|
Berlino 11-13 gennaio 2008
Venerdì 11 Gennaio
Introduzione
Il primo intervento è quello di Roland Tremper, responsabile della sezione di Berlino del sindacato Ver.di che ospita l’incontro dell’esecutivo della sinistra europea presso la sua sede. Racconta brevemente la storia del sindacato, nato nel 2001 dalla confederazione di 5 sindacati già esistenti, rappresenta all’incirca un migliaio di professioni diverse, ed è caratterizzato in virtù di questo da posizioni molto variegate al suo interno. Parla della situazione dei dipendenti pubblici in Germania, ma anche del disagio abitativo a Berlino.
Prima sessione: Interculturalità
Il secondo intervento è invece quello di Lothar Bisky che introduce il tema dell’interculturalità, già che con il 2008 si inaugura l’anno dell’Unione Europea ad essa dedicata. Bisky parla quindi delle sfide che la sinistra europea deve affrontare in merito a questo argomento. Sottolinea l’importanza dell’interculturalità come strumento per garantire la pace, la “mediatizzazione” delle nostre società e del come questo argomento sia fortemente influenzato dai mezzi di comunicazione.
Spiega come la sinistra europea possa e debba combinare la questione sociale e culturale a favore dello sviluppo delle società, e del come sia importante mantenere aperto il dibattito sulle identità culturali in Europa.
Sottolinea inoltre l’importanza di concepire il concetto di cultura nel modo più ampio possibile, che riguarda la sua sfera tradizionale ma anche i modi di vivere. In questo senso egli reputa essenziale un’apertura del dibattito verso la convivenza delle modalità culturali diverse e della tradizione e modernità.
Un altro aspetto importante che non bisogna trascurare è quello relativo alla liberalizzazione del settore culturale. Il dibattito sulla cultura, infatti, è in grado di far riaccendere il vecchio dibattito democratico del rapporto tra le masse ed il potere.
Bisogna garantire l’accesso alla cultura come diritto fondamentale. Tutto ciò aiuterebbe inoltre a contrastare la cultura aggressiva e unilaterale degli USA e a controbatterla con una cultura di pace e di dialogo.
Dibattito
• Si solleva la questione del copyright e dei diritti d’autore, in quanto la sinistra in generale non ha ancora sviluppato una posizione univoca e chiara a riguardo.
• Si solleva la responsabilità europea nel rispondere alla cultura aggressiva statunitense. L’Europa dimostra che tante identità diverse possono prendere decisioni comuni verso obiettivi comuni.
• Si sottolinea come sia importante, per affrontare questo argomento, coinvolgere gli addetti ai lavori, magari mettendo in rete i rispettivi responsabili in materia culturale dei diversi partiti.
• Si sottolinea la rilevanza che assume l’ostacolo della lingua in determinati contesti.
• Vi è inoltre l’aspetto della cultura come privilegio. Chi è più ricco può accedere a più cultura. E’ una questione di classe.
Seconda sessione: la sinistra negli USA e le primarie
Ad introdurre questo argomento è stato invitato Mark Solomon, portavoce della CCDS – Committee of Correspondance for Democracy and Socialism – USA.
Solomon parla brevemente della storia della sinistra statunitense, delle falle del sistema partitico e politico degli USA, passando attraverso una lucida analisi critica delle primarie e delle prossime elezioni per finire con alcune proposte di collaborazione con la sinistra europea.
La sinistra, oggi, negli USA, sta mettendo meglio a fuoco i propri obiettivi ed inizia ad essere più coerente. La sinistra statunitense è molto frammentata e non è coinvolta nel processo elettorale, anzi al suo interno ci sono dei gruppi ostili ad esso.
La sinistra è molto variegata, al suo interno rientrano molti gruppi di attivisti che non sono necessariamente legati a una visione coerente e onnicomprensiva della sinistra.
Durante gli anni ’30, vi era un movimento dei lavoratori industriali abbastanza coerente e le cui basi ideologiche affondavano le proprie radici nel partito comunista. Ma oggi non è certo questa la situazione. Il maccartismo e l’ascesa della destra conservatrice, così come le istituzioni finanziarie hanno indebolito la sinistra USA.
L’industrializzazione ha indebolito il movimento operaio, facendo sì che la classe lavoratrice diventasse sempre più vulnerabile e fortemente disorganizzata.
Il riemergere della sinistra oggi è dovuto in gran parte alla corruzione della presidenza Bush, e alla seria crisi economica e finanziaria, principalmente dei mutui e dei prestiti. Centinaia di migliaia di persone stanno perdendo la propria casa, ci sono all’incirca tra i 9 e gli 11 milioni di miliardi (trillions) di dollari di debiti ancora insoluti delle carte di credito.
Sono principalmente tre le caratteristiche che definiscono la destra conservatrice:
1. 80.000 persone nella destra si definiscono evangelisti fondamentalisti.
2. 225.000 persone si sono convertite al cristianesimo.
3. Elementi del settore dell’industria militare.
Attualmente più di 2/3 degli statunitensi sono contro la guerra in Iraq e a favore del ritiro delle truppe. Questa è una opportunità senza precedenti per far andare al potere una coalizione di centro sinistra.
Hillary Clinton è una candidata donna e quindi gode del favore dei gruppi femministi, ma è anche la candidata del partito democratico che rappresenta meglio gli interessi corporativi dei democratici, di un partito che sempre di più negli ultimi anni è diventato un partito di corporazione. Obama è il candidato che porta avanti le istanze dei movimenti per i diritti civili che affondano le loro radici nei movimenti degli anni ’60. E’ la prima volta che ci sono potenzialità serie, per un afro-americano e per una donna di poter entrare alla casa bianca. John Edwards è invece il candidato che combatte le industrie, difendendo e denunciando le condizioni dei poveri, è la voce del diritto al lavoro e dell’esigenza di ri-iniziare ad organizzarsi collettivamente.
Nonostante questi cambiamenti significativi nello scenario politico statunitense nessuno ad oggi è ancora in grado di poter dare una soluzione alla crisi dei mutui, mentre la posizione a favore del ritiro delle truppe statunitensi dall’Iraq accomuna tutti i candidati anche se con diverse sfumature.
Vi è stato inoltre un candidato che però non ce l’ha fatta che proponeva un sistema sanitario nazionale.
Ovviamente la destra cavalca nella sua campagna elettorale la guerra al terrorismo e la lotta all’immigrazione.
Solomon sottolinea inoltre l’importanza dei media e dei soldi nella corsa elettorale alla casa bianca. La parola che la caratterizza è “Change” (cambiamento). Di fronte ai media che si trovano sotto il controllo delle corporazioni, internet sta emergendo come vera e propria risorsa alternativa di controinformazione. E’ ad alcuni blogger di sinistra che si deve la riapertura del dibattito politico. Per esempio il movimento “Move on” ha 2 milioni e mezzo di membri, anche se la semplicità dei loro programmi e dei loro slogan impoverisce un po’ i suoi contenuti. (uno dei loro slogan è “Smash the State”- Colpisci lo Stato).
Solomon auspica un incontro tra la sinistra europea ed alcuni membri del congresso.
Dibattito
• Si approfondisce la figura di Hillary Clinton e le reazioni che suscitano la sua candidatura alla casa bianca, in quanto donna.
• Si esplorano le ulteriori variabili che si devono tenere in considerazione nella corsa alle primarie, come per esempio l’entrata in scena del sindaco di New York.
• Come si può approfondire la collaborazione tra la sinistra europea e quella statunitense.
Sabato 12 Gennaio
Terza sessione: Modalità di organizzazione del lavoro dell’esecutivo
Si parla dell’organizzazione interna dell’Esecutivo della Sinistra Europea, di un possibile allargamento del segretariato. Graziella Mascia introduce l’argomento. E’ poi il momento di diversi interventi, tra cui quelli volti ad analizzare ed a fare un bilancio sull’andamento del II Congresso di Praga. Si pensa che il gruppo delle donne debba avere maggiore spazio. Segue poi una discussione e una relazione dei compagni polacchi sulla logistica del II congresso e aspetti da migliorare.
Quarta sessione: Campagna della Sinistra Europea per Trattato di Lisbona
Jean-Francois Gau introduce l’argomento con una relazione che viene accolta molto bene dall’esecutivo. Nell’introduzione di Gau si ribadisce come questo trattato colpisca l’Europa Sociale e le conseguenze che rechera con sé, se venisse ratificato da tutti gli Stati membri così come è. Gau sottolinea l’irreversibilità di queste conseguenze a livello di partecipazione democratica e stato sociale. Si apre il dibattito sull’esigenza di lavorare sulla campagna per il referendum. Gli spagnoli comunicano che in Catalogna si è già avviato questo processo. L’Italia viene chiamata in causa per attivarsi in merito, ma si ribadisce che in Italia il dibattito ha poco appiglio in quanto la Costituzione non prevede il referendum, e in questo senso ci sono pochi spazi d’azione, in quanto il trattato è già stato ratificato.
Quinta sessione: l’attuale situazione in Serbia e Kosovo
In merito a questo argomento è stata invitata a fare un’introduzione Monika Knoche, Vice Presidente del gruppo parlamentare del Die Linke presso la Bundestag. Monika fa una relazione abbastanza completa, in generale ben accolta dall’esecutivo, anche perché è rientrata da poco proprio da un viaggio in Kosovo con una delegazione di parlamentari tedeschi. La Knoche si pronuncia chiaramente contro qualsiasi azione unilaterale di dichiarazione di indipendenza da parte del Kosovo. Sottolinea l’importanza del diritto internazionale e della risoluzione 1244, l’unico quadro di riferimento che si debba tenere in considerazione. Denuncia inoltre, a latere del suo intervento, la forte inquietudine provata in loco dopo aver costatato il forte maschilismo che vige nel paese (Kosovo).
Si apre quindi una discussione in merito all’argomento, in cui i membri dell’esecutivo denunciano come potrebbe essere rischioso creare dei precedenti come quelli di una ipotetica dichiarazione d’indipendenza unilaterale da parte del Kosovo. Cosa comporterebbe questo nello scenario Balcanico? Questo precedente potrebbe portare a ulteriori situazioni di azione unilaterale da parte di altri paesi europei e non?
In questo senso viene presa in considerazione la mozione sul Kosovo preparata da Stelios e Natascia del Synaspismos che condanna qualsiasi azione unilaterale, che riconosce il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite come unico riferimento legale, la contrarietà all’espansione della NATO nella regione. Quest’ultimo punto è stato toccato anche dalla relazione della Knoche. Infatti nel dibattito si procedono a sottolineare le mire Statunitensi, a livello geopolitico, sulla regione.
Sesta sessione: intervento del tesoriere sulla situazione finanziaria della Sinistra Europea
Pedro Marset, tesoriere, procede a descrivere la situazione finanziaria della Sinistra Europea, distribuendo anche dei documenti che ne riassumono i principali punti. Si sollecita il pagamento delle quote ai partiti che ancora non hanno provveduto. Si passano in rassegna collettivamente una serie di dubbi sul reperimento di fondi, oltre quelli garantiti e certi. Pedro Marset si impegna a riferire gli esiti del suo incontro con il Parlamento Europeo per i fondi relativi a esso, che avrà luogo la prossima settimana. Il finanziamento del Parlamento Europeo ammonta a 730.454 euro. Mentre quello dei partiti a 182.614 euro.
Settima sessione: calendario degli eventi per il 2008
Helmut Scholz procede a descrivere il calendario provvisorio delle attività della Sinistra Europea previste per il 2008. Il calendario si presenta molto fitto di eventi interni ed esterni.
Si parla della prossima università estiva della Sinistra Europea che avrà luogo in Francia, nei dintorni di Parigi. L’argomento sarà la precarietà. Si ipotizza su suggerimento di Miguel Portas, di organizzare una carovana europea per l’estate contro la precarietà fatta da giovani. L’idea viene accolta bene e andrà di seguito sviluppata da un gruppo di lavoro.
Ottava sessione: Medioriente, Kurdistan e delegazione in Libano
Questa sessione è stata pregiudicata dalla mancanza di tempo. Fabio Amato ha quindi velocemente fatto il quadro della situazione post-Annapolis in merito alla questione israelo-palestinese, facendo leva sulla debolezza dei protagonisti, Bush, Olmert e Abu Mazen. Ha inoltre analizzato il viaggio di Bush in Palestina e Israele che si muoveva in direzione dell’Iran.
Graziella Mascia ha quindi proceduto brevemente a raccontare la delegazione della Sinistra Europea in Libano alla quale ha preso parte anche Miguel Portas, presente al direttivo. Mascia racconta l’interessante incontro con alcuni esponenti delle forze politiche e anche religiose, la devastazione ancora tangibile in Libano, la visita al campo profughi di Nahr El Bared.
Domenica 13 Gennaio
Commemorazione Luxemburg-Liebknecht
L’esecutivo della sinistra europea, insieme a Francis Wurtz si è recato presso il cimitero di Berlin-Friedrichsfelde alla tomba di Rosa Luxemburg e di Liebknecht per prendere parte alla consueta cerimonia di commemorazione. Con loro anche una delegazione di 45 italiani esponenti della sinistra europea. In totale 100.000 tedeschi.
Nona sessione: salari minimi e posizione della sinistra europea
Interviene per introdurre l’argomento dei salari minimi Frank Bsirske, Segretario generale del sindacato Ver.di e rappresentante dell’esecutivo del Die Linke.
I salari da fame e il social dumping possono essere impediti a lungo termine solo attraverso un salario minimo europeo garantito dalla legge. Per questo il Partito della Sinistra Europea lotterà per l’introduzione di tale salario in tutti i paesi europei. Su queste sfide e sui prossimi compiti in merito per un’Europa sociale, l’esecutivo della Sinistra Europea ha discusso con il Segretario Generale del sindacato tedesco dei Verd.di.
I membri tedeschi dell’esecutivo della sinistra europea hanno sottolineato che in accordo con la Carta dell’Europa Sociale un salario minimo dovrebbe ammontare almeno al 50% dell’importo medio dei salari dei rispettivi paesi. L’esecutivo della sinistra europea ha inoltre messo in evidenza come la proposta di un salario minimo europeo debba essere specificamente discussa in occasione dell’incontro dei sindacati della Sinistra Europea che avrà luogo a Vienna i prossimi 1-3 Febbraio.
I membri dell’esecutivo infatti hanno chiarito sulla spinta di alcune osservazioni, che un argomento come questo non si può esaurire con dei tempi stretti di discussione, per questo si è convenuto fosse meglio approfondire la questione in occasione dell’incontro dei sindacati, in modo tale che questi inviino un report con dei suggerimenti al termine del loro incontro. Inoltre sono state mosse delle critiche alla mozione presentata sui salari minimi in quanto prendono a parametro la Carta dell’Europa Sociale che invece va fortemente criticata.
Lothar Bisky ha inoltre aggiunto che mentre per le normative sui prodotti e per gli standard tecnologici ci sono regolamentazioni rigide, il mercato interno dell’UE va avanti senza standard effettivi per i salari ed i benefici sociali. Questo ha portato a una situazione in cui le imprese negli stati membri competono per il minor costo del lavoro e per minori tasse, l’orario lavorativo più lungo, per tagli alle pensioni e per i più bassi standard sociali.
Decima sessione: votazione delle mozioni
Si passano velocemente al vaglio le mozioni presentate. Si apre anche un dibattito sulla difficoltà a far passare le mozioni che spesso, per questioni tempistiche, non si è in grado di leggere con attenzione.
• La mozione sui salari minimi viene posticipata, e si delegano i sindacati della Sinistra Europea, che si riuniscono il prossimo 1-3 Febbraio a Vienna, ad approfondire l’argomento e a fornire una mozione provvisoria
• Si apre un dibattito con i compagni turchi in merito alla mozione sulle violazioni di confine, la persecuzione e l’incarceramento del presidente del DTP da parte dello Stato turco. Si decide di affrontare con maggiore calma e con una più ampia discussione alla problematica kurda, ma vista l’urgenza si decide di approvare la mozione solo relativamente alla richiesta di scarceramento del leader kurdo del DTP.
• La mozione di sostegno al presidente Evo Morales viene posticipata per mancanza di tempo.
• Si approva una versione ridotta della mozione relativa sul Kosovo
• Viene approvata la mozione sul Kenya
• Viene approvata, anche se ha bisogno ancora di integrazioni, la mozione contro gli attacchi che stanno avvenendo contrari all’aborto e che minacciano i diritti di autodeterminazione delle donne in alcuni paesi europei, quali la Spagna e la Lituania.
• Approvata la mozione di sostegno ai lavoratori greci aggrediti al porto.
• Anche la mozione sull’organizzazione interna dell’Esecutivo della Sinistra Europea viene posticipata perché la discussione ha bisogno di essere approfondita.
• Viene approvata la mozione per il sostegno al Partito Comunista Bielorusso che rischia l’arbitraria chiusura da parte del governo.
|