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Disegno di legge di ratifica: Accordo con il Governo della Repubblica del Guatemala sulla promozione
martedì 11 dicembre 2007

Dichiarazione di voto finale dell'on. Ramon Mantovani

 

RAMON MANTOVANI - Signor Presidente, non è usuale per noi esprimere un voto contrario su un Accordo come quello in esame. Ne abbiamo discussi e votati tanti nel corso di diverse legislature, però abbiamo deciso di porre fine a una pratica che, a nostro avviso, è nociva per i Paesi che sono oggetto di accordi di questo tipo.
Stiamo parlando del Guatemala, uno dei Paesi più poveri di tutta l'America Latina che, secondo la Banca mondiale, negli ultimi anni ha peggiorato le proprie condizioni socio-economiche - lo ripeto: socio-economiche - ed è un Paese con una popolazione a maggioranza indigena che dal punto di vista dei diritti umani è discriminata. Basta interpellare il Premio Nobel Rigoberta Menchù per conoscere qual è la realtà in cui vivono le popolazioni indigene del Guatemala, terra nella quale i diritti umani sono quotidianamente violati.
È al nostro esame un Accordo che prevede la reciproca protezione degli investimenti; naturalmente è un eufemismo, perché non vi sono imprenditori e finanziarie guatemalteche che vengono ad investire in Italia. Stiamo parlando, quindi, di un trattato che prevede la protezione degli eventuali investimenti italiani. Gli investimenti italiani si concentrano nei settori dell'agricoltura, dei servizi e dell'industria farmaceutica.
Secondo un'importantissima ONG internazionale, l'Oxfam, è esattamente su questi tre settori che il tipo di accordi e di trattati come quello che stiamo discutendo hanno prodotto negli ultimi anni un notevole peggioramento delle condizioni sociali, e spesso anche economiche, dei Paesi che ne sono fatti oggetto.
Dal punto di vista agricolo ciò è accaduto perché in quei Paesi si producono merci e prodotti agricoli per il nostro mercato, a scapito della loro sovranità alimentare. Inoltre, nel caso del Guatemala, la proprietà della terra è altamente concentrata, perché non vi è stata una vera riforma agraria.
Dal punto di vista dei servizi non ne parliamo, in quanto si tratta di settori che non sono interni al mercato ma che, attraverso le privatizzazioni, possono diventare tali, ovvero oggetto di investimenti privati (ad esempio, la distribuzione dell'acqua, l'istruzione o la sanità).
In tutti i Paesi dove vi sono stati investimenti di questo tipo si è dovuto tornare indietro perché le popolazioni erano state tartassate dagli interessi delle società che avevano messo le mani su questi servizi che prima erano pubblici.
Infine, vi è la questione farmaceutica. Il Guatemala è uno dei Paesi più ricchi dal punto di vista della bio-diversità, ma sapete cosa accade? Accade che le popolazioni indigene sanno curarsi la tosse con la corteccia di un albero, ma arriva una società multinazionale che ne brevetta la scoperta (la quale, in realtà, appartiene alla tradizione indigena), per poi vendere i farmaci alle popolazioni guatemalteche, lucrando enormemente su qualcosa che,Pag. 61invece, dovrebbe restare di proprietà pubblica, collettiva, storica e tradizionale.
Inoltre, vi è anche un problema da affrontare, in quanto vi sono nuovi modelli per stipulare trattati di questo tipo. Ad esempio l'Unione europea ha inaugurato - ed è un bene - negli accordi stipulati dal 2006 al 2008, sperimentalmente, modelli denominati «di preferenze generalizzate», che prevedono l'introduzione di clausole. Allora mi domando perché non è introdotta, in trattati di questo tipo, la clausola per il rispetto delle convenzioni di cui il Guatemala è firmatario, sul rispetto dei diritti umani? Perché non vi è la clausola del rispetto dei trattati internazionali firmati sia dall'Italia sia dal Guatemala in sede di organizzazione internazionale del lavoro? Voi sapete qual'è il salario nelle maquilladoras guatemalteche, quali sono le tutele e l'orario di lavoro? Sono da schiavismo! Non c'è alcun rispetto dei trattati internazionali in materia di organizzazione del lavoro, non c'è alcuna clausola ambientale e non c'è alcuna clausola, che pure esiste dal punto di vista della firma di trattati internazionali, che attenga alla questione della corruzione. Il Guatemala è uno dei Paesi più corrotti dell'America Latina! Allora, non possiamo più accettare che si stipulino accordi di questo tipo.
In Commissione ci eravamo astenuti sollevando il problema e, peraltro, anche altri gruppi, ad esempio dell'opposizione, avevano deciso di astenersi con noi. Attendevamo dal Governo, per l'esame in aula, una risposta, una rassicurazione e l'intenzione di non procedere, nel futuro, alla firma di trattati di tal genere. Invece abbiamo riscontrato, purtroppo, un'apologia di questo tipo di accordi. Non lo possiamo accettare ed è per questo che abbiamo mutato il nostro avviso in un voto contrario.
Comunque, annunciamo che in Commissione affari esteri presenteremo una risoluzione per impegnare il Governo a non firmare mai più trattati così palesemente nocivi per i Paesi in via di sviluppo e ci riserviamo, sui prossimi trattati che saranno all'ordine del giorno e firmati in passato, di esaminarli con la lente di ingrandimento, perché abbiamo più a cuore gli interessi dell'umanità di quelli di qualche investitore poco attento ai diritti umani e dei lavoratori e alla tutela dell'ambiente (Applausi dei deputati dei gruppi Rifondazione Comunista-Sinistra Europea e Comunisti Italiani).

 

Voto finale del provvedimento: la Camera approva

Hanno votato398
Hanno votato no 53



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