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Area Lavoro e welfare
Il tavolo del lavoro della sinistra per Pomigliano
mercoledì 16 giugno 2010

La vicenda di Pomigliano e'emblematica dell'idea di fuoriuscita dalla crisi economica e sociale che ha ilpadronato: continuare sulla strada della competivita' internazionale giocatatutta sul costo del lavoro, comprimendo ulteriormente diritti e salari deilavoratori, usando il ricatto della perdita di occupazione. In altre parole,invece di aggredire le cause della crisi per cambiare modello di produzione edi sviluppo si risponde con l'accentuazione degli stessi elementi che hannoprodotto la rottura del compromesso capitale-lavoro che aveva garantito ilmodello sociale europeo. 

 

 

POMIGLIANO: IL DOCUMENTO DEL COMITATO CENTRALE DELLA FIOM
martedì 15 giugno 2010
Venerdì 11 giugno il Gruppo Fiat ha confermato, in un incontro al ministero dello Sviluppo economico, la scelta di cessare l’attività di Termini Imerese, trasferendo in Polonia la produzione della Ypsilon entro il 21 dicembre 2011 e, permanendo l’assenza di reali e concrete soluzioni industriali, ciò significa cancellare oltre 2.200 posti di lavoro e una delle più importanti attività industriali di tutta la Sicilia. 
 
 

Prc: Siamo al fianco delle persone con disabilità contro una manovra socialmente ingiusta e incostituzionale
martedì 15 giugno 2010
Siamo al fianco delle persone con disabilità e diamo il nostro pieno sostegno alla manifestazione nazionale del 1 luglio a Roma indetta da Fish (Federazione italiana superamento handicap) e Fand (Federazione associazioni nazionali delle persone con disabilità) e alla manifestazione del 21 giugno promossa dall’Aisla (Associazione italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica). 
La manovra del governo colpisce con ferocia le fasce più deboli della popolazione, comprese le persone con disabilità che subiscono l’innalzamento della percentuale di invalidità dal 74% al 85% per accedere all’assegno e la riduzione pesante dei servizi sociali a causa dei tagli a regioni e comuni. Una vera e propria macelleria sociale messa a punto in barba ai diritti costituzionali che richiamano lo stato a rimuovere gli ostacoli all’uguaglianza sociale. Il governo dovrebbe sapere che le risorse per il sociale non sono “spese” ma “investimenti” per uno sviluppo umano, sociale ed ambientale sostenibile.
Noi siamo per rafforzare i processi di inclusione sociale, garantendo una vita indipendente e dignitosa a tutte e tutti. Invece di essere distrutto il sistema di protezione sociale, compresi i servizi, andrebbe difeso e adeguato alle esigenze della cittadinanza, a partire dalla definizione e finanziamento dei livelli essenziali di assistenza sociale (Liveas), dal rifinanziamento del fondo nazionale per la non autosufficienza, dalla restituzione delle risorse sottratte al fondo nazionale per le politiche sociali.
Le risorse per queste “civili” manovre ci sono se si attua una vera lotta all’evasione fiscale, una giustizia fiscale basata sul principio di progressività costituzionale, un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie e sui grandi patrimoni.

Roberta Fantozzi, Segreteria nazionale Prc-Se
Antonio Ferraro, responsabile nazionale politiche sociali Prc-Se
 
 

La globalizzazione dell´operaio
lunedì 14 giugno 2010
di LUCIANO GALLINO (la Repubblica del 14 giugno 2010)

Si spingono in basso salari e condizioni di lavoro per allinearli ai Paesi emergenti Arriva la nuova "metrica del lavoro" con il computer che controlla
È possibile che la Fiat non abbia davvero alcuna alternativa. O riesce ad avvicinare il costo di produzione dello stabilimento di Pomigliano a quello degli stabilimenti siti in Polonia, Serbia o Turchia, o non riuscirà più a vendere né in Italia né altrove le auto costruite in Campania. L´industria mondiale dell´auto è afflitta da un eccesso pauroso di capacità produttiva, ormai stimato intorno al 40 per cento. Di conseguenza i produttori si affrontano con furibonde battaglie sul fronte del prezzo delle vetture al cliente.
A farne le spese, prima ancora dei loro bilanci, sono i fornitori (che producono oltre due terzi del valore di un´auto), le comunità locali che vedono di colpo sparire uno stabilimento su cui vivevano, e i lavoratori che provvedono all´assemblaggio finale. I costruttori che non arrivano a spremere fino all´ultimo euro da tutti questi soggetti sono fuori mercato.
 
 

A Pomigliano in gioco libertà e democrazia
domenica 13 giugno 2010
Editoriale di Dino Greco (Liberazione del 13 giugno 2010) 
Come nel più scontato dei copioni, i sindacati collaborazionisti, ormai pronti a sottoscrivere qualsiasi sacrificio e rinuncia governo o padroni intendano imporre ai lavoratori, hanno assicurato il proprio malinconico consenso alla Fiat che si accinge - sarà bene averne consapevolezza - ad assestare un colpo difficilmente rimediabile all’intero quadro delle relazioni economico-sociali del Paese. Nei giorni scorsi abbiamo illustrato i contenuti del diktat di corso Marconi. «Prendere o lasciare», aveva detto l’amministratore delegato della Fiat. 
 
 

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