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30.1.09 – Muore un operaio al petrolchimico di Gela. 88 gli infortuni mortali in un solo mese
domenica 01 febbraio 2009
Avvisi di garanzia sono stati emessi dalla magistratura di Gela nei confronti di tre rappresentanti dell'Ecorigen, l'azienda francese nel cui impianto di rigenerazione di catalizzatori, all'interno del petrolchimico, è avvenuto lo scoppio che, mercoledì sera, ha causato la morte dell'operaio licatese, Salvatore Vittorioso, di 34 anni.

Sono l'amministratore delegato, il capo della sicurezza aziendale e un tecnico responsabile dell'impianto. I loro nomi erano stati già scritti nel registro degli indagati per omicidio colposo subito dopo il mortale infortunio. Contemporaneamente fu disposto il sequestro delle apparecchiature e l'ordine di effettuare l'autopsia sul cadavere dello sfortunato lavoratore. Esame, questo, che è iniziato nel tardo pomeriggio ma non si è ancora concluso. Per quel giorno, i funerali potrebbero svolgersi nella giornata di domenica, o al massimo, lunedì. I sindaci di Gela, Rosario Crocetta, e di Licata, Angelo Graci, hanno proclamato il lutto cittadino. Oggi, i carabinieri, su mandato della procura, hanno perquisito gli uffici dell'azienda, all'isola 13 del petrolchimico, ed hanno sequestrato documenti, fogli di marcia dell'impianto e diagrammi delle apparecchiature in funzione al momento dello scoppio.

I lavoratori hanno fermato il lavoro per una giornata radunandosi nel piazzale davanti all’impianto. L’amarezza è tanta, e comincia a farsi strada la consapevolezza dei motivi degli infortuni, troppo spesso dovuti ai carichi di lavoro. Nel caso in questione infatti, Salvatore Vittorioso aveva finito il suo turno di otto ore, ma gli era stato chiesto di prolungare l’orario. La necessità di “alzare un po’ più di soldi sul magro salario” dicono i colleghi, “le condizioni di lavoro che ti mettono sotto ricatto”, “non riesci o non puoi dire di no”, questa condizione di ricatto sia economica che autoritaria nella gestione dei rapporti di lavoro, è fra le cause principali dell’infortunio, che gli stessi operai non hanno esitato a chiamare “omicidio”.

Sono 88 gli infortuni mortali dall’inizio dell’anno, ovvero in un solo mese, 88.744 gli infortuni mortali e 2218 gli invalidi. (amb)




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