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Puerto la Cruz, 15 gennaio 2009
I Governi del Venezuela e della Bolivia sono apertamente schierati contro le violenze del Governo d’Israele. Dopo la rottura dei rapporti diplomatici e l’espulsione dell’Ambasciatore Israeliano, arriva ieri la proposta del Governo Boliviano di ritirare anche il Premio Nobel per la Pace assegnato quindici anni fa a Simon Perez, attuale Presidente Israeliano. La posizione dei governi di Hugo Chávez e di Evo Morales rispecchia quanto si sta muovendo nelle societá venezuelane e boliviane, dove si moltiplicano le manifestazioni ed i forum in difesa della Palestina e della pace. L’informazione sulla questione mediorientale é sempre costante ed accompagnata dalla critica all’uso della violenza e dall’invito a ridare alla diplomazia e non alle armi il compito di risolvere i conflitti.
Mercoledì 14 gennaio Roy Chaderton -Ambasciatore venezuelano presso l’ Organizzazione degli Stati Americani- ha fatto un discorso in cui ha ricordato come nel corso della storia l’uso della forza non abbia mai portato alla pace. Ecco la traduzione.
``Il silenzio complice e l’attitudine pusillanime della comunità internazionale sono stati fattori facilitatori del genocidio contro il popolo ebreo alla luce della II Guerra Mondiale.
Una visione della storia dai secoli passati fino ad oggi dimostra che l’antisemitismo è fondamentalmente un fenomeno delle societá cristiane. Nonostante siano innegabili le radici ebree del cristianesimo, questa perversione si é manifestata nel mondo cristiano in episodi ricorrenti e ciclici.
Senza andare molto lontano, potremmo identificare come tappe del fanitismo religioso e della persecuzione degli infedeli (qui parliamo di altre religioni) le crociate, che furono un assalto contro la cultura, i beni ed i territori musulmani, poi l’inquisizione e la caccia agli eretici, la diaspora ebrea iniziata nel 1492 dalla Spagna per poi giungere all’olocausto del XX secolo, generato con il silenzio se non con l’azione complice dei cattolici e dei protestanti tedeschi compromessi con le orde del cristiano Adolf Hitler, cosí come la delazione di ebrei da parte di alcuni cattolici polacchi davanti al loro sterminio da parte dei nazisti; in contrasto, di certo, con il sacrificio di Padre Kolbe, che consegnó la sua vita per salvare quella di un ebreo ad Auschwitz.
Non dimentichiamo i `progrom` stimolati dall’ex-seminarista ortodosso georgiano Giuseppe Stalin, l’esplosione del Maccartismo e la sua caccia alle streghe, il divieto d’ingresso agli ebrei nei club piú esclusivi dei protestanti ricchi negli Stati Uniti negli anni ’40 e ’50 e l’assassinio di attivisti ebrei in favore dei diritti civili nel sud di questo paese negli anni ’60, il che configura un quadro culturale e religioso sinistro che rifiutiamo, noi che aspiriamo a dare testimonianza del nostro compromesso coi piú alti valori cristiani.
Al contrario, la storia dimostra anche che in generale l’attitudine dei musulmani é stata di tolleranza, di convivenza e di protezione della popolazione ebrea, in particolare nei momenti piú difficili. Per questo gli ebrei poterono stabilirsi nelle comunitá musulmane del Marocco, dell’Algeria, della Turchia, dell’Iran, dell’Iraq e dello Yemen, tra le altre. Ci sono state anche societá cristiane che gli hanno teso la mano, come l’Olanda che gli aprí le porte nel XV e nel XVI secolo, facendoli passare per Aruba, Bonaire e Curazao e di lí al Venezuela, dove furono accolti come nostri cittadini. Lo stesso accadde in Tessalonica, in Grecia e nei Balcani. Ricordiamo, d’altra parte, l’attitudine valorosa e solidale del Re Mohamed V del Marocco, che ricevette e protesse gli ebrei perseguitati dal III Reich.
Torniamo ora al presente per esprimere l’orrore ed il dolore che sente il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, insieme al suo popolo, di fronte alla crisi umanitaria che sta vedendo a Gaza, inermi e con le mani legate, insieme a gran parte della comunitá internazionale.
Gaza é stata prima un getto, poi un campo di concentramento ed in seguito un campo di sterminio, davanti agli occhi di un mondo che osserva attonito come un’arrogante e mediocre elite militarista, alla luce delle elezioni politiche in Israele, non capisca altro che il linguaggio della violenza e si dedichi alla mattanza di innocenti con la scusa di star castigando i colpevoli.
Nel Medio-Oriente il Governo d’Israele ha introdotto un emendamento alla Legge del Taglione, considerata da secoli di per sé barbara. Non é piú l’occhio per occhio ed il dente per dente; ora é: tu uccidi uno dei miei ed io uccido cinquecento dei tuoi; tu uccidi uno dei miei bambini ed io ti bombardo una scuola; tu uccidi uno dei miei anziani ed io uccido i rifugiati protetti dalle Nazioni Unite; tu mi lanci razzi artigianali ed io ti rispondo con missili teleguidati, con F-16, con cannonate, con carrarmati e con truppe d’invasione.
Questo genocidio non conterá sul silenzio della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Per questo il Presidente Hugo Chávez Frías ha deciso per misure diplomatiche radicali dirette a richiamare l’attenzione dell’umanitá su questa tragedia ed impedire che complici o timorosi la occultino o la banalizzino. Gammai il silenzio!
Un morto, una casa distrutta, un quartiere raso al suolo, da una parte o dall’altra di questo assurdo ed interminbile conflitto, ci obbligano in questo spazio continentale –la OEA- a far sentire la nostra voce di preoccupazione.
La dipendenza dalla guerra, tanto diffusa ultimamente, sta contribuendo alla moltiplicazione dei conflitti ed all’imbarbarimento di quanti credono che la soluzione sia nei propri muscoli e non nei propri cervelli ed anime.
L’invasione del Libano nel 1982 ha prodotto la nascita di Hezbollah. La repressione dell’Intifada a partire dal 1987 ha dato luogo alla nascita dell’organizzazione Hamas. Questi precedenti dovrebbero essere istruttivi per coloro che credono che l’uso della forza risolva i conflitti. Di qui la nostra solidarietá verso il popolo palestinese.
Il terrorismo individuale, collettivo o di Stato, merita la condanna della comunitá internazionale. Non c’é giustificazione possibile quando durante il conflitto muore un innocente da una parte o dall’altra, ma ció che accade é che siccome non si tratta di una guerra convenzionale, il terrorismo non puó essere sconfitto senza attaccare le sue cause.
Precedenti storici recenti ci dimostrano come in alcune occasioni ``il terrorista`` di ieri si sia potuto convertire nell’eroe di oggi. Ricordo le immagini orrende dei telegiornali, dei giornali e dei film che la propaganda occidentale forniva sui Mau-Mau. Passati gli anni, il Regno Unito ha riconosciuto l’indipendenza del Kenia ed il leader Mau-Mau Jomo Kenyatta, accusato di essere un terrorista, ha finito per essere il Capo di Stato del suo paese, con il riconoscimento della comunitá internazionale.
Anche i membri del Fronte di Liberazione Nazionale dell’Algeria che lottavano per la liberazione del loro paese furono accusati di essere terroristi, fino a quando furono sottoscritti gli Accordi di Evian che misero fine alla sanguinosa guerra tra algerini e francesi e marcarono l’indipendenza dell’Algeria. Ma in questa storia non possiamo dimenticare la gigantesca figura fisica, intellettuale e spirituale di uno statista come pochi, il Generale Charles De Gaulle, la cui saggezza diede vita insieme all’astuta resistenza algerina e ad una pace che sembrava impossibile.
L’Esercito Repubblicano Irlandese, anch’esso definito terrorista, ha ricevuto per molti anni l’appoggio economico e morale della comunitá cattolica irlandese degli Stati Uniti. Il Governo di Londra provó un grande disgusto quando il presidente Bill Clinton ricevette Gerry Adams, uno dei leader storici di questo movimento cattolico militare. Tuttavia, dopo poco tempo si sottoscrisse la pace con un intervento molto speciale del Senatore degli Stati Uniti George Mitchell, ed oggi vediamo come la figura del Reverendo Ian Paisley, conosciuto come un mostro dell’estrema destra protestante, ed il Signor Martin McGuinness, qualificato come terrorista implacabile ed ex capo dell’ala militare dell’Esercito Repubblicano Irlandese, co-gorvernino l’Irlanda del Nord.
Anche i dirigenti della minoranza bianca sudafricana ed i loro alleati internazionali chiamavano terroristi membri del clandestino Congresso Nazionale Africano, prima della riconciliazione in quel paese e la liberazione del ``terrorista`` Nelson Mandela, probabilmente la piú riconosciuta personalitá storica vivente.
Finora gli impressionanti successi storici per ottenere la pace e la riconciliazione sono stati raggiunti grazie alla fermezza di leader illuminati che hanno rinunciato a soluzioni militari ed al proposito di distruggere l’altra parte.
Se ritorniamo agli anni ’40 in Palestina o Israele, troviamo alcuni personaggi israeliani accusati a quel tempo di essere terroristi, tra di loro Menachem Begin, leader dell’organizzazione Irgun, responsabile di aver fatto brillare l’Hotel Re Davide di Gerusalemme nel 1946 e dell’assassinio del Conte Folke Bernadotte, Mediatore delle Nazioni Unite per la Palestina, che si schieró in difesa dei diritti dei palestinesi. Menachem Begin, molti anni dopo é stato il Primo Ministro israeliano che sottoscrisse, in presenza del Presidente Jimmy Carter, gli Accordi di Camp David insieme al Presidente egiziano Anwar El Sadat, che pagó con la vita il suo impegno per la pace.
Durante la storia, Dio ha dato al popolo ebreo, privilegiatore dell’educazione, i frutti di molti uomini e donne di condizioni rilevanti. Per menzionare solo alcuni dei tanti passati alla storia, scegliamo rapidamente Maimonides, Karl Marx, Rosa Luxemburg León Trostky, Irving Berlin, Hannah Arendt, Bb Dylan, Norman Mailer, Ariel Dorfman, Joseph Stiglitz, Frida Kahlo e l’intellettuale che oggi é il piú riconosciuto a livello internazionale, Noam Chomsky.
Si dovrebbe chiedere a Dio che dia degli statisti anche al popolo di Israele e che non siano assassinati come nel caso di Yitzhak Rabin, che morí per opera di un fanatico religioso per aver procurato la pace con i nostri fratelli palestinesi. E proprio per quanto riguarda la Palestina vorrei esaltare la figura di Yasser Arafat, il leader storico dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), stigmatizzato ieri come ``terrorista`` ed oggi, una volta morto, eroe palestinese e di tutto il popolo arabo.
Si tratta di precedenti per la riflessione e per riscattare il valore della diplomazia di fronte alla barbarie anti-palestinese della elite militarista che controlla lo Stato d’Israele.
E’ giunta l’ora che i diplomatici ed i politici ci sostituiamo ai violenti e diaciamo: ``Sí possiamo!``. Si é potuto fare molti anni fa, prima del 1492, quando in Spagna convivevano musulmani, ebrei e cristiani, prima che l’oscurantismo si appropriasse della cultura cristiana dell’epoca. Ci sono riusciti i neri ed i bianchi cristiani, i musulmani e gli ebrei, che negli anni ’60 marciarono insieme per i diritti civili negli Stati Uniti dicendo con all’unisono con Martin Luther King ``Ho un sogno``. Ci sono riusciti i bianchi ed i neri in Sud-Africa con alla loro testa Nelson Mandela.
Ci riusciranno gli ebrei critici che in America Latina, in Europa, nell’America del Nord ed in Israele cominciano a protestare ed a ribellarsi contro coloro che uccidono a nome di tutti loro.
La Palestina riuscirá ad essere libera, democratica ed indipendente.
Grazie mille, Signor Presidente.``
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