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La lezione spagnola
domenica 22 maggio 2011
Fabio Amato

Sono tanti, determinati, giovani. Disoccupati, precari, studenti. Come scrivono nei loro manifesti, alcuni hanno convinzioni ideologiche profonde, altri meno. In comune hanno di fronte a loro un futuro fatto di un'unica certezza. Quella della precarietà, della disoccupazione, dell'esclusione sociale per la gran parte di loro. Sono coloro che ereditano il portato della crisi e degli effetti reali del neoliberismo: ricchezza e privilegi per pochi, precarietà, disoccupazione e sfruttamento per i più.
Sono le migliaia di ragazzi che stanno da giorni occupando le maggiori piazze della Spagna. Quando scrivevamo delle rivoluzioni medio orientali, della loro natura sociale e della loro potenzialità di contagio sulla sponda nord del mediterraneo avevamo visto giusto. Sono indignati contro il sistema sociale e politico. Sbaglia chi, in cerca di facili analogie, vuole rappresentare questo movimento come semplicemente antipolitico. E' contro il sistema sociale e politico.
 

 

Comitato Politico Prc. Ventata di ottimismo: "Non siamo in via di estinzione"
domenica 22 maggio 2011
"Premiate le alleanze credibili. Ora allargate dal basso la FdS"

Stefano Galieni
Anche la riunione del Comitato politico nazionale del Prc, ha risentito del clima positivo dei risultati elettorali. Due le relazioni introduttive, quella di Pegolo, che ha proposto una analisi accurata del voto e quella di Ferrero, più incentrata sulla fase e la proposta politica. Pegolo ha offerto elementi ulteriori rispetto a quelli proposti in direzione: la Lega è calata in 9 comuni su 11, a Milano si è spostata una quota di voto moderato su Pisapia, in molte realtà risaltano i successi dei candidati rispetto alle liste che li sostengono, segno della tendenza alla delega. Interessante poi la competizione nelle forze progressiste: se il Pd cresce di 39 mila voti, per FdS+Sel in più ce ne sono 48 mila. Una spinta a sinistra che dimostra l'inefficacia della corsa al centro. Necessaria poi una riflessione sul successo dell'antipolitica dei grillini.
Per Pegolo, l'aver scelto di non andare a prescindere ad una alleanza organica ovunque col Pd si è rivelata premiante per la FdS. Per Ferrero, il risultato è maggiore delle aspettative anche perché nel tessuto dei militanti si era diffuso un tasso di pessimismo enorme favorito da oscuramento e sondaggi falsati.
 
 

«Più forza per ripartire» Il voto secondo il Prc
venerdì 20 maggio 2011
 
di Stefano Galieni

Molti i volti sorridenti dopo una campagna elettorale dura, minata da un oscuramento totale, da sondaggi che avevano già predeterminato la scomparsa della Federazione. Questo il clima che si respirava ieri alla riunione della direzione nazionale del Prc. Il risultato elettorale è stato illustrato dall'introduzione di Gian Luigi Pegolo. Quello che emerge è un calo del Pdl, più forte a nord, una flessione della Lega, un consolidamento del Pd, una crescita di Sel, un crollo dell'idV, lo stallo del terzo polo, l'exploit dei grillini. Il risultato del Pd - secondo Pegolo - è condizionato dalle affermazioni a Torino e Milano. In questo quadro la FdS che si è presentata fra Comuni e Province in 24 città su 29, ottiene una sostanziale tenuta, con punti di eccellenza per le grandi città a Napoli e a Milano e serie difficoltà a Torino e Bologna.
Pegolo ha individuato 3 elementi determinanti a comprendere i risultati: le alleanze, vincenti se credibili, la presenza o meno di liste concorrenti; la qualità delle liste e il radicamento del partito. Su questa base si considera appena iniziato il percorso che deve portare al mantenimento delle aggregazioni raggiunte, la messa a valore della capacità di realizzare convergenze, il rilancio programmatico e la necessità di farsi carico delle realtà in difficoltà come Bologna e Torino. Da questo la proposta di un seminario nazionale di riflessione e analisi. Ferrero, riprendendo le conclusioni di Pegolo ha rinnovato i ringraziamenti ai tanti e alle tante che hanno, col proprio impegno militante, contribuito al risultato. «Siamo una comunità - ha riaffermato - e la quasi totalità del nostro futuro dipende da quanto sapremo averne cura. Per questo, anche nei posti in cui abbiamo avuto risultati non positivi dobbiamo capire e discutere invece che andare alla ricerca di capri espiatori».
 
 
 

“La sinistra è tornata in campo adesso un patto con il Pd”
venerdì 20 maggio 2011
 
Intervista a Paolo Ferrero
di Umberto Rosso su Repubblica

ROMA — «Il Pd sbaglia se adesso si mette a inseguire Casini. E’ un’illusione. Un errore. Perché, come dimostrano Pisapia e De Magistris, vincono i candidati con un profilo di sinistra, non schiacciato al centro. E noi, in questo processo, ci stiamo dentro».
In che modo, segretario Paolo Ferrero?
«La Federazione della sinistra ha sostenuto da subito quei due candidati. Il Pd invece a Milano alle primarie aveva un altro nome. E a Napoli ha lanciato in pista alle elezioni Morcone, appoggiato anche da Sel, mentre Rifondazione, Pdci e Socialismo 2000 hanno puntato tutto e subito su De Magistris. E ci abbiamo azzeccato
politicamente».
Soddisfatto anche per i risultati delle vostre liste?
«Alle provinciali, dove il confronto è più omogeneo, siamo al 4,1 per cento, incassiamo mezzo punto in più. Niente di clamoroso, d’accordo, ma Sel è appena un filo sopra di noi, e Di Pietro poco di più. Insomma, ci siamo anche noi. Nonostante l’oscuramento mediatico completo».
La battaglia però continua al ballottaggio.
«Certo. E noi appoggeremo i candidati del centrosinistra ovunque, anche lì dove non abbiamo stretto accordi coalizione. Per battere la destra. Ma, e lo dico a D’Alema che torna a correre dietro le chimere del Terzo Polo, a Milano come altrove non è così che si vince».
 
 
 

Ferrero: «De Magistris l'alternativa che serve»
venerdì 20 maggio 2011
 
di Matteo Bartocci

Fronte democratico «per cacciare Berlusconi» e «una sinistra unita che qualifichi politicamente e socialmente il programma per l'alternativa». Paolo Ferrero è «orgoglioso e felice» per il risultato elettorale della Federazione della sinistra, ottenuto grazie a un partito che c'è, «è credibile e resiste nonostante un oscuramento mediatico pressoché integrale».
Pensi che i succesi al primo turno siano incoraggianti per i ballottaggi?
Il centrodestra ha perso ma ora bisogna lavorare pancia a terra per sanzionare definitivamente un governo Berlusconi che ormai è minoranza nel paese. E poi dobbiamo puntare tutto sui referendum, perché temo che il messaggio arrivato a qualche milione di italiani è che il referendum non c'è più...
... adesso però il Pd promette di impegnarsi per i 4 sì ai questi di giugno.
E' positivo. Perché se raggiungiamo il quorum, Berlusconi è definitivamente sconfitto. Se non ce la facciamo, invece, temo che riprenda fiato: «Vabbè abbiamo perso qualche città ma alla fine...». Se vogliamo cacciare Berlusconi ci aspetta un impegno straordinario, non cadrà né per i processi né per i trabocchetti in parlamento. Cade se è sfiduciato dal paese. Adesso abbiamo tutti l'occasione di farlo, e non va sprecata.
 
 

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