parco Marino di Torre Guaceto. Chi pagherà politicamente per questo mancato riconoscimento alle nostre Marine ? Pagherà l'Amministrazione Comunale di Carovigno o il Consorzio di gestione di Torre Guaceto ? Siamo convinti che di fronte a questa vergogna nessuno pagherà e che tutti resteranno incollati al proprio posto di potere e intanto le nostre marine ne risentirano
di brutto. Chi ha avuto la responsabilità della gestione della cosa pubblica deve prendere atto del fallimento ambientale delle nostre marine e trarne le dovute conclusioni per ragioni etiche e morali.
Ci devono spiegare perchè Ostuni riceve da anni la Bandiera Blu e Carovigno la perde RIPETUTAMENTE. Questo mancato riconoscimento per le nostre marine sarà un grave danno d'immagine e soprattutto ne risentirà la nostra economia locale. Gli operatori turistici e i cittadini prendessero atto di questo negativo avvenimento per le nostre marine.
Come è noto la "Bandiera Blu" premia le località con acque di balneazione eccellenti e nelle quali le amministrazioni si sono impegnate a migliorare lo stato dell'ambiente, promuovendo un turismo sostenibile. Viene messo in pagella anche il grado di funzionalità degli impianti di depurazione ( a Carovigno gli impianti sono in costruzione da oltre 30 anni e lo scartico fognario non avrà luogo nemmeno per la prossima stagione estiva 2009); lo smaltimento dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata e alla gestione dei rifiuti pericolosi; le iniziative per una migliore vivibilità nel periodo estivo; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventuaalmente presenti sul territorio ( eppure noi abbiamo Torre Guaceto); la cura dell'arredo urbano e delle spiagge; la possibilità di accesso al mare per tutti i fruitori ( e noi abbiamo una litoranea costiera praticamente inagibile e inpraticabile anche a piedi - basterebbe farsi una passeggiata da Lamaforca allo Scoglio degli Achei, passando a Torre Santa Sabina, per arrivare a Pantanagianni e Specchiolla, fino a portarsi a Torre Guaceto - per toccare con mano "un vero e proprio disastro di accessi, di ostruzioni e di cementificazioni", che impediscono la mobilità e la vivibilità nelle marine).
Anche noi di Rifondazione Comunista di Carovigno siamo certi che investire sulla qualità ambientale sia il modo migliore per sviluppare una economia locale sana e duratura incentrata sul turismo. Anche per queste ragioni diciamo con forza NO al NUCLEARE. La nostra sensibilità sul problema ambientali è totale e fa parte del nostro DNA politico.
A Carovigno chi deve fare tutto questo per l'ambiente ? Noi ce lo domandiamo spesso. E' giunta l'ora, pertanto, che anche i cittadini carovignesi si pongano questa domanda di triste verità.
Mentre Carovigno dimostra, purtroppo, ancora troppo spesso una scarsa sensibilità ambientale su una problematica così attuale per il nostro Paese, come la spazzatura, come dimostra anche la vicenda degli tributi comunali sui rifiuti urbani, occorre stimolare con totale impegno istituzionale la raccolta differenziata, da incentivare e incrementare, abbassando i costi del servizio nettezza urbana, premiando i cittadini , riducendo così la tassa comunale sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti stessi solidi urbani.
DOMENICA 17 MAGGIO 2009 DA ORE 17,30 A TOTTE SANTA SABINA - MARINA DI CAROVIGNO (Brindisi) Volantinaggio in difesa delle Marine di Carovigno contro l'incuria e la devastazione ambientale della costa.
Iniziative
MERCOLEDÌ 13 MAGGIO ORE 16.00
Federazione Prc di Piacenza in via Tortona 19
Conferenza stampa “Provincia libera dal nucleare. Per un processo democratico e trasparente del decommissioning della centrale nucleare di Corso”
Intervengono
Roberto Montanari Seg. prov. Prc Piacenza
Maria Campese Responsabile nazionale Area Ambiente Territorio e Beni Comuni
Esponenti del movimento ambientalista.
DOMENICA 17 MAGGIO 2009 ORE 17,30
A TOTTE SANTA SABINA -
MARINA DI CAROVIGNO (Brindisi)
Volantinaggio in difesa delle Marine di Carovigno
contro l'incuria e la devastazione ambientale della costa.
Partecipa Vito Uggenti, Candidato al Consiglio Provinciale di Brindisi per il Collegio di Carovigno
INCONTRO – DIBATTITO “NON PAGHEREMO LA CRISI DEL CAPITALISMO”
I COMUNISTI LIVORNESI DALLA PARTE DEI LAVORATORI:
salvaguardare i posti di lavoro della Raffineria ENI dal Rischio Chiusura;
salvaguardare i lavoratori delle fabbriche in crisi: DELPHI, TRW, MAGNA, MERCURIO, SIMENS, ecc.; dalla parte dei cassaintegrati, licenziati, precari e dei senza lavoro
Maria Campese: Resp.le Naz.le Prc Area Ambiente, Territorio, beni Comuni
Bruno Casati: Resp.le Naz.le Prc Dip.to Politiche Industriali
Coordina Massimo De Santi: Resp. Reg.le Prc, Dip.to Energia
con la partecipazione di:
Tiziana Bartimmo, Candidata Sindaco di Livorno per la lista Prc-Pdci
Michele Mazzola, candidato Presidente della Provincia per le liste Prc e Pdci
e dei rappresentanti Rsu delle aziende livornesi in crisi.
GIOVEDÌ 21 MAGGIOORE 20.30
Incontro "Meno rifiuti, Più riciclo, Meno tasse, Più salute"
Relatore: Prof. Paul Connett (esperto mondiale di rifiuti e incenerimento)
L'incontro si terrà giovedì 21 maggioalle ore 20,30 presso la Circoscrizione 6 di Como (via Grandi, 21)
Per segnalare iniziative di interesse dell’Area, inviate una e-mail con tutti i riferimenti all’indirizzo
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. Saranno pubblicate sulla newsletter e sul sito di Rifondazione Comunista, nelle pagine dedicate all’Area Ambiente, Territorio, Beni comuni. Grazie