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Presidi e sit-in, consigli regionali sospesi e una protesta che si va estendendo in tutta italia.
Verdi e Pdci si sono associati alla protesta lanciata da Rifondazione contro il miserabile accordo tra Pd e Pdl sullo sbarramento al 4 % alle europee, e sia sabato che domenica, attiveranno nuove proteste davanti alle sedi del Pd. Inoltre per martedì è stata indetta una nuova protesta che si svolgerà prima davanti al Quirinale e poi a Montecitorio.
Claudio Grassi, della segreteria nazionale del Prc e responsabile
Organizzazione lo dice a chiare lettere “Al parlamento europeo non ci
sono problemi di governo né di frammentazione politica. L’unico scopo
di questo accordo è quello di colpire noi e tutte le forze a sinistra
del Pd”.
Si sta ponendo drammaticamente un problema di democrazia, se un
parlamento viene in sostanza eletto da un governo, lasciando ai
cittadini una scelta elettorale che in realtà è già definita dallo
sbarramento.
Ma la preoccupazione comincia ad attraversare anche esponenti del Pd.
Il sindaco di Napoli Jervolino con una nota d’agenzia ha fatto sapere
di condividere pienamente l’appello lanciato dai capigruppo del Prc,
Sd, Pdci, Verdi e Socialisti democratici in Consiglio Comunale.
"La partecipazione dei
cittadini è l'unico vero motore della democrazia e della storia. – ha
detto la Jervolino - Ritengo già gravissimo che manchi la presenza
delle culture di sinistra nel Parlamento italiano”. Non vanno quindi
create “le condizioni perché esse rischino di essere espulse anche dal
Parlamento Europeo”.
Contro lo sbarramento si è detto anche il
Presidente della regione Campania Bassolino. "Nel Parlamento europeo,
tra l'altro, non si pone un problema di governabilità ed è dunque
saggio, anche per la democrazia italiana, muoversi in una logica di
inclusione. Questa mia convinzione, maturata da tempo - conclude
Bassolino – è oggi rafforzata dall'inopportunità di modificare la legge
elettorale alla vigilia del voto". Anche la presidente della regione
Piemonte Mercedes Presso si è detta contraria allo sbarramento. Pur
senza rilasciare comunicati, ha precisato che nel momento cui si
arrivasse a dover prendere posizione, lei voterebbe contro.
A Reggio Calabria nel frattempo sono stati interrotti i lavori
consiliari per mancanza di numero legale. I consiglieri del Prc e Pdci
hanno inscenato una protesta insieme ad esponenti del Pcl e socialisti
in seguito alla quale il segretario provinciale del Pd ha ufficialmente
dato il suo appoggio dissociandosi da Veltroni.
La protesta continua ad allargarsi in molte regioni. Il cartello
“sbarramento in corso” lanciato dai consiglieri Prc di Milano sta
facendo il giro dei banchi di molti consiglieri regionali, provinciali
e comunali. In Umbria come a Firenze, dove seguendo l’esempio di Reggio
Calabria, si cominciano ad abbandonare le sedute. E mentre ieri dalle
pagine del Corriere della Sera Goffredo Bettini, braccio destro di
Veltroni nel Pd, con un timing perfetto offre candidature alla sua
sinistra intendendo con ciò i socialisti di Nencini e Sinistra
democratica, oggi Fava fa sapere che “lo sbarramento del 4% alle
europee mette a rischio le future alleanze tra Partito democratico e
Sinistra democratica alle prossime elezioni amministrative”. “Non c'è
un centrosinistra a geometria variabile in cui la sinistra serve solo
per le giunte locali - ha detto Fava -. Se il Pd dice che non è
interessato alla sinistra noi ne traiamo le conseguenze”.
Roma, 31 Gennaio 2009
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