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Sono Lorena Coletti sorella di una vittima dell'
incendio della Umbria Olii,e voglio rispondere
alla lettera mandata dai dipendenti della Umbria olii.
Inizio nel dire che io mi sono presentata a
differenza di altri che si sono firmati come
dipendenti senza specificare nome e cognome.
Voglio sottolineare anche un fatto, che quel
maledetto sabato di un anno e mezzo fa, quello
che è successo a mio fratello e ai suoi colleghi
, poteva succedere anche a loro, ma non erano in
fabbrica visto che chi gli ha aperto i cancelli e' andato via mezzora prima .
Secondo me devono accendere un cero e ringraziare
qualche santo in paradiso se oggi hanno
scritto quella lettera, e non devono rivolgere
le domande a noi di cosa sara' il futuro della azienda.
Ma a Giorgio Del Papa, perche' se
lui aveva messo a norma di sicurezza l'azienda questo non sarebbe successo.
Inoltre non dicono che i nostri cari, dal
mercoledi', li avevano messi a lavorare sopra a
dei silos pieni gas esano (altamente esplosivo)
Come mai, inizialmente gli operai erano un
centinaio, e ora si dice che sono solo trentacinque?
E come mai non dicono e non parlano di quello
che succedeva dentro a quell' azienda?
Ma si fanno scandalizzare da un lenzuolo
con scritto: UNA LEGGE PER SALVARE IL MIO FUTURO?
Ora voglio spiegare cosa significano quelle
parole, è mio figlio che ha portato quello striscione.
Lo stesso striscione fatto con il suo lenzuolino
da culla, lo stesso che lo ha avvolto quando era
in fasce : scritto oggi con un pennarello rosso
come il sangue, che quel disgraziato giorno, suo
zio ha versato per il lavoro, chiede aiuto!
Chiede una legge che salvi il suo futuro, perche'
non vuole lo stesso e crudele destino di suo zio .
Ora chiedo, potete condannarlo un bambino che scrive questo?
Inoltre aggiungo, anche se il futuro dei
lavoratori della fabbrica non si sa bene
come sarà, loro sono sempre in vita, e possono
abbracciare i loro cari, mentre a
quattro operai questa felicità è stata tolta.
Non voglio aggiungere altro, voglio dire
che questa tragedia ha sconvolto innanzitutto
noi come prime persone, e poi aggiungo
che chi ne è responsabile sia pronto ad assumersi le sue responsabilità.
Anche per noi, andando nella Umbria olii, e
guardando quelle lamiere contorte, e pensando
che ci sono racchiuse ancora delle ceneri dei
nostri cari, diventa un monumento :IL MONUMENTO DEI NOSTRI DOLORI
Questo e' quello che voglio dire.
Saluto cordialmente
Lorena Coletti
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