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Lettera di Lorena Coletti, sorella di una vittima, ai dipendenti dell'UmbriaOlii - 11 luglio 2008
venerdì 11 luglio 2008

Sono Lorena Coletti sorella di una vittima dell'

incendio della Umbria Olii,e  voglio rispondere
alla lettera mandata dai dipendenti della Umbria olii.
Inizio nel dire che io mi sono presentata a
differenza di altri che si sono firmati  come
dipendenti senza  specificare nome e cognome.
Voglio sottolineare anche un fatto, che quel
maledetto sabato  di un anno e mezzo fa, quello
che è successo  a mio fratello e ai suoi colleghi
, poteva succedere anche a loro, ma non erano in
fabbrica visto che chi gli ha aperto i cancelli e' andato via mezzora prima .
Secondo me devono accendere un cero e ringraziare
qualche santo in paradiso se oggi  hanno
scritto  quella lettera, e non devono  rivolgere
le domande a noi di cosa sara' il futuro  della azienda.
Ma a Giorgio Del Papa, perche' se
lui  aveva  messo a norma  di sicurezza l'azienda questo non sarebbe successo.
Inoltre non  dicono che i nostri cari, dal
mercoledi', li avevano messi a lavorare sopra a
dei  silos pieni gas esano (altamente esplosivo)
Come mai, inizialmente gli operai erano un
centinaio, e ora si dice che sono solo trentacinque?
E come mai non dicono e non parlano  di  quello
che succedeva dentro a quell' azienda?
Ma si fanno scandalizzare  da un lenzuolo
con  scritto: UNA LEGGE PER SALVARE IL MIO FUTURO?
Ora voglio spiegare cosa significano quelle
parole, è  mio figlio che  ha  portato  quello striscione.
Lo stesso  striscione fatto con il suo lenzuolino
da culla, lo stesso che lo ha avvolto quando era
in fasce : scritto oggi  con un pennarello rosso
come il sangue,  che quel disgraziato giorno, suo
zio ha versato per il lavoro, chiede aiuto!
Chiede una legge che salvi il suo futuro, perche'
non vuole lo stesso e crudele destino  di suo  zio .
Ora chiedo, potete condannarlo un bambino che scrive questo?
Inoltre aggiungo, anche se il futuro dei
lavoratori della fabbrica non si sa bene
come  sarà,  loro sono sempre in vita, e possono
abbracciare i loro cari, mentre  a
quattro  operai questa  felicità è stata  tolta.
Non  voglio aggiungere altro, voglio dire
che  questa tragedia ha sconvolto innanzitutto
noi come prime persone, e poi aggiungo
che  chi  ne è responsabile sia pronto ad assumersi le sue  responsabilità.
Anche per noi,  andando nella Umbria olii,  e
guardando  quelle lamiere contorte, e pensando
che ci sono racchiuse ancora delle ceneri dei
nostri cari, diventa un monumento :IL MONUMENTO DEI NOSTRI DOLORI
Questo e' quello che voglio dire.
Saluto cordialmente
Lorena Coletti

 



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