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Puerto la Cruz, 19 gennaio 2009
Il 15 febbraio 2009 i venezuelani saranno chiamati a decidere se emendare la Costituzione attraverso un referendum che elimina il limite a ricandidarsi per qualsiasi incarico soggetto ad elezione. All’inizio la proposta era quella di permettere la ricandidatura del Presidente della Repubblica, ma poi il 2 dicembre 2008 Chávez ascolta un’osservazione fatta dal PPT (Patria Para Todos), un piccolo partito di quadri che sostiene il Governo e che ha ritenuto ingiusto permettere la ricandidatura del solo Presidente della Repubblica. Su questa base sono state consegnate ai Deputati dell’Assemblea Nazionale piú di 6 milioni di firme ed il 15 febbraio si voterá SI’ o NO al seguente testo:
``Approva Lei l’emendamento agli articoli 160, 162, 174, 192 e 230 della Costituzione dellla Repubblica Bolivariana del Venezuela, che allarga i diritti politici del popolo al fine di permettere che qualsiasi cittadino o cittadina, nell’esercizio di un incarico frutto dell’elezione popolare, possa essere soggetto a candidatura come candidato o candidata per lo stesso incarico per il tempo stabilito costituzionalmente, dipendendo la sua possibile elezione esclusivamente dal voto popolare?``
Nel dicembre 2012 scadrá il mandato di Chávez ed il referendum é chiaramente incentrato sulla questione della continuitá del processo rivoluzionario, una continuitá che senza ipocrisie dipenderá sempre dalle scelte degli elettori. Non dimentichiamo che nelle due ultime tornate elettorali – la Riforma Costituzionale del 2 dicembre 2007 e le Amministrative del 2008 – si é smontata un’altra menzogna dell’Opposizione al Governo Bolivariano, ossia quella che il Governo controlli il Potere Elettorale e che quindi sia impossibile batterlo con il voto. Al contrario, il sistema elettorale venezuelano ha dato piú volte prova di essere uno dei piú avanzati, trasparenti e rapidi al mondo.
Orbene, la settimana scorsa un gruppo di studenti dell’Universitá Metropolitana di Caracas ha incendiato diversi ettari dell’Avila e le Forze dell’Ordine sono dovute intervenire per far passare i Pompieri. L’opposizione, ossia la Destra venezuelana, ha denunciato che l’intervento é stato violento e che gli autori di quell’incendio non sono stati gli studenti di quell’universitá privata situata ai piedi dell’Avila. Doppia menzogna: 1) l’intervento delle forze dell’ordine non ha provocato graffi a nessuno, non c’é filmato, intervista o referto medico che dimostri alcuna ferita; chi ha partecipato, per esempio, alla manifestazione di Napoli del marzo 2001 contro il G8 sa cos’é un intervento violento delle forze dell’ordine, perché allora non bastarono le dita delle mani per contare i feriti, tutti documentati. 2) Partecipanti a quella manifestazione, incluso il Rettore di quell’universitá privata, hanno negato qualsiasi coinvolgimento in quell’incendio, negando addirittura la veridicitá di un video che riprende dei giovani che spargono benzina proprio in quel punto; questi giovani indossavano delle magliette che invitano a votare NO al prossimo referendum.
Un episodio simile pone molti interrogativi su cosa sia una dittatura, su cosa sia il diritto a manifestare, su cosa sia la libertá di espressione attraverso i mezzi di comunicazione e su cosa sia una democrazia.
Diritto a manifestare: cosa é cambiato? Durante gli anni della Quarta Repubblica (1961-1998) ad ogni manifestazione studentesca ci scappavano dei morti; ci sono documentari che mostrano come le forze dell’ordine impugnavano la pistola e sparavano sui manifestanti; era prassi che morissero almeno una decina di manifestanti ad ogni atto di protesta, di protesta pacifica, fatta di striscioni, slogan e tanta voglia di rivendicare il diritto allo studio per tutti e tutte. Tutti quegli studenti morti non hanno un colpevole, nessuno é stato mai sottoposto a processo per quei fatti, l’unica legge é sempre stata quella che non ci sono leggi quando il potere si difende. Negli ultimi dieci anni si é lavorato molto per combattere l’anarchia di forze dell’ordine abituate da decenni a violentare le proteste popolari. Non a caso uno dei pilastri del processo rivoluzionario é quel `Patto Civico-Militare` che é riuscito a ribaltare una situazione in cui la repressione dei manifestanti era prassi ordinaria. Sono quindi del tutto infondate le accuse di repressione del dissenso da parte del Governo Bolivariano, un ritornello senza alcuna documentazione.
Libertá di espressione: cosa é cambiato? Al Ministero di Comunicazione ed Informazione c’é un manifesto che recita: `Il semplice fatto che si possa dire che non c’é libertá di espressione significa che c’é libertá di espressione`. Molti sostenitori del Governo dicono che ci sia un eccesso di democrazia, perché non si puó tollerare che i mezzi di comunicazione privati continuino a comunicare agli utenti dei messaggi assolutamente non veritieri; ad esempio: 1) che i video che riprendevano l’incendio dell’Avila non erano attendibili, dubitando persino che ad essere incendiata sia stata la zona protetta del Guaraira Repano, quando poi ci sono ancora le ceneri; 2) che le forze dell’ordine siano state estremamente violente, quando poi non ci sono stati feriti e l’intervento é stato destinato a poter spegnere l’incendio di una parte del patrimonio ambientale del Venezuela; 3) che il Referendum porterá alla rielezione indefinita dell’attuale Governo, quando poi il nocciolo della questione é la `ricandidatura` e non la `rielezione`; tra una candidatura ed una elezione ci passa la volontá degli elettori. Cosa é cambiato dal 1998? Prima di quell’anno non c’era mezzo di comunicazione di massa che avesse dato voce ai movimenti di protesta, alle organizzazioni politico-sociali ed gli individui che si opponevano frontalmente e pacificamente alle politiche dei Governi `Democratici`.
Democrazia: cosa é cambiato? Oggi in Venezuela si puó appartenere ad uno schieramento, ad un partito o ad un movimento politico senza per questo avere il timore di non tornare piú a casa o di ricevere una palottola in fronte durante una manifestazione. Il fenomeno della `sparizione` (desaparición) é cominciato cronologicamente proprio in Venezuela. Qui, come nel resto dell’America Latina, chi militava in organizzazioni che dissentivano con i Governi di turno veniva fatto sparire. Ne hanno pagato le conseguenze molti compagni, sindacalisti, intellettuali, anticonformisti, ecc.. Una delle pratiche piú usate era quella di lanciarli da un elicottero con una pietra legata al corpo, in modo che il mare potesse far perdere qualsiasi traccia di quelle persone che si opponevano al regime `democratico` della IV Repubblica, nato da quel `Patto di Punto Fijo` in cui fu di fatto sancita una `democrazia ad escludendum`.
Il Governatore dello Stato Anzoátegui (Venezuela Orientale), Tarek Williams, ha intitolato un’intera zona (una piazza, una strada ed un busto) ad Alberto Lovera, il cui cadavere cadde da un elicottero sulla terra-ferma di Lechería, era il 28 ottobre del 1965. Tra il 1962 ed il 1968 si verificarono in Venezuela migliaia di sparizioni di coloro che si opponevano al regime politico, in particolare nell’Oriente del Paese. Rómulo Betancourt é ricordato come uno dei piú crudeli Presidenti del Venezuela, nonostante la storiografia ufficale l’abbia ricordato per decenni come un esempio di democrazia, protagonista di quel `Pacto de Punto Fijo` che instauró un regime neoliberale dopo l’altrettanto feroce dittatura militare di Perez Jiménez, scappato nel 1958 col suo malloppo dopo aver destituito Rómulo Gallegos nel 1948; quest’ultimo era un intellettuale che parlava un linguaggio culturalmente di sinistra ed il cui Governo (eletto democraticamente) fu fatto durare appena nove mesi, per poi essere destituito da un Colpo di Stato.
Cosa é cambiato in Venezuela negli ultimi dieci anni? Dopo la dittatura militare degli anni ’50, dopo le sparizioni iniziate negli anni ’60, dopo le pallottole sparate fino agli anni ’90 sui manifestanti, oggi in Venezuela si respira un clima tutt’altro che dittatoriale. Lo sanno bene anche coloro che rivoluzionari non sono, ma che riconoscono a Chávez il merito di trasmettere la cultura della pace e della convivenza civile. Sono molti i non-rivoluzionari che dicono che ``Este Señor`` (``Questo Signore``) ha cambiato una storia fatta di abusi.
Oggi il Venezuela soffre un altro tipo di problema legato alla violenza, quello del numero di omicidi, un fenomeno di dimensioni impressionante. Per fortuna di questo fenomeno si parla, si cercano i colpevoli, si cerca di lavorare con le nuove generazioni dei quartieri a rischio affinché non prendano in mano una pistola. Sembra un rebus che nessuno puó risolvere, mentre invece la ricerca di soluzioni é continua. Finora i risultati non sono tangibili perché sappiamo che la violenza genera violenza e che fermare la spirale é un compito arduo. Quotidianamente i mezzi di comunicazione privati trattano il tema come se le responsabilitá dell’insicurezza fossero esclusivamente del Governo, mentre invece si tratta di un problema storico.
Oggi del problema della violenza si parla, sebbene siamo di fronte ad una violenza che non é legata a motivi politici. Spesso si trata di furti, di sicariato, di episodi repentini, di vicende personali o di regolamento di conti. Cosa é cambiato in Venezuela? E’ cambiato il fatto che prima gli episodi di violenza come il Terrorismo di Stato venivano fatti passare sotto silenzio. Quello del Terrorismo di Stato é ormai un fenomeno che appartiene al passato, questo é sicuro e non va oscurato da una violenza di ben altra natura, una violenza legata allo scarso valore della vita di molte persone che sono state umiliate ed armate per anni, per decenni. Molte persone sono uscite da questo stato di umiliazione appoggiando il processo rivoluzionario, che poco a poco ha lavorato sull’auto-stima, sulla dignitá di ogni essere umano.
Ci sono purtroppo ancora persone che metteno in pericolo la loro vita e quella degli altri portando con sé un’arma. Il lavoro é di lunga lena e rappresenta forse la sfida piú ardua di un processo che aspira a dilatarsi nel tempo, permettendo all’attuale Presidente della Repubblica di ricandidarsi e di vedersi appoggiato da una parte sempre piú consistente dei cittadini e delle cittadine venezuelane.
Fabio Avolio
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