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«Su internet quando uno dice una stronzata chiunque lo può sputtanare»: è una delle tante sentenze di Beppe Grillo
venerdì 03 giugno 2011
 
di Simone Oggionni

«Su internet quando uno dice una stronzata chiunque lo può sputtanare»: è una delle tante sentenze di Beppe Grillo. Perché il personaggio è così, un comico abituato a recitare a copione su di un palco, come quando nei suoi spettacoli ultramilionari - è storia di pochi anni fa - Antonio Ricci scriveva per lui, e la folla, quella stessa imbonita ogni sera da Striscia la notizia, dalle sue veline e dalla sua satira al servizio del potere, applaudiva beata, convinta di avere trovato uno che irrideva e combatteva il potere.
Ecco, Beppe Grillo in questi giorni di "stronzate" ne ha dette molte. L'ultima è un attacco gratuito e volgare al nostro sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, definito «Pisapippa», uno che - secondo Grillo - rappresenterebbe il "Sistema", niente più che una marionetta.
Ma se il problema fossero solo le stronzate dette, ce la caveremmo con un semplice, benché penoso, elenco. Dalle battute infelici sull'Aids («ci sono seri sospetti che sia una bufala») e sulla cura Di Bella contro il cancro, alle recenti crociate contro i calabresi («abituati al voto di scambio») e gli "zingari" («un pericolo per i nostri anziani»), fino al saluto a Vendola «busone», in nulla dissimile dalle spacconate machiste di Berlusconi.
 
 

 

Il 2 giugno e la crisi del potere
venerdì 03 giugno 2011
 
di Giovanni Russo Spena

La festa del 2 giugno ha assunto, quest'anno, una solennità particolare, anche per la ricorrenza dei 150 anni del'unità nazionale. Ma la retorica, profusa a piene mani, ha teso ancora una volta a rimuovere i problemi. Continuo a pensare, innanzitutto, che il 2 giugno sia una proiezione del 25 aprile, della liberazione dai nazisti e dai fascisti. Va ricordato tanto più oggi, quando il Pdl propone, in parlamento, che agli ex repubblichini siano corrisposti gli stessi riconoscimenti dati agli ex partigiani. E rivendico la contestazione delle parate militari con critiche di segno antimilitarista, pacifista, ambientalista, in giorni in cui, calpestando l'art. 11 della Costituzione, l'esercito italiano è impegnato in una guerra coloniale e imperialista; e in giorni in cui i funzionari responsabili della "macelleria" attuata al G8 di Genova dieci anni fa salgono ulteriormente i gradini di alti incarichi nella pubblica amministrazione italiana.
 
 
 

FLASH MOB CONTRO LA GUERRA A ROMA
giovedì 02 giugno 2011
 
Flash mob contro la guerra a Roma. Nel giorno della festa della Repubblica la Federazione della Sinistra ha esposto prima dalla Loggia Giulio II di Castel Sant'Angelo e poi su Ponte Vittorio Emanuele II un'enorme bandiera della pace di 5 metri per 10.
Ad organizzare l'iniziativa gli attivisti del collettivo Pace e Solidarieta' del Prc che prima hanno esposto parzialmente la bandiera da Castel Sant'Angelo, poi, dopo l'intervento delle forze dell'ordine, si sono spostati su Ponte Vittorio Emanuele II dove l'hanno srotolata completamente. ''Nel giorno della nascita di una Repubblica che ripudia la guerra nella sua Costituzione - spiega il segretario romano Fds Fabio Alberti - vogliamo ricordare che oggi l'Italia partecipa a ben due guerre: in Libia e in Afghanistan. No alla guerra''.
(ANSA)
 
 

Vittoria della democrazia – Cassazione riconsegna il diritto a decidere su nucleare
mercoledì 01 giugno 2011

Paolo Ferrero


La Cassazione ha sbarrato la strada all’ennessimo imbroglio del governo!
La furbata del Centro-destra per impedire il referendum sul nucleare non passa, la Cassazione blocca la furbata di Berlusconi e riconsegna nelle mani dei cittadini italiani il diritto a decidere della propria vita in merito ai rischi delle centrali nucleari.

Un altro tentativo di spallata alla democrazia fallisce miseramente con una vittoria della partecipazione politica per i tanti comitati che in questi mesi hanno raccolto milioni di firme per i referendum.

Adesso è necessario un grande sforzo collettivo di tutti per far vincere i Si e sfiduciare dal basso e per sempre Berlusconi.
 
 
 

Caro Grillo, hai perso un’occasione per tacere
mercoledì 01 giugno 2011
 
di Claudio Grassi

l Paese sta voltando davvero pagina. I risultati dei ballottaggi assumono un significato politico di straordinaria importanza. Perde Berlusconi in casa propria, nella capitale del blocco di potere della destra italiana. Perde il centrodestra a Napoli, e con Lettieri perdono i poteri forti, le cricche, il malaffare. Perde il Pdl a Cagliari, Trieste, Novara. Perde la Lega in tutto il Nord, capovolgendo un trend che fino a pochi mesi fa sembrava inarrestabile. Cadono roccaforti, crollano le certezze del sistema berlusconiano.
E vincono, in questa nuova primavera italiana, i candidati della sinistra, volti puliti che incarnano nei loro programmi radicali, così come nei loro modi gentili, il cambiamento, la speranza, la rottura con il paradigma stesso della vecchia politica, consociativa, clientelare, arraffona. La sveglia suonata due settimane fa ha suonato questa volta ancora più forte, configurando una misura della sconfitta berlusconiana oggettivamente inaspettabile, straordinaria.
 
 
 

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