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lunedì 30 maggio 2011 |
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Giuliano Pisapia e' in vantaggio con il 55,1% su Letizia Moratti, al 44,9%, nella corsa per il sindaco di Milano, mentre Luigi De Magistris con il 64,5% delle preferenze è in vantaggio su Gianni Lettieri, con il 35,5%, nella corsa per il sindaco di Napoli. Una "grande soddisfazione" quella riportata dal portavoce di Giualiano Pisapia, Maurizio Baruffi. "Abbiamo dimostarato - ha detto - che si puo' vincere la campagna elettorale col sorriso sulle labbra senza fomentare paure e rancori ma cercando di dare quel senso del futuro e voglia di fare insieme". A Cagliari e' in vantaggio Massimo Zedda del centrosinistra con il 58,22% dei voti, contro i 41,78% dell'avversario del centrodestra Massimo Fantola, quando sono stati scrutinati i voti di 81 sezioni su 175.
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domenica 29 maggio 2011 |

Paolo Ferrero
Le elezioni di 15 giorni fa hanno segnato una sconfitta della destra. Continuiamo ad operare in queste ore affinché questa sconfitta venga confermata, a partire da Napoli e Milano.
Inutile dire che il risultato delle elezioni è molto importante. Lo è per il significato generale oltre che per le città in questione.
Sul piano generale la sconfitta nei ballottaggi sarebbe la sanzione della crisi delle destre. Non solo crisi numerica, ma crisi politica. In questi anni Berlusconi è stato il punto di mediazione tra le diverse parti e i diversi interessi di cui è composta la destra: dal secessionismo razzista ai clan mafiosi fino all’estremismo antioperaio di Marchionne. La sconfitta alle elezioni rappresenterebbe la sanzione della crisi di Berlusconi e della sua capacità di mediare definendo un punto di sintesi comunemente accettato. Inoltre, la contemporanea sconfitta di Pdl e Lega mette in crisi la linea seguita da Bossi di provare a lucrare sulla crisi di Berlusconi.
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venerdì 27 maggio 2011 |

Innanzitutto grazie a i compagni e alle compagne che hanno fatto la campagna elettorale. E’ del tutto evidente che il voto che abbiamo avuto è stato possibile unicamente perché un tessuto militante di questo partito, ha retto nel corso dei mesi e degli anni. Ha retto anche in una fase in cui il tasso di pessimismo che albergava - anche nei gruppi dirigenti - era un po sopra il necessario. Il ringraziamento è doveroso perché se siamo qua discutere in un clima sereno, col sorriso sulle labbra, è grazie a quanto hanno fatto i compagni e le compagne.
A partire da questo ringraziamento, noi dobbiamo dare una mano e trovare modi attraverso cui aiutare le realtà in difficoltà. Da quelli che non hanno presentato le liste a quelli che hanno preso percentuali vicine al prefisso telefonico. Tutto possiamo fare, salvo andare in giro a cercare capri espiatori e pensare con qualche rito tribale di risolvere problemi che sono nodi politici. Lo dico perché mai come questa volta abbiamo scelto dove fare gli accordi in un clima di condivisione delle scelte. Vale per Torino come vale per Bologna come vale in tante altre realtà. Quindi credo che il segnale per il partito debba essere un grande ringraziamento e il no alla resa dei conti.
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giovedì 26 maggio 2011 |
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di Dino Greco
La storia, tanto quella remota quanto quella contemporanea, è satura di esempi di dittatori che hanno dominato i propri paesi da violenti satrapi, potendo contare su un’adesione di massa, non esclusivamente costruita sulla paura, ma anche su un’autentica risonanza con i sentimenti popolari. Insomma, in virtù di un mix fatto di «coercizione+consenso», esercitando cioè, in forme diverse, una vera e propria egemonia.
E’ persino superfluo sollecitare la nostra memoria, perché un riflesso spontaneo ci fa risalire al ventennio nero della prima metà del secolo scorso.
Quando oggi capita di imbattersi nei “Film Luce”, nell’ampia documentaristica che fissa le immagini del regime e la tronfia, grottesca esibizione muscolar-machista di Benito Mussolini, pare impossibile che masse di popolo abbiamo potuto riconoscersi nelle macchiettistiche esibizioni del Duce e subirne così intensamente la fascinazione. Ancor più, e ancor più gravemente, che tanta gente abbia potuto accogliere con uno stato d’animo di delirante esaltazione, al grido ritmato di «Hitler-Hitler, il paranoico führer tedesco che nel 1938 si affacciava al balcone di palazzo Venezia per suggellare con Mussolini l’alleanza della Germania nazista con l’Italia fascista, alla vigilia della seconda guerra mondiale.
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lunedì 23 maggio 2011 |
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Il Comitato Politico Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista esprime un sentito ringraziamento per la generosità e l’impegno con cui migliaia di compagni e compagne hanno affrontato la campagna elettorale. Nell’oscuramento mediatico di cui siamo oggetto, solo l’impegno e la credibilità dei compagni e delle compagne sui territori hanno permesso il raggiungimento del positivo risultato elettorale per la Federazione della Sinistra. Queste elezioni sono arrivate dopo una lunga stagione di lotte sociali dei lavoratori e delle lavoratrici, attraverso vari scioperi generali, dei precari, degli studenti, delle donne, in difesa della Costituzione e della libertà di informazione per la pace e contro la guerra che hanno contribuito ad incrinare il consenso ed il blocco sociale delle destre. L’impegno, la partecipazione, l’internità dell’azione politica della Fds con questi movimenti hanno anch’essi contribuito al raggiungimento del risultato elettorale. Il dato elettorale ci consegna cinque caratteristiche di fondo:
1) Innanzitutto le destre hanno subito una pesante sconfitta, in particolare a Milano ma non solo. Inoltre la perdita di consensi del PdL non si è travasata sulla Lega che ha perso consensi a sua volta. Il voto non rappresenta quindi solo una perdita di voti della destra ma incrina pesantemente l’asse di governo con la Lega che è il vero cemento della maggioranza.
2) In secondo luogo, il centro sinistra dimostra di poter vincere con candidati di sinistra e senza il centro. La crisi di Berlusconi non avviene su un piano centrista ma propone una domanda di sinistra potenzialmente maggioritaria nel paese. Gli eccellenti risultati di Pisapia e de Magistris premiano profili politici chiaramente di sinistra e – per quanto riguarda Napoli – in netta discontinuità con la fallimentare gestione di un centrosinistra consociativo. Emerge comunque la crisi di un bipolarismo non in grado di dare uno sbocco positivo alla crisi del paese.
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