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giovedì 31 gennaio 2008 |
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Michele Fabiani, detto «Mec», ha vent'anni e vive a Spoleto. Assieme ad altri quattro ragazzi spoletini è finito in carcere, lo scorso 23 ottobre, dopo una spettacolare azione di polizia. E' accusato dei reati associativi previsti dagli articoli 270 e 270 bis del codice penale, che riguardano le «associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico». Mec si dichiara anarchico e ha scritto sui muri della sua città qualche slogan anarchico. Per la sua liberazione sta lottando il Comitato 23 ottobre. Al suo fianco si sono schierati il consiglio comunale di Spoleto, alcuni parlamentari, tra i quali l'onorevole Katia Bellillo, i senatori Giovanni Russo Spena, Stefano Zuccherini, Francesco Ferrante e Maria Luisa Boccia, oltre a vari consiglieri comunali dell'Umbria. Questa lettera descrive la sua situazione ed è stata scritta pochi giorni dopo il suo arresto. In un messaggio più recente, Mec [che ha anche partecipato allo sciopero della fame contro l'ergastolo] racconta che le situazioni sono peggiorate: «L'isolamento si fa più rigido, hanno intensificato i controlli e adesso certe guardie [non tutte] vietano pure al lavorante che pulisce di avvicinarsi troppo alla mia cella. Neppure ai parlamentari è stato permesso di incontrarmi. Hanno concesso solo una visita veloce tramite le sbarre con il comandante e il direttore che controllano le nostre conversazioni. Anche questa è una decisione della direzione del carcere, non necessaria per il regime Eiv (Elevato indice di vigilanza), così come non è necessario che io passi l'ora di aria da solo, ma è anche questa una decisione arbitraria dell'amministrazione».
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lunedì 14 gennaio 2008 |
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19 Gennaio alle ore 15,00 davanti il Municipio La manifestazione è organizzata infatti per chiedere il rispetto del diritto alla salute dei cittadini , così come sancito dalla Costituzione, e della necessità che vengano promosse azioni utili al perseguimento di questo obiettivo. E' accaduto troppe volte nel corso dell'ultimo quarto di secolo che i cittadini hanno dovuto sottostare allo strapotere di aziende che hanno pesantemente condizionato la vita del territorio , ed è arrivato il momento di dire basta ai ricatti. La manifestazione viene realizzata in un paese come Torchiarolo, oramai divenuto simbolico, per i tanti sforamenti delle emissioni inquinanti lì registrati che non hanno visto fino ad oggi interventi concreti. Gli abitanti della Provincia di Brindisi hanno diritto a sapere cosa succede nel loro territorio e come il loro diritto alla salute viene sostenuto dagli Enti Locali e dalle strutture preposte. Si chiede di intervenire lì dove è necessario, per rimuovere le cause che producono danni che sempre più si trasformano in malattie e lutti. PRC Torchiarolo |
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