|
giovedì 23 settembre 2010 |
|
di Giovanni Russo Spena
Il voto parlamentare su Nicola Cosentino ha scritto una pessima pagina per le istituzioni ma anche per l’etica pubblica. Il governo si fa più “casalese”. E, in nome di un presunto garantismo che in questo caso non c’entra nulla (ma che si chiama impunità e arroganza del potere, coperto dal voto segreto, richiesto non a caso dalla maggioranza), un pugno di parlamentari vota con la maggioranza stessa. L’uso distorto del voto segreto è evidente: da strumento di garanzia per le minoranze esso diventa luogo di scambio e di mercimonio per salvataggi corporativi di un potere distante, oscuro, torbido, indicibile.
Berlusconi si è impegnato molto in questo salvataggio: la sorte giudiziaria di Cosentino gli sta a cuore perché Cosentino è un pezzo del «sistema», come lo chiama Saviano. Berlusconi ha pagato prezzi politici: non raggiunge la maggioranza assoluta nonostante la furiosa e dispendiosa campagna acquisti che giunge sino alla promessa di un indecente rimpasto di governo; finisce nelle mani degli amici di Totò Cuffaro e rafforza politicamente i finiani ma, soprattutto, Berlusconi è disperatamente aggrappato a Bossi, è nella trappola della scalata al potere anche finanziario, alla Cassa Unicredit, da parte della Lega “ladrona”, che accetta di salvare i “ladroni di Roma” ed i parlamentari accusati di connivenza con le mafie in cambio del federalismo secessionista delle zone ricche del Paese.
|
|
|
mercoledì 22 settembre 2010 |
|
di Alberto Burgio
Buon governo dell’immigrazione significa, in concreto, favorire l’integrazione dei migranti nel quadro di un processo che coniughi il riconoscimento dei loro diritti col rispetto dei diritti degli autoctoni. Non si tratta di un compito agevole, ma non è nemmeno un obiettivo irraggiungibile. Per delineare un percorso utile a questo scopo può essere interessante riflettere sui due modelli di gestione dell’immigrazione in base ai quali si sono sviluppate molte società nate dal colonialismo europeo: il modello olistico (universalista) adottato da Spagna e Portogallo nelle colonie del Centro e del Sudamerica (ma sotteso anche all’esperienza coloniale francese in America e in Africa), e il modello pluralistico (o multiculturalista) tipico del colonialismo anglosassone. Il presupposto fondamentale – e il punto d’onore – del modello olistico è l’egualitarismo. Si tratta di un modello inclusivo, concepito sulla base del principio di uguaglianza sancito dalla tradizione giusnaturalistica moderna. Nelle sue concrete applicazioni, esso tende tuttavia a essere oppressivo e addirittura distruttivo. Il punto critico riguarda i valori di riferimento della convivenza sociale, che sono (di norma) quelli della metropoli. Essa tende a imporli, assumendoli come criteri-guida nella prescrizione di vincoli e di regole. L’integrazione rischia così di coincidere con la negazione dei soggetti integrati. Gli stessi concetti impiegati in questo contesto («integrazione», «inclusione», «assimilazione») rivelano la portata di questo rischio. (…)
|
|
|
mercoledì 22 settembre 2010 |
|
di Giorgio Cremaschi
Quella di Fincantieri è una tipica storia italiana. Il gruppo con i suoi 9mila dipendenti diretti e i 25mila addetti negli appalti e nell’indotto, rappresenta uno dei punti di forza del sistema industriale del Paese. Vent’anni fa le partecipazioni statali volevano dismetterlo perché considerato un settore maturo. Il sindacato riuscì a impedire questa scelta e la Fincantieri si riprese costruendo grandi navi per tutto il mondo. Quattro anni fa l’azienda tentò di entrare in borsa, attualmente è di proprietà al cento per cento della Fintecna, cioè del ministero del Tesoro. Una grande mobilitazione della Fiom e di tutte le intelligenze del gruppo riuscì a conquistare un vasto consenso di opinione pubblica e a fermare la privatizzazione. L’azienda rimase pubblica e fu una fortuna, perché altrimenti, dopo la crisi borsistica, il gruppo sarebbe già stato venduto all’asta.
|
|
|
martedì 21 settembre 2010 |
|
di Maria Campese
E’ centrale unificare le lotte. Tanto più quando si tratta di battaglie che si intrecciano perché parlano la stessa lingua fatta di parole come democrazia, diritti e lotta al neoliberismo. Per questi motivi è importantissima la lettera che il segretario della Fiom, Maurizio Landini, ha inviato il 14 settembre alla segreteria della campagna referendaria per l’Acqua pubblica per invitare il mondo dell’acqua a partecipare da protagonista alla manifestazione dei metalmeccanici del 16 ottobre. Come Landini, anche il Prc, pensa che l’attacco al mondo del lavoro, la politica di tagli perpetrata dal governo ai danni dei lavoratori, le misure antipopolari portate avanti con feroce determinazioni dall’esecutivo Berlusconi e la privatizzazione dell’acqua che favorisce le speculazioni e le multinazionali siano temi tra loro strettamente connessi, due aspetti della stessa politica fatta di profitti per pochi (i più ricchi, i più potenti) e di sacrifici per molti. Una politica frutto di una stessa misera visione della società che mette al centro di tutto il culto del profitto e la primazia, senza se e senza ma, dell’impresa.
|
|
|
martedì 21 settembre 2010 |
|
di Gianluigi Pegolo
Il federalismo fiscale prosegue il suo iter attraverso l’emanazione da parte del Governo di una serie di decreti attuativi che vengono presentati alla spicciolata, nel disinteresse dei più. Accade così che sia molto difficile la ricostruzione del senso complessivo di tali provvedimenti. Alla fine, anche in virtù delle modalità con cui le notizie filtrano attraverso gli organi di informazione, l’effetto più probabile è quello propagandistico. Una sorta di apprezzamento generale per l’incessante produzione legislativa, il cui merito viene ascritto a Calderoli e alla Lega Nord. Occorre allora fare un po’ di chiarezza su quello che sta succedendo, ma per farlo alcune premesse sono indispensabili. La legge sul federalismo fiscale, a suo tempo approvata con il voto favorevole delle forze di governo, dell’Idv e con l’astensione del Pd, muove da un assunto, quello cioè della “territorialità” nel reperimento delle risorse e nella gestione della spesa e ciò in ossequio ai contenuti dell’art.119 della Costituzione modificato (irresponsabilmente) nel 2001 per iniziativa del centro sinistra.
|
|
|
<< Inizio < Prec. 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 Pross. > Fine >>
|
| Risultati 196 - 200 di 487 |