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Il governo spinge la crisi ad aumentare le disuguaglianze tra le persone
giovedì 22 gennaio 2009
22-01-2009 Orario di lavoro, pensioni, welfare: «Nessuno può cavarsela con una battuta»
articolo di Lidia Menapace
2008 anno di crisi. Per il paese e per la provincia piemontese, fortemente legata alle attività manifatturiere e alle attività produttive industriali. In un quadro di forte difficoltà, le prime a pagarne le conseguenze in termini di espulsione dal mondo del lavoro sono le donne. Sono le prime ad essere messe in cassa integrazione (ordinaria e straordinaria); le prime ad andare in mobilità, e sono sempre loro che dovranno prendersi carico e fronteggiare, a casa, la cura degli anziani e dei bambini, aspetti precedentemente garantiti dai servizi pubblici. Queste le premessa del seminario che si è tenuto presso la sede della provincia di Torino "Donne, pari opportunità e mercato del lavoro in provincia di Torino". Durante l'incontro è stata presentata una riflessione generale sulla crisi occupazionale attuale nella provincia del capoluogo piemontese e un monitoraggio degli andamenti occupazionali femminili. Il tutto, grazie al report presentato dal Centro risorse servizi e pari opportunità mercato del lavoro nella provincia di Torino. Il Piemonte è il territorio con la più alta partecipazione femminile rispetto alla media nazionale, ed è questo un dato, come ha sottolineato l'assessore provinciale alle Pari opportunità e relazioni internazionali Aurora Tesio, presentando l'incontro, che va mantenuto e rilanciato. Le donne, ha aggiunto, «sono una grande risorsa che l'Europa può mettere in campo». Il seminario ha sottolineato anche i dati della crisi attuale, portatrice non solo di una diminuzione occupazionale, ma anche di un impoverimento sociale. In Piemonte (fonte Centro studi unioncamere Piemonte) sono attualmente 513 le aziende che denunciano la crisi industriale, di cui 391 della provincia di Torino. 60.000 sono i lavoratori interessati alla crisi; 36 le aziende in provincia di Torino dove è in corso la mobilità; 54 le aziende dove c'è stato ricorso alla cassa integrazione straordinaria; 5.700 le richieste di una settimana di cassa integrazione ordinaria; 4.000 circa i lavoratori precari interessati alle aziende piemontesi. La crisi dell'industria minaccia anche il terziario; a rischio lavoratori e lavoratrici nel commercio e nei servizi alle imprese, e a fine novembre 2008 sono circa 1.400 circa i dipendenti in mobilità nel terziario in provincia di Torino, mentre sono circa 330 i lavoratori a rischio di licenziamento nelle imprese di pulizia e servizi mensa. 22/01/2009


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