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IL GIORNALE DI VICENZA. Arriva in città lo 007 Usa esperto in interrogatori
lunedì 08 settembre 2008

EDERLE. Il tenente colonnello Jeffrey Jennings con l’incarico di direttore dei servizi segreti dell’Us Army Africa

 

IL Giornale di Vicenza

martedì 15 luglio 2008


di Alessandro Mognon
 È l’esperto numero uno dell’esercito Usa. Tanto che insegna agli altri le tecniche per ottenere i migliori risultati. Materia di studio: interrogatorio di prigionieri. E da agosto il suo ufficio sarà nella caserma Ederle a Vicenza. Perché il tenente colonnello Jeffrey Jennings fino a pochi giorni fa era il comandante della base americana di Fort Huachuca, a Sierra Vista in Arizona, sede della scuola dove si insegna come far parlare detenuti, prigionieri, ostaggi. Oltre che, cosa non secondaria, Centro nazionale dei servizi segreti dell’Us Army dove si preparano i soldati alle azioni di spionaggio e controspionaggio.
Ufficialmente Jennings arriva a Vicenza con una funzione particolare: direttore dei servizi segreti dell’Us Army Africa, organismo del neonato Us African command, ultima creatura della strategia del Pentagono e della Casa Bianca che hanno deciso di mettere un piede, dopo Europa, Paesi dell’Est e Giappone, anche in Africa. Insomma da Vicenza, almeno per un po’, Jennings comincerà a organizzare le operazioni dello "sbarco" americano nel Continente Nero.
«Il mio lavoro sarà comandare le missioni segrete in supporto alle operazioni del comando in Africa - spiega - Operazioni che includono l’addestramento dei soldati, il supporto umanitario, l’evacuazione dei civili e l’appoggio a eventuali missioni di combattimento». Esempio: lo sgombero d’emergenza di cittadini Usa da qualche Paese africano in caso di guerre o altre emergenze. Ma anche eventuali aiuti come nel caso del recente terremoto in Cina.
Certo è un uomo che conta, Jennings. Nel settembre 2006 fu lui ad annunciare pubblicamente che gli interrogatori dei prigionieri in stile Abu Ghraib (il carcere iracheno) con uso di violenza, privazioni e brutalità varie, considerati "normali" dopo l’11 settembre 2001, venivano finalmente ripudiati dall’esercito Usa. Insomma, non si poteva più denudare, umiliare, incappucciare o "affogare" (il cosiddetto "waterboarding") i detenuti per estorcere loro informazioni. E uno dei senatori che si battè con maggiore forza per chiedere la fine degli abusi negli interrogatori, forse memore della sua prigionia in Vietnam, fu l’attuale candidato repubblicano alla presidenza, John McCain.
Jennings comunque si è confrontato anche con i gruppi pacifisti Usa. Nel novembre dell’anno scorso un gruppo di "no war" fu arrestato dopo essere entrato nel recinto di Fort Huachuca per chiedere la fine della pratica e dell’addestramento alla tortura dei prigionieri. In una lettera pubblicata su internet i pacifisti ricordano che «anche se il colonnello Jeff Jennings e il suo staff sembrano sinceri quando ci dicono che a Fort Huachuca i sistemi brutali di interrogatorio, come la privazione del sonno e il finto-annegamento, sono proibiti, noi crediamo che questi metodi violenti siano ancora usati dall’esercito Usa».
Jennings e moglie resteranno in Italia due anni. Inevitabili però almeno due domande. La prima: la presenza del numero uno dei servizi segreti militari Usa a Vicenza può avere in qualche modo a che fare con la questione Dal Molin? E ancora: pochi giorni fa il New Yorker ha rivelato (non smentito) che il governo Bush ha stanziato 400 milioni di dollari per preparare operazioni di intelligence militare in Iran. E il Sunday Times parla di "via libera" di Bush all’attacco. C’entra qualcosa con l’arrivo dello 007 dell’esercito Usa, super esperto di spionaggio, nella sede della 173a brigata aviotrasportata della Ederle
?



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