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Segretario
Per una costituente dei beni comuni
mercoledì 15 giugno 2011
(editoriale da Liberazione di mercoledì 15 giugno 2011)
 
Il risultato dei referendum di domenica  e lunedì scorso è la conferma di un profondo cambiamento che sta avvenendo nel paese e che già si era annunciato nelle elezioni amministrative. In questi giorni è stato sottolineato come i referendum segnalino la crisi organica delle destre, il declino di Berlusconi e l’attenzione sul nucleare suscitata dal disastro di Fukuscima. Il dato di fondo del referendum è però che il voto sull’acqua pubblica ci parla di una decisa inversione di tendenza dell’opinione pubblica del paese sulla questione delle privatizzazioni. Il tema dei beni comuni – a partire dall’acqua – è diventato la forma innovativa in cui si può parlare di pubblico. Un pubblico qualificato dalla dimensione democratica e comunitaria e per questo non riconducibile in alcun modo alla stagione politica del clientelismo democristiano. Da questi referendum emerge inoltre una soggettività dei comitati e delle associazioni che ha costituito – insieme a pochissimi partiti, tra cui in primo luogo Rifondazione Comunista - il tessuto connettivo della raccolta delle firme prima e della campagna referendaria poi. All’interno di questo tessuto di partecipazione occorre poi sottolineare una straordinaria soggettività giovanile che riecheggia le forme di aggregazione e di partecipazione che abbiamo visto all’opera nel movimento altermondialista. Indubbiamente il risultato del referendum – come la straordinaria partecipazione giovanile verificatasi nella tornata amministrativa in alcune città - è il figlio legittimo della stagione di Genova e, proprio nel decennale, ne testimonia la natura tutt’altro che minoritaria.
 
 

 

Adesso si riparte.
giovedì 19 maggio 2011
(da Liberazione di giovedì 19 maggio 2011)

Grazie, grazie, grazie. Ogni ragionamento sull’andamento delle elezioni deve partire da un ringraziamento per la generosità e l’impegno con cui migliaia di voi, compagni e compagne di rifondazione comunista, avete affrontato le elezioni. Se oggi respiriamo un’aria un po’ migliore di una settimana fa è merito vostro. Dopo tanti sondaggi utilizzati come clave dai grandi potentati per plasmare la realtà a loro piacimento, le elezioni amministrative hanno determinato un positivo bagno di realtà. Questo ha assunto le caratteristiche di un positivo terremoto politico. Innanzitutto Berlusconi ha preso un colpo molto forte, in particolare a Milano ma non solo. Inoltre la perdita di consensi del PdL non si è travasata sulla Lega che ha perso consensi a sua volta. Il voto non rappresenta quindi solo una perdita di voti della destra ma incrina pesantemente l’asse di governo con la Lega che è il vero cemento della maggioranza.
 
 

FEDERAZIONE. LE DESTRE NON SI BATTONO CON IL CENTRO
mercoledì 18 maggio 2011
da Il Riformista di mercoledì 18 maggio 2011


INTERVENTO
Ci vuole un polo di sinistra per battere il Cav

Caro direttore, nonostante l’assoluta invisibilità mediatica di cui siamo stati oggetto, la Federazione della Sinistra cresce nelle elezioni amministrative e dà il suo contributo alla sconfitta delle destre e alla qualificazione del profilo del centrosinistra.
In primo luogo, nelle elezioni provinciali, la somma dei voti delle forze che fanno parte della Federazione della Sinistra dà luogo a un risultato del 4,1%.
Questo dato rappresenta una crescita sia rispetto alle elezioni europee (era il 3,5% ), che rispetto alle elezioni regionali (era il 3,4%).
Nulla di clamoroso, tuttavia rappresenta una crescita reale della Federazione e ci parla - per rimanere a sinistra - di un risultato percentuale identico a quello di Sel (4,1% pure loro) e di poco inferiore a quello dell’IdV (4,8%).
Non male visto il completo oscuramento di cui siamo stati oggetto.
In secondo luogo, la candidatura di Pisapia nelle elezioni primarie a Milano era stata sostenuta da Sel e dalla Federazione della Sinistra, che a Milano totalizza un 3,2%, così come la candidatura di de Magistris a Napoli è stata sostenuta dall’IdV e della Federazione della Sinistra, che totalizza il 3,6%.
 
 

Il voto alla Federazione vale doppio
domenica 15 maggio 2011
(editoriale da Liberazione di domenica 15 maggio 2011)

L’obiettivo di queste elezioni è quello di battere le destre e di tenere aperta la possibilità di costruire una sinistra degna di questo nome. A questo serve il voto alla Federazione della Sinistra. Perché occorre sconfiggere le destre è chiaro a tutti: le destre rappresentano  insieme alla Fiat il punto più avanzato dell’offensiva borghese: vogliono manomettere la Costituzione repubblicana,  demolire i diritti e trasformarci in un popolo di servi. Ci vogliono impotenti e senza dignità, ad elemosinare il favore dal potente di turno. Anche per questo la destra italiana è così pesantemente anticomunista: vogliono cancellare ogni riferimento fosse anche simbolico della capacità degli ultimi di ribellarsi e di “abolire lo stato di cose presente”. Ci vogliono impotenti e depressi e per questo vogliono estirpare anche la memoria della capacità delle classi subalterne di costituirsi in soggetto, di lottare e di cambiare il corso della storia. Le elezioni amministrative, possono rappresentare una sconfitta per Berlusconi da confermare con i referendum del 12 giugno. Si tratta di passaggi di enorme importanza politica su cui spendere tutte le nostre energie.

Parallelamente occorre tenere aperta la possibilità di costruire la sinistra. Una sinistra autonoma dai poteri forti, dai padroni, dalle banche e dal Vaticano. Una sinistra autonoma anche culturalmente dal pensiero unico e parte del movimento internazionale contro la crisi della globalizzazione neoliberista. La costruzione di una sinistra degna di questo nome è la condizione indispensabile per sconfiggere oltre a Berlusconi anche il Berlusconismo.  Non è efficace a questo riguarda un centro sinistra che quando il governo va in guerra corre a mettersi l’elmetto, quando Marchionne fischia inizia a scodinzolare, che talvolta si mostra anticomunista tanto quanto le destre.

La costruzione di un polo politico della sinistra è la condizione per sconfiggere il berlusconismo e costruire l’alternativa in Italia.

La Federazione della Sinistra ha perseguito questi obiettivi a partire da un punto fermo: la ricerca di accordi con il centro sinistra su programmi chiari,  incarnati da candidati presentabili e basati sul riconoscimento pieno della nostra soggettività politica. Su questa base abbiamo fatto gli accordi in larga parte dell’Italia. Dove questo non è stato possibile abbiamo lavorato per la costruzione di schieramenti unitari della sinistra. Così a Torino abbiamo costruito uno schieramento con Sinistra Critica chiaramente contrapposto alla Fiat. Così a Napoli e Salerno abbiamo costruito uno schieramento con l’Italia dei Valori a partire dalla presa d’atto del fallimento delle esperienze di governo di centrosinistra di quelle città e della necessità di rinnovare profondamente programmi e personale politico. Così in varie altre realtà comunali e provinciali abbiamo costruito schieramenti di sinistra anche con liste espressione della società civile. Dovunque il PD ci ha posto il problema di togliere la falce e martello dal simbolo,  ci siamo presentati autonomamente perché noi non scambiamo gli ideali con i posti.  La pratica rigorosa del binomio autonomia e unità è stata la nostra stella polare a cui mi sento di dire, non siamo venuti meno mai, anche nelle situazioni più difficili. Lo abbiamo fatto perché convinti che siamo in una fase di ricostruzione della nostra forza e della nostra credibilità. Dopo il fallimento della sinistra arcobaleno stiamo ricostruendo faticosamente, dalle fondamenta, i presupposti di una sinistra degna di questo nome. Si tratta di un percorso non breve che ha nella chiarezza della linea politica il presupposto per la costruzione di un rinnovato rapporto di credibilità e fiducia con la nostra gente.

Sul piano delle alleanze abbiamo avuto un rapporto positivo con l’Italia dei Valori. La candidatura di Luigi de Magistris non è solo un fatto importante per Napoli – dove ha aperto un vero e proprio spazio pubblico - ma ha il valore di un laboratorio nazionale. Dobbiamo al contrario registrare il fallimento della proposta unitaria che abbiamo rivolto a Sinistra Ecologia e Libertà. Salvo il meritorio caso di Macerata – che riprende la positiva esperienza nelle elezioni regionali marchigiane – nei capoluoghi di provincia SEL ha scelto sempre il rapporto con il PD. Emblematici i casi di Torino, Napoli e Salerno. Mentre coloro che vedono in SEL e in Vendola una speranza auspicano la costruzione di una sinistra, il gruppo dirigente di SEL punta tutte le sue carte sull’internità al centrosinistra. Si tratta di una danno grave alle ragioni dell’alternativa di cui prendere atto per rilanciare la battaglia politica che consiste nella riproposizione di una offensiva unitaria verso tutte le forze della sinistra di alternativa.

Nelle situazioni in cui ci presentiamo in autonomia dal PD dobbiamo registrare la ripresa della litania sul voto utile che cerca di usare il bipolarismo per assassinarci. Occorre prendere di petto questo tema, spiegando che le elezioni amministrative sono a doppio turno e che il primo turno serve a portare la sinistra in Consiglio mentre il secondo serve a battere le destre. Come abbiamo detto e volentieri ripetiamo: il voto alla Federazione della Sinistra è un voto che vale doppio perché serve a costruire la sinistra e a battere le destre.
Da ultimo alcune considerazioni su di noi. E’ evidente che siamo deboli e di questo siamo tutti consapevoli. Tuttavia la Federazione della Sinistra si è presentata unita quasi dovunque e ha presentato delle belle liste, aperte, con tante donne e con molti compagni e compagne che non fanno parte dei soci fondatori la federazione. In alcune realtà, la qualità dei rapporti politici costruiti con la sinistra diffusa, è davvero notevole e foriera di ulteriori positivi sviluppi. Mi si permetta di citare a mo’ di esempio le splendide candidate a sindaco di Salerno e di Cosenza. Ritengo che – pur con gli inevitabili problemi - la costruzione della Federazione della Sinistra ha fatto un passo in avanti in questa tornata elettorale. Lo ha fatto dal basso ed è bene che questo processi continui e venga coltivato con cura, territorio per territorio. Il processo di costruzione della Federazione non è e non può essere lineare: come ogni processo politico vero, basato sulla effettiva partecipazione dei compagni e delle compagne, deve procedere dall’alto e dal basso costruendo sinergie, smettendola di enfatizzare in modo distruttivo e autolesionistico i problemi che pure vi sono. Il convincimento e la dedizione di chi costruisce un difficile progetto politico non è un fattore secondario per la sua riuscita.
Sui territori ho incontrato compagne e compagni motivati, consapevoli delle ragioni della nostra impresa politica, con livelli di militanza generosissimi. E’ chiara – e pesa - la difficoltà della fase così come la necessità di resistere per riaprire la prospettiva dell’alternativa.  Nonostante lo scientifico oscuramento mediatico ho trovato la diffusa percezione di un miglioramento nel nostro rapporto di massa. Vi è attenzione nei nostri confronti, misto talvolta allo stupore nello scoprire che “ci siete ancora?”. Non vi è più la critica e la delusione che ci hanno circondato in anni passati.
Questo impegno di tante migliaia di compagne e compagni deve essere valorizzato . Queste compagne e questi compagni ci dicono che esiste un tessuto militante in grado di rilanciare il progetto della rifondazione comunista e la costruzione di una sinistra di alternativa in Italia. Non è una cosa di poco conto e merita una risposta politica adeguata. In primo luogo nella gestione del risultato elettorale e nella successiva stagione congressuale che dopo il voto e il referendum si aprirà.  Per quanto mi riguarda mi permetto di avanzare nuovamente una proposta che sostengo da tempo, sin dalla conferenza organizzativa che abbiamo tenuto a Caserta più di un anno fa. Decisivo per il gruppo dirigente di Rifondazione  è riportare la sinistra comunista e di alternativa in parlamento. Per raggiungere questo traguardo occorre contemporaneamente rilanciare il processo della rifondazione comunista e la proposta unitaria, che parte dalla Federazione della Sinistra per allargarsi al complesso delle forze della sinistra di alternativa. Per raggiungere questo obiettivo occorre una gestione unitaria del partito e il superamento della divisione correntizia del gruppo dirigente. Occorre un progetto chiaro e condiviso perché è evidente che la costruzione dell’unità della sinistra di alternativa necessita dell’unità del partito. Buon lavoro a tutti e tutte.

 
 

Contro il sovversivismo delle classi dirigenti
sabato 12 marzo 2011
(editoriale da Liberazione di sabato 12 marzo 2011)
 
 
 
Oggi saremo in piazza per difendere la Costituzione. Non si tratta di un gesto rituale. La nostra Costituzione non solo fissa le regole attraverso cui costruire una civile convivenza nel paese. Indica la strada attraverso cui sviluppare le relazioni sociali per accedere ad una migliore , più libera ed egualitaria, convivenza civile. E’ una buona Costituzione, scritta – come ci ricordava Duccio Galimberti - con il sangue dei partigiani, che noi vogliamo gelosamente conservare affinché la società possa progredire. 
 
 

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