In calendario: azioni il 7, manifestazione il 15, poi l'assemblea nazionale
di Checchino Antonini
Qui La Sapienza: ieri sera ancora feste a Fisica e Chimica. Oggi riposo. Domattina assemblee di facoltà e poi di nuovo nel pomeriggio, alle 16 a Fisica, l'assemblea di ateneo. Ordine del giorno l'organizzazione della settimana, in particolare un'assemblea cittadina con le scuole superiori mobilitate per organizzare la giornata del 7 novembre. Intanto, sul sito ateneinrivolta.org, luogo virtuale di condivisione di analisi e informazione, è disponibile il documento che lancia l'assemblea nazionale.
Si spiega come la manifestazione del 30 ottobre non sia stata «un semplice uno sciopero dei sindacati confederali, così come il 17 ottobre non si è trattato semplicemente di uno sciopero dei sindacati di base: in entrambi i casi si è trattato di un'esplosione sociale strabordante, incontenibile nelle sigle, così come nelle piattaforme». L'Onda anomala è parte della mareggiata, minoranza, semmai è il governo: «Sulla scorta di questo bilancio attivo in primo luogo ci chiediamo come trasformare la potenza dello sciopero generale in uno strumento di conflitto continuativo con il governo che, non solo sembra poco interessato al dialogo, ma usa la minaccia, l'arroganza, le provocazioni neofasciste (la difesa dei picchiatori di Blocco studentesco, la sigla che fa riferimento all'associazione di chiara ispirazione neofascista Casa Pound, in questo senso parlano chiaro), per replicare ai movimenti».
Di fronte a quanto sta avvenendo sul terreno dei contratti, sembra scontato, al movimento studentesco, «avanzare una proposta che non parla della saldatura tradizionale tra mondo della formazione e mondo del lavoro, ma che prova a nominare in forme comuni la risposta e l'opposizione sociale alle politiche del governo, all'arroganza di confindustria, ai provvedimenti che vogliono far pagare la crisi economica globale agli studenti, ai precari, ai lavoratori. Ci sembra questa l'occasione per promuovere uno sciopero generale "coordinato e continuativo" che, categoria per categoria, blocchi il paese e la produzione di ricchezza.
"Noi non pagheremo la vostra crisi" è uno slogan che sta correndo di bocca in bocca e che sta facendo emergere una rivolta generazionale senza precedenti. Le sigle sindacali (confederali e di base), indipendentemente dalle loro divergenze programmatiche, dovrebbero avere la capacità di capire quanto sta accadendo nel paese e quale domanda di rottura e di trasformazione si sta radicando ed estendendo socialmente. Capire, ma anche agire di conseguenza e questa azione non può essere che lo sciopero, generale e generalizzato». Riguardo all'appuntamento nazionale, che sarà oggetto di discussione nella miriade di facoltà in agitazione, alla Sapienza si pensa ad un'assemblea che si ponga in primo luogo l'obiettivo di garantire l'estensione e la durata di questo straordinario movimento. Significa discutere di contenuti e pratiche di lotta, di come far emergere in primo piano il tema dell'autoriforma; di che tipo di rapporto promuovere con le realtà sindacali e le esperienze di lotta del lavoro precario; come dare continuità alle pratiche di conflitto e di blocco della città; come trasformare la mobilitazione contro la legge 133 e l'eventuale riforma in mobilitazione generale contro la crisi economica. Ma la discussione dovrà provare a definire forme e metodi della relazione nazionale, assumendo che non esistono ricette e che le soluzioni da raggiungere dovranno essere all'altezza della forza, dell'ampiezza e della ricchezza di questo movimento.
Qui Trento: nella "mitica" facoltà di Sociologia - nel '68 c'era l'Università "negativa" e aperta anche a chi non aveva la maturità classica, solo dopo l'ondata di lotte fu possibile accedere all'università con qualsiasi diploma - le assemblee sono tornate a registrare una partecipazione altissima. Per questo s'è deciso neo giorni scorsi di occupare il Rettorato per chiedere con un fax al Magnifico una posizione precisa contro il dl 133. Seguiranno lezioni alternative e manifestazioni. Per torvare un precedente bisogna arrivare alla Pantera. Il Rettore continua a credere che si debba distinguere tra atenei virtuosi e non, gli studenti continuano a lottare. Sociologia è occupata sebbene non sia sospesa la didattica. Ieri in centro città, i futuri sociologi, con i ricercatori, hanno dato vita al frazing: a un preciso ci si blocca tutti. Slogan: "La ricerca è immobilizzata". Si aspetta la giornata del 7 anche qui.
Qui Napoli: Palazzo Giusso e Palazzo Corigliano, all'Orientale, sono occupati da due settimane. Lezioni per strada consentono agli studenti di riappropriarsi del centro storico. Halloween è stata teatro per un funerale dell'Università pubblica. Un corteo è stato capace di attirare anche molti studenti alle prese con la movida del centro. Lunedì l'interfacoltà prenderà atto delle proposte per un'assemblea nazionale. Anche i napoletani hanno un sito ed è stopgelmini.org . Anche alla Federico II, Lettere è nelle mani degli studenti. Inquietante la minaccia del Blocco studentesco di marciare per "liberarla".
(Liberazione, 2 Novembre 2008)
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