|
mercoledì 21 aprile 2010 |
|
Editoriale di Liberazione del 21 aprile 2010 Finalmente è arrivata la sentenza che i lavoratori di Agile/ex-Eutelia aspettano dal 23 dicembre scorso, da quando cioè il giudice Norelli si è pronunciato per la prima volta sulla richiesta di insolvenza. L’azienda è da ieri mattina dichiarata insolvente dal Tribunale fallimentare di Roma con conseguente estromissione della proprietà dalla gestione aziendale.
|
|
|
mercoledì 21 aprile 2010 |
Le modifiche apportate dalla Commissione Lavoro della Camera al ddl lavoro non modificano l’impianto inaccettabile della legge, né il suo carattere incostituzionale.
Resta la certificazione in deroga a leggi e contratti, l’attacco ai poteri del giudice del lavoro, l’arbitrato “di equità”. Resta la compromissione generale dei diritti dei lavoratori con la previsione della dichiarazione preventiva di accettazione di qualsiasi decisione del collegio arbitrale. Resta il ricatto sui lavoratori precari con il regime delle decadenze.
Si conferma la volontà del governo di svuotare la contrattazione collettiva e arrivare al contratto indivuale, alla polverizzazione e ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro
La mobilitazione deve dunque continuare con ogni determinazione. Saremo presenti ai presidi davanti alle prefetture promossi dalla CGIL il 26 aprile e al presidio nazionale del 28.
Roberta Fantozzi |
|
|
martedì 20 aprile 2010 |
|
La decisione del Tribunale fallimentare di Roma, che ha rifiutato il concordato preventivo proposto dall’azienda e ha disposto l’amministrazione straordinaria, dà ragione alla lunghissima lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Eutelia.
Come nel caso della Innse la tenacia e la determinazione dei lavoratori sono stati decisivi. Ringraziamo le lavoratrici e i lavoratori per la loro lunga resistenza, la Fiom per il ruolo decisivo che ha svolto, in una lotta che è un esempio per le mille altre vertenze che attraversano il paese.
Una lotta portata avanti per mesi durissimi in cui i lavoratori hanno dovuto resistere, senza stipendio, sottoposti a mille pressioni. Una lotta condotta in nome della dignità del lavoro e della legalità contro una proprietà truffaldina e banditesca.
Ora che la proprietà è stata estromessa, è possibile rilanciare l’azienda, garantire l’occupazione e il futuro. Ora diventa tanto più importante che si recuperino le commesse perse, che il governo garantisca gli impegni presi e troppe volte non mantenuti.
La lotta paga. E’ questa la lezione.
Paolo Ferrero Roberta Fantozzi |
|
|
domenica 11 aprile 2010 |
|
di Antonio Ferraro e Francesco Piobbichi (Liberazione del 11-04-2010) Controlacrisi.org nasce dall'idea di creare uno spazio nuovo di in-formazione online in tempo reale sulla crisi economica e sociale, quella crisi che scava in basso nel paese e di cui nessuno parla. Mentre televisioni e giornali nazionali parlano di "uscita dalla crisi", di "ripresa economica", noi al contrario abbiamo provato a far emergere dall'oscuramento la drammatica realtà che stiamo attraversando: la disoccupazione che aumenta, così come la povertà e le disuguaglianze; i conflitti sociali, le morti sul lavoro, etc.
|
|
|
giovedì 25 marzo 2010 |
|
Le notizie riportate oggi dalla stampa sul piano Fiat sono gravissime. Nei progetti di Marchionne la chiusura di Termini Imerese si accompagna al pesante ridimensionamento di tutti gli stabilimenti Fiat in Italia: Mirafiori come Pomigliano. Né c’è certezza alcuna per l’FMA di Pratola Serra. All’opposto emerge la volontà di continuare a spostare in Polonia le produzioni. Le conseguenze sono micidiali. Ai 5000 posti di lavoro che andrebbero persi in Fiat vanno aggiunti quelli dell’indotto, in un contesto che mette in discussione la stessa esistenza del comparto auto nel nostro paese. E’ una situazione inaccettabile, di cui sono parimenti responsabili la Fiat e il Governo Berlusconi. La Fiat, dopo aver ricevuto per anni ogni forma di finanziamenti e sostegni pubblici, da ultimo con gli incentivi alla rottamazione finiti in larga parte a sostenere le produzioni in Polonia, con totale irresponsabilità sociale, continua a delocalizzare e a infischiarsene delle conseguenze occupazionali e produttive per il paese. Il governo Berlusconi che con la propria totale subalternità alla Fiat, ha elargito gli incentivi senza chiedere nulla in cambio e ha consentito alla multinazionale di fare tutto ciò che voleva, compreso lo scandalo di non avere in mano ancora niente ufficialmente sui progetti dell’azienda, che emergono solo per “indiscrezioni”. Crediamo che a fronte della gravità del quadro si debba intraprendere ogni iniziativa di mobilitazione, contro i piani Fiat e contro il comportamento indecente di un governo suddito e senza uno straccio di politica industriale. |
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>
|
| Risultati 41 - 45 di 104 |