HomePartitoDipartimentiMaterialiContattiIscriviti al PrcPrc nei territoriRassegna stampaCalendario
 

 
 

Terza udienza del processo per i morti della Thyssen Krupp. I lavoratori parte civile
mercoledì 04 febbraio 2009
Il Tribunale di Torino ha preso la decisione di ammettere come parte civile nel processo Thyssen Krupp, non solo i sindacati e le Istituzioni, ma anche diversi lavoratori.  Purtroppo molti sono stati esclusi perché hanno accettato di firmare il verbale di conciliazione con il quale l’azienda ha proposto l’erogazione di una somma aggiuntiva accanto alla mobilità, in cambio della rinuncia a qualsiasi rivalsa nell’ambito del contenzioso.



In ogni caso sono diversi i lavoratori ammessi, e questo riconoscimento da parte del Tribunale, nonostante l’ostruzionismo da parte dei rappresentanti legali dell’azienda, dispone la partecipazione attiva di tutte le parti in gioco nella vicenda Thyssen a cominciare proprio dai lavoratori come parte lesa.

Con una nota stampa il responsabile salute e sicurezza e segretario nazionale Fiom Giorgio Cremaschi fa sapere che in questo modo “il processo assume sempre più il valore di un’importante occasione di verifica della validità dell’azione penale a tutela della salute sul lavoro.”

A questa positiva decisione si giunge quella del Tribunale civile di Torino di pochi giorni fa che ha riconosciuto ad un lavoratore, che non aveva sottoscritto il verbale proposto dall’azienda, il diritto ad ottenere tutte le spettanze previste dall’accordo sulla chiusura dello stabilimento piemontese della Thyssen Krupp.

 “La sentenza del Tribunale civile di Torino, e la decisione di quello penale sulle costituzioni di parte civile – conclude la nota - rappresentano un ulteriore stimolo per l’impegno della Fiom affinché il processo giunga a una conclusione esemplare.”

Gli avvocati della difesa hanno intanto tentato un’ultima insipiente mossa con la richiesta di annullamento del processo “perché gli atti non sono stati tradotti in tedesco”, lingua madre di Espehnahn, l’ad Thyssen incriminato di omicidio volontario. Ma come ha dimostrato il Pm Longo attraverso la proiezione di un’intervista rilasciata dal dirigente alla Rai, Espehnahn ha sufficiente padronanza della lingua italiana da non aver bisogno di alcuna traduzione. (amb)




Condividi
Del.icio.us! Live! Facebook! Joomla Free PHP