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martedì 15 giugno 2010 |
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Venerdì 11 giugno il Gruppo Fiat ha confermato, in un incontro al ministero dello Sviluppo economico, la scelta di cessare l’attività di Termini Imerese, trasferendo in Polonia la produzione della Ypsilon entro il 21 dicembre 2011 e, permanendo l’assenza di reali e concrete soluzioni industriali, ciò significa cancellare oltre 2.200 posti di lavoro e una delle più importanti attività industriali di tutta la Sicilia.
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lunedì 14 giugno 2010 |
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di LUCIANO GALLINO (la Repubblica del 14 giugno 2010)
Si spingono in basso salari e condizioni di lavoro per allinearli ai Paesi emergenti Arriva la nuova "metrica del lavoro" con il computer che controlla È possibile che la Fiat non abbia davvero alcuna alternativa. O riesce ad avvicinare il costo di produzione dello stabilimento di Pomigliano a quello degli stabilimenti siti in Polonia, Serbia o Turchia, o non riuscirà più a vendere né in Italia né altrove le auto costruite in Campania. L´industria mondiale dell´auto è afflitta da un eccesso pauroso di capacità produttiva, ormai stimato intorno al 40 per cento. Di conseguenza i produttori si affrontano con furibonde battaglie sul fronte del prezzo delle vetture al cliente. A farne le spese, prima ancora dei loro bilanci, sono i fornitori (che producono oltre due terzi del valore di un´auto), le comunità locali che vedono di colpo sparire uno stabilimento su cui vivevano, e i lavoratori che provvedono all´assemblaggio finale. I costruttori che non arrivano a spremere fino all´ultimo euro da tutti questi soggetti sono fuori mercato.
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domenica 13 giugno 2010 |
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Editoriale di Dino Greco (Liberazione del 13 giugno 2010) Come nel più scontato dei copioni, i sindacati collaborazionisti, ormai pronti a sottoscrivere qualsiasi sacrificio e rinuncia governo o padroni intendano imporre ai lavoratori, hanno assicurato il proprio malinconico consenso alla Fiat che si accinge - sarà bene averne consapevolezza - ad assestare un colpo difficilmente rimediabile all’intero quadro delle relazioni economico-sociali del Paese. Nei giorni scorsi abbiamo illustrato i contenuti del diktat di corso Marconi. «Prendere o lasciare», aveva detto l’amministratore delegato della Fiat.
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giovedì 27 maggio 2010 |
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di Paolo Ferrero È arrivata la stangata. Una manovra pesantissima che colpisce i giovani, i lavoratori, in particolare quelli pubblici, determina il licenziamento di decine di migliaia di precari, taglia le risorse alle regioni e quindi al welfare, toglie autonomia agli enti di ricerca che forniscono i dati sulla situazione sociale del Paese.
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giovedì 27 maggio 2010 |
«Sciopero generale di tutti i lavoratori pubblici e privati». La Cgil rompe gli indugi e passa al contrattacco. Ieri Guglielmo Epifani ha annunciato che proporrà al comitato direttivo del suo sindacato un stop di quattro ore, da tenersi entro la fine di giugno, con l’obiettivo di indurre il Parlamento a cambiare i contenuti della manovra da 24 miliardi di euro in due anni approvata dal Consiglio dei ministri e sostanzialmente condivisa da Cisl e Uil. Ma anche per «dire al governo che deve finirla di toccare e di ridurre i diritti dei lavoratori», come sta facendo con l’arbitrato e con il progetto di riforma dello Statuto dei lavoratori.
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