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CON L'ACCORDO SEPARATO VOGLIONO FAR PAGARE LA CRISI
lunedì 02 febbraio 2009

 

ASSEMBLEA PUBBLICA - 10 FEBBRAIO ore 20.30
 

Presso La sala dell’Istituto Storico

Via Ciro Menotti 137 Modena

 

Interverranno:

Fiorani Giordano Segretario Fiom‐Cgil Provincia di Modena

Bonaccini Marco Segretario Funzione Pubblica‐Cgil Modena

Davolo Andrea Responsabile Lavoro Prc Emilia Romagna

 

Il governo Berlusconi, Confindustria, Cisl, Uil, Ugl, con la firma della riforma dellacontrattazione, come nel 2002, hanno sferrato un altro gravissimo e vergognoso attacco ai salari, ai diritti, agli interessi di tutti i lavoratori. Bene ha fatto la Cgil a non firmare ed a sottrarsi alle pressioni che sono venute da più parti.

L'ACCORDO E' GRAVE PERCHE':

 

1. Il contratto collettivo nazionale viene svuotato di ogni valore.

2. Gli aumenti salariali dovrebbero avvenire a livello aziendale, ma la contrattazione

aziendale riguarda meno del 20% delle imprese.

3. Il contratto nazionale potrà essere derogato solo in peggio: in situazioni di crisi, ma anche per favorire lo sviluppo economico”, cioè sempre!

4. Verranno definite modalità per sanzionare e rendere impossibile l􀂧esercizio del

diritto di sciopero” durante la contrattazione.

5 Il governo con i tagli a sanità, scuola, enti locali distrugge lo stato sociale e i diritti dei cittadini, perchè vuole privatizzare i servizi e affidarli alla gestione congiunta di imprese e sindacati.

 

L'ACCORDO SEPARATO vuole cancellare il sindacato e trasformarlo da organizzatore

degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori in un sindacato complice delle imprese.

L'ACCORDO SEPARATO peggiorerà la gravissima crisi economica in atto perché

questa è causata precisamente dalla precarietà e dal basso potere di acquisto di salari, stipendi, pensioni.

Il 12 dicembre il primo sciopero generale contro il governo Berlusconi è riuscito.

Oltre 4 milioni di lavoratrici e di lavoratori si sono astenute/i dal lavoro e più di 1

milione di persone hanno riempito le piazze.

L’esito positivo di quell’appuntamento è un risultato importantissimo, un successo da cui

partire, ma che non è ancora sufficiente. La crisi, infatti, morde sempre più a fondo.

A dicembre il ricorso delle imprese italiane alla cassa integrazione è aumentato del 525%

rispetto allo stesso periodo del 2007. Un dato drammatico se teniamo presente che più della

metà dei dipendenti del settore privato è priva di sostegno al reddito (cassa integrazione ordinaria o straordinaria).

Inoltre, Confindustria ha annunciato 600.000 posti di lavoro in meno per il 2009. La Telecom,

la Fiat, la Maserati, la Dalmine hanno in questi giorni già annunciato o realizzato riduzioni

di personale mentre in altre aziende, come l’Iris di Sassuolo (780 dipendenti), i padroni

hanno minacciato la chiusura definitiva. Ancora una volta i padroni pensano solo ai loro

profitti scaricando la loro crisi sulle spalle della gente che lavora.

Il Governo non è da meno e annuncia nuovi attacchi ai lavoratori come l’aumento dell’età

pensionabile per le donne proposto da Brunetta. Rifondazione Comunista è vicina e solidarizzacon le lavoratrici ed i lavoratori che vedono i loro diritti e il loro posto di lavoro messi a rischio e appoggerà qualsiasi iniziativa di lotta verrà intrapresa.

In questo contesto, il fatto che la Fiom e il pubblico impiego abbiano deciso di

proseguire la mobilitazione convocando per il 13 febbraio un nuovo sciopero di 8 ore èuna scelta che Rifondazione Comunista sostiene, invitando le lavoratrici ed i lavoratori ad aderire. La crisi e la durezza dell’attacco di Governo e Confindustria impongono infatti la necessità di proseguire nella mobilitazione e di estendere e generalizzare il conflitto dopo lo sciopero del 12 dicembre.

Per questo motivo Rifondazione comunista sarà impegnata a fianco delle lavoratrici

e dei lavoratori perché lo sciopero convocato per il 13 febbraio febbraio dalla Fiom e dalla Fp diventi uno sciopero generale di 8 ore che coinvolga tutte le categorie e le unifichi.

Inoltre, è importante aprire un dibattito sulle proposte necessarie per la salvaguardia dell’occupazione e dei salari.

Occorre innanzitutto rivendicare l’estensione del diritto alla cassa integrazione e

agli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori delle piccole e delle piccolissime imprese

e ai precari.

Per difendere tutti i posti di lavoro minacciati dalla crisi, rilanciamo l’idea proposta da

Rinaldini, segretario della Fiom, del blocco dei licenziamenti.

Se il lavoro disponibile nelle aziende è sempre meno, il lavoro va redistribuito, riducendo

l’orario a parità di salario. Pensiamo, inoltre, che sia un diritto sacrosanto

delle lavoratrici e dei lavoratori mettere in campo anche forme di lotte radicali, quali ad

esempio la difesa dei posti di lavoro attraverso l’occupazione degli stabilimenti delle aziende che minacciano chiusure o smantellamenti di interi settori.

Infine, occorre proseguire la battaglia per l’abolizione della legge 30 e della Bossi-Fini

perché a pagare la crisi per primi sono spesso i settori più deboli fra i lavoratori, ovvero i precari e i migranti.

13 febbraio

PROSEGUIAMO LA MOBILITAZIONE, GENERALIZZIAMO IL CONFLITTO

LA CRISI

NON LA DEVONO PAGARE I LAVORATORI

ORGANIZZATI E LOTTA ASSIEME A NOI

PER COSTRUIRE L’ALTERNATIVA DEI LAVORATORI!

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Partito della Rifondazione Comunista

Regione Emilia Romagna

http://www.prcemiliaromagna.it

via Menganti, 8 Bologna- tel 051380836

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