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di SIMONE FUSCO
di SIMONE FUSCO Fabio Amato, responsabile Esteri del Prc: “Un confronto di esperienze per la costruzione di una sinistra antiliberista e pacifista” “Come ogni governo ha un ministero degli Esteri, così il partito della Rifondazione Comunista ha un ufficio di relazioni con l’estero, con più o meno le stesse funzioni” con questa battuta ci ha accolto Fabio Amato, responsabile esteri del Prc. “La priorità dei nostri incontri con le varie delegazioni estere, – dice Amato – è innanzitutto, ora che siamo al governo, evidenziare una discontinuità con la politica estera del governo precedente”. Ricostruire, quindi, un piano di consenso per mettere in atto politiche innovative e pacifiste come è stato fatto per la missione in Libano. “Rispetto alle grandi problematiche globali l’Europa spesso è troppo timida – prosegue Fabio Amato – e l’Italia, oltre a trovare un accordo europeo, dovrebbe andare fino in fondo, come ad esempio sulla questione della Palestina, magari prendendo posizioni come quella del governo norvegese.” Il sistema di relazioni con vari esponenti dei partiti della sinistra “è volto ad un confronto per cercare di rafforzare la sinistra, che deve avere una nuova identità, certamente anticapitalista e plurale”. L’America latina in questo senso è una esperienza a cui guardare. Ad esempio, in Brasile, Venezuela, Uruguay, Argentina ci sono esperienze di sinistra, più o meno riuscite, ma che sempre più mettono in discussione il modello neoliberista, infatti “l’Europa va in crisi – sostiene Amato – perché prende ispirazione non dalla sua cultura storica di battaglie e di lotta, ma dal modello neoliberista”. Lo scenario mondiale ricco di contraddizioni richiede quindi un confronto di esperienze per poter affrontare le problematiche attuali e per questo la costruzione di una sinistra antiliberista e pacifista deve essere in grado di tenere insieme forze disperse. “Guardiamo a grandi paesi in cui la sinistra è al governo: l’India, il Sud Africa, e alle esperienze di alcuni paesi dell’America latina.” Forze di sinistra, ci ricorda il responsabile esteri del Prc, che non sono legate all’internazionale socialista e alla socialdemocrazia che, “al di la del provincialismo italiano”, ha dimostrato di essere carente su molti punti come ad esempio “Alan Garcia in Perù, che ha chiesto di introdurre la pena di morte, e Carlos Andres in Venenzuela che ha sparato sulla folla che dimostrava per l’aumento del prezzo del pane.” Nessun commento è necessario. Concludiamo con alcune considerazioni sulla situazione italiana, guardando all’Europa. “C’è uno spazio in Italia per costruire qualcosa di nuovo, c’è un confronto di idee interessante,– dice il responsabile degli Esteri del Prc– a mio avviso la Sinistra europea è un esempio per qualunque cantiere si voglia fare, perché nasce come innovazione politico culturale ed è un progetto strategico di risposta alla crisi della politica”. La situazione della Se in Europa “deve evolversi per avere azioni politiche comuni, adesso invece è ancora troppo somma di partiti”, ma alcune iniziative come quella sulla Bolkenstein sono state di grande rilievo e prossimamente sono previste iniziative comuni in Europa sulla lotta alla precarietà del lavoro. “Inoltre a Palermo il prossimo autunno la Se si riunisce per sostenere il processo di pace in Palestina, a novembre ci sarà il congresso a Praga per cercare una piattaforma comune per le elezioni europee attraverso un percorso partecipativo”. Molti incontri di persone di sinistra di tutto il mondo per creare “un’alternativa politico diplomatica al mercato, questa è la sfida della Sinistra del ventunesimo secolo” una forza politica che “non deve avere come bussola il governo ma la trasformazione, ovvero quella che a me – conclude Amato - piace ancora chiamare rivoluzione, nel senso della costruzione di una alternativa di società”. |