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Perché die Linke è al 10%. Intervista a Lotar Binsky
domenica 08 marzo 2009
Lotar Binski, presidente della Sinistra Europea, fondatore di Die Linke«Dice "ciò che è" e fa opposizione. Così die Linke punta al 10%»
 
Milano

In Italia il governo comincia ora a dire che la crisi c'è. in Germania qual è la percezione?
La crisi viene presa sul serio in Germania. Anche se il governo ha reagito molto tardi. Ancora in settembre e ottobre il governo di Angela Merkel sosteneva che la crisi era americana e che avrebbe solo sfiorato l'Europa. Adesso invece la crisi è arrivata e corrono ai ripari. Intanto da ottobre ad oggi ci sono un milione e mezzo di cassintegrati in più e i lavoratori cominciano a toccare con mano cosa significa. Ma il governo ha stanziato molti miliardi per salvare le banche e tamponare la crisi industriale. Il grande problema in Germania come in Italia è che i governi non hanno tratto alcuna conclusione su quali sono le cause reali della crisi. La piena e libera circolazione dei capitali non è stata limitata. I banchieri vengono protetti e aiutati al posto dei lavoratori e della gente. La speculazione continua e le stesse banche che ricevono miliardi di aiuti pubblici continuano a essere mediatori e garanti della speculazione. Purtroppo il governo non ha capito nulla della crisi.

Eppure alcune proposte "di sinistra" sono in discussione...
Die Linke è contenta che alcune sue richieste, come la tassazione generale delle transazioni di borsa, vengano adesso prese sul serio in Parlamento. Quello che chiediamo allo Stato non è solo spendere beni i soldi in funzione anticiclica ma anche di promuovere reali conseguenze sulla vita delle persone. Quando all'industria dell'auto arrivano miliardi pubblici vogliamo vedere anche delle conseguenze dal punto di vista del lavoratori: garanzie, ammortizzatori e la partecipazione alle decisioni d'impresa. Su questi punti non abbiamo risposte. Siamo ancora alla socializzazione delle perdite ma con la privatizzazione dei fondi pubblici visto che i profitti non ci sono più.

La Spd non è una sponda, un interlocutore per queste proposte?
Purtroppo la Spd fa parte del governo anche se in campagna elettorale fa finta di essere all'opposizione. Ma alla fine la politica di Merkel è la loro. Una proposta che sembra raccogliere un consenso comune è quella di far pagare ai milionari un po' di tasse in più per favorire i più colpiti dalla crisi e ci sarebbe una maggioranza per vincere in Parlamento su questo punto. Ma al momento di votare la Spd si squaglia. Ecco l'esempio. Come Linke abbiamo portato in Parlamento anche una mozione di Helmut Schmidt, storico cancelliere e segretario della Spd, che proponeva di limitare la fuga nei paradisi fiscali, di aumentarne tasse e controlli. Bene, la Spd l'ha bloccata, purtroppo.

Va meglio nei Laender?
Va meglio dove governiamo insieme come a Berlino. Non siamo ancora al meglio, ma si collabora bene. Offriamo un ticket culturale, il teatro a tre euro, il tempo pieno a scuola, nessun contratto precario per i 10mila posti di lavoro creati nel pubblico. Sono alcuni esempi. Non possiamo e non vogliamo però lavorare con la Spd a livello federale. Fanno una cattiva politica e sembrano la "Cdu light".

La crisi sta cambiando la visione europeista dei tedeschi?
Difficile dirlo, ma Die Linke crede che senza una Germania in Europa non ci sarà una Germania europea. Siamo l'esportatore primario nella Ue e abbiamo bisogno di più Europa. Esiste una forte critica in parte della popolazione contro l'Europa dei burocrati e contro governi pericolosi come quelli di Berlusconi e Sarkozy che si riuniscono in segreto lasciando in disparte la popolazione. Questa Europa esclusiva, che limita la partecipazione, chiusa, è responsabilità dei governi che escludono la popolazione e ad esempio non li fanno votare direttamente sul trattato di Lisbona. Questo crea disaffezione. Invece un'Europa più politica, più democratica, più partecipata è la sfida della Sinistra europea.

Le elezioni europee aprono una lunga stagione elettorale in Germania che culmina a settembre con le politiche. Quali sono i vostri obiettivi?
Vogliamo superare il 10% in Europa e nel Bundestag. Die Linke ha cambiato la costellazione dei partiti in Germania. Adesso il panorama politico è fatto di una cinquina di partiti. E noi siamo i più forti all'est e raggiungiamo il 5% in tutte le competizioni elettorali anche nell'ovest. Mentre i partiti maggiori stanno perdendo consenso. Diciamo che abbiamo buone speranze. I cittadini tedeschi sanno che Die Linke è una forza reale che denuncia le porcherie e i tagli sociali. Che lotta. Finalmente c'è un'opposizione. Una capacità di farsi sentire. E c'è un nuovo modo di dire tra la gente, anche che non ci vota, di cui andiamo molto orgogliosi: "Die Linke dice ciò che è".
C.J.


(Liberazione, 8 Marzo 2009)


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