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Interrogazione a risposta immediata in commissione esteri 5.01293 del 18 luglio e discussa mercoledì
martedì 11 dicembre 2007

Camera dei deputati, 25 luglio 07

Interrogazione a risposta immediata in commissione esteri 

5.01293 del 18 luglio e discussa mercoledì 25 luglio 2007

Sulla salvaguardia dei diritti umani in Salvador

 

Illustrazione, intervento del viceministro Ugo Intini, replica dell'on. Sabina Siniscalchi e testo dell'interrogazione

Sabina SINISCALCHI (RC-SE) illustra l'interrogazione in titolo, richiamando il grave episodio di violazione dei diritti umani che ne fa oggetto. Esprime forte preoccupazione per la situazione in Salvador, richiamando il tradizionale impegno italiano nell'area.

Il viceministro Ugo INTINI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati di seguito:

L'Italia segue con grande attenzione, la situazione interna nel Paese centroamericano, ivi inclusi gli aspetti concernenti il rispetto dei diritti umani.
Negli incontri con le Autorità salvadoregne il tema dei diritti umani viene regolarmente sollevato da parte italiana. Un aspetto che viene portato all'attenzione degli interlocutori salvadoregni riguarda l'esigenza di contemperare il pur condivisibile sforzo nella lotta alla criminalità organizzata o al terrorismo con il pieno rispetto dei diritti fondamentali dell'individuo.
Da ultimo, in occasione della sua visita a San Salvador (16-19 aprile 2007), la Vice Ministra Onorevole Patrizia Sentinelli ha incontrato la Procuratrice per i Diritti Umani in El Salvador, la connazionale Beatrice Alamanni, con la quale ha a lungo discusso della situazione del rispetto dei diritti umani nel Paese.
Anche l'imminente visita in Italia del Presidente di El Salvador, Saca, nel prossimo ottobre per partecipare alla III Conferenza Nazionale sull'America Latina, potrà costituire un'ulteriore occasione di approfondimento bilaterale su tali temi fondamentali.
I fatti del 2 luglio scorso nella località di Suchitoto hanno comunque formato oggetto di un passo il 17 luglio degli Ambasciatori dei Paesi dell'UE residenti a San Salvador (oltre all'Italia, Spagna, Francia e Germania) con il Ministro degli Esteri Laìnez. Abbiamo espresso al Ministro Lainez la nostra preoccupazione per l'accaduto, sintomo di una eccessiva polarizzazione del confronto politico interno, e lo abbiamo sensibilizzato anche circa le conseguenze negative per l'immagine del Governo salvadoregno a livello internazionale. Il Ministro, nel concordare sull'opportunità di non far acuire il confronto politico, ha assicurato che si sta adoperando per ottenere la scarcerazione di chi è ancora detenuto, fatto salvo l'accertamento di eventuali responsabilità penali.
In riferimento all'ambito regionale, vorrei ricordare, anche per i suoi riflessi sulla problematica dei diritti umani, l'azione che l'Italia ha svolto in sede europea affinché i negoziati in vista dell'Accordo di Associazione tra l'Unione Europea ed il Centro America venissero avviati quanto prima. È, infatti, convinzione del Governo italiano che l'integrazione regionale sia uno strumento essenziale ai fini della lotta alle sperequazioni sociali che sono spesso all'origine delle tensioni che sfociano poi in situazioni di crisi.
Quanto agli impegni di carattere multilaterale, El Salvador ha aderito alla maggior parte delle convenzioni internazionali delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti umani, tra le quali il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, la Convenzione per i diritti del fanciullo ed i protocolli opzionali annessi, la Convenzione contro la Tortura, senza tuttavia ratificarne il protocollo opzionale relativo all'abolizione della Pena di Morte. Va però segnalato che l'applicazione di questi strumenti presenta alcuni elementi di criticità.
Nel novembre 2006, l'UE ha effettuato un passo presso le autorità del Salvador per discutere degli ostacoli che impediscono la completa applicazione della citata Convenzione contro la Tortura. Il Governo salvadoregno si è dichiarato a conoscenza di tali difficoltà, soprattutto per quanto concerne la situazione difficile delle carceri e il mancato rispetto delle leggi riguardanti la protezione dei detenuti da parte degli ufficiali di polizia.
Per quanto concerne la pena di morte, la Costituzione salvadoregna prevede che essa possa essere comminata solo nei casi previsti dal codice militare durante uno stato di guerra internazionale: l'ultima esecuzione ha avuto luogo nel 1973. Il Paese è tra i 95 firmatari della Dichiarazione di Associazione presentata all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 19 dicembre 2006 e al Consiglio dei Diritti Umani di cui l'Italia è parte.
Quanto al rispetto dei diritti civili, della libertà di associazione e di espressione, evocato dall'Onorevole interrogante, il Salvador ha ratificato il relativo Patto delle Nazioni Unite del 1966, compreso il Primo Protocollo opzionale (che prevede la competenza del Comitato dei diritti umani a ricevere e esaminare comunicazioni individuali). La Costituzione garantisce le libertà di associazione e di espressione consentendo la formazione di numerose organizzazioni per la difesa dei diritti dell'uomo e di sindacati. Attualmente le Autorità salvadoregne stanno cercando di dare attuazione alle normative sui diritti sindacali contenute nelle Convenzioni 87 e 98 dell'ILO, ratificate nel settembre 2006. Si segnalano, tuttavia, alcune denunce di intimidazioni ai danni di alcuni militanti di ONG locali.
Secondo un rapporto del maggio 2007 dei Capi Missione UE accreditati a San Salvador sulla situazione di sicurezza nel Paese, si registra una forte diffusione di armi da fuoco e diffusa violenza, facendo del Salvador il Paese con il tasso di omicidi - comparato alla popolazione - più elevato del continente americano. Il tasso di impunità resta dunque elevato, in quanto le Autorità salvadoregne riescono con difficoltà ad arginare simili fenomeni.
Restano ancora aperte, poi, le ferite che la guerra civile hanno inferto alla società civile salvadoregne. Nel corso di una recente visita in Salvador, il Presidente del gruppo di lavoro sulle sparizioni forzate del Consiglio dei diritti dell'uomo, M. Corcuera, ha criticato le autorità salvadoregne per il clima di impunità del Paese, dovuto, a suo avviso, all'impossibilità di processare gli autori delle sparizioni forzate, a causa della protezione conferita loro dalla legge d'amnistia approvata nel 1993, riguardante i crimini commessi durante il periodo della guerra civile. A tal proposito, nel marzo 2007, l'UE ha effettuato un passo ufficiale alle Autorità locali senza tuttavia riuscire, per il momento, ad ottenere risposte soddisfacenti.

Sabina SINISCALCHI (RC-SE) si dichiara soddisfatta della risposta, auspicando che il Governo continui a tenere sotto osservazione la drammatica situazione del Salvador. Sottolinea l'esigenza che anche la Commissione segua con attenzione l'evoluzione politica e sociale del Paese in vista delle elezioni del prossimo anno.

Testo dell'interrogazione

SINISCALCHI, MANTOVANI e KHALIL ALÌ detto RASHID

Al Ministro degli affari esteri

Per sapere - premesso che:
secondo quanto riportato dagli organi d'informazione locali, il 2 luglio scorso in El Salvador una manifestazione pacifica di protesta organizzata da movimenti sociali e sindacati nel municipio di Suchitoto contro la privatizzazione dell'acqua potabile è stata dispersa da reparti antisommossa della polizia con l'uso di armi da fuoco e lancio di gas;
tredici persone sono state arrestate, accusate di atti di terrorismo ed incarcerate, in applicazione della legge speciale antiterrorismo che prevede lunghi periodi di detenzione preventiva;
il procuratore dei diritti umani di El Salvador ha criticato l'applicazione della legge antiterrorismo a persone che solamente partecipavano a un'azione di protesta;
diverse ONG operanti nel paese e Amnesty International hanno preso posizione contro l'uso della legge antiterrorismo per «colpire persone che hanno partecipato ad azioni di protesta legittime»;
l'ufficio di Tutela Legale dell'Arcivescovado di San Salvador, creato dal Vescovo Oscar Arnulfo Romero prima del suo assassinio nel marzo del 1980 e molto attivo durante la guerra civile, dopo aver ricostruito i fatti ha emesso una dichiarazione pubblica in cui evidenzia, fra l'altro, che:
«i manifestanti erano disarmati ed il gruppo era costituito da molte donne, anziani e bambini;
la polizia ha attaccato i manifestanti subito all'inizio della manifestazione sparando proiettili di gomma contro persone che non avevano alcun atteggiamento violento;
la polizia non si è limitata a disperdere i manifestanti, ma li ha inseguiti nei campi, appoggiata anche da un elicottero dell'esercito che ha lanciato ripetutamente gas irritanti sulla popolazione;
il luogo della manifestazione era presidiato anche da veicoli fuoristrada dell'esercito armati con mitragliatrici di grosso calibro con chiaro intento intimidatorio;
alcuni degli arrestati sono stati soggetti a torture fisiche e psicologiche e minacciati di essere lanciati nel vuoto dall'elicottero che li trasportava in carcere;
le operazioni di polizia sono state senza ombra di dubbio ordinate o approvate dalle Autorità e dai Ministri competenti e dagli altri organi dell'Esecutivo;
quattro degli arrestati, vale a dire i dirigenti della ong CRIPDES, sono stati fermati mentre stavano raggiungendo in auto il luogo della manifestazione a cui quindi non hanno neppure partecipato;
i fatti dimostrano che le operazioni di polizia non avevano lo scopo di ristabilire l'ordine pubblico eventualmente violato, ma la repressione indiscriminata per diffondere il terrore fra i detenuti, le comunità rurali e il movimento sociale in generale;
il comportamento della polizia è stato il fattore scatenate degli episodi di violenza di alcuni manifestanti che hanno portato al lancio di alcune pietre e a danni a un veicolo;
gli arresti arbitrari hanno violato le disposizioni costituzionali e internazionali sul diritto di libertà personale»;
la grave, continua e comprovata violazione dei diritti umani verificatasi in El Salvador durante la guerra civile terminata nel 1992 ha causato decine di migliaia di vittime civili;
l'Unione europea ha svolto un ruolo decisivo nella ricerca di una soluzione negoziata alla guerra civile;
l'Arma dei Carabinieri ha contribuito alla missione ONUSAL con lo scopo di ripristinare il rispetto dei diritti umani negli ultimi anni della guerra civile;

il nostro paese intrattiene rapporti di cooperazione rilevanti con El Salvador -:

quali azioni abbia intenzione di assumere in proposito il Governo italiano e quale ruolo intenda svolgere al fine di contribuire attivamente alla salvaguardia dei diritti umani in El Salvador e al mantenimento della pace nella regione centroamericana.
(5-01293)



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